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Daesh colpisce nuovamente Parigi

Questa volta hanno ucciso in un teatro, nelle strade, nei ristoranti, colpendo per fare più vittime possibili e gridare quanto siamo “bravi” con i loro Allah Akbar a tutto il mondo musulmano per imporre la loro supremazia.

Parigi nuovamente ferita dal terrorismo, ma questa volta colpita senza una vera identificazione dell’obiettivo se non quello di uccidere nel mucchio in un’area dove si svolse la marcia dei “potenti” in risposta agli attentati di gennaio a Charlie Hebdo e al supermarket kosher.

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Questa volta hanno ucciso in un teatro, nelle strade, nei ristoranti, colpendo per fare più vittime possibili e gridare quanto siamo “bravi” con i loro Allah Akbar a tutto il mondo musulmano per imporre la loro supremazia.

Il Daesh (acronimo arabo dell’Is) riesce ad infliggere, ogni volta che vuole, tante vittime all’Occidente, perché loro hanno dichiarato guerra a tutti: all’Occidente e al mondo musulmano.

La guerra tra cristiani era un conflitto di religione, quella messa in atto dal Daesh è solo una lotta per essere egemoni come sunniti sui sunniti e sugli sciiti. I conti del salumiere potrebbero essere una conferma con le decine di migliaia di musulmani trucidati dai terroristi contro poche centinaia di vittime occidentali.

Una lotta per il potere nel mondo musulmano che porta l’Occidente ad aver paura più di un pessimo musulmano, tra i tanti aperti all’umanità, che un cattivo cristiano della porta accanto.

La serie di attentati di cui è stata vittima Parigi venerdì 13 novembre ha fatto riprendere quota alla coalizione dei volenterosi (coalition of the willing) ampliata alla Russia e non solo.

Una coalizione di volenterosi che annovera anche la Turchia e l’Arabia saudita, con rapporti non sempre limpidi con il Daesh, che ambiscono anche loro a primeggiare nel Medio oriente.

I primi risultati di questi attentati è la limitazione delle libertà individuali, la diffidenza non solo verso il prossimo dalla differente fisionomia, ma anche di chi ha i “nostri” stessi lineamenti, una paura diffusa che fa gridare alla Guerra, ma soprattutto far esprimere alla Francia tutto il suo dolore e la rabbia che la porta a coinvolgere la Russia in un coordinamento ufficioso delle operazioni belliche in Siria.

Un coinvolgimento della Russia che la Francia porge su di un piatto d’oro agli Stati uniti per riaprire il tavolo dei colloqui sul presente e il futuro della Siria con o senza Bashar al-Assad, dipende anche cosa verrà offerto a Putin.

In questa guerra asimmetrica, con dei nemici negli amici e le variabili delle forze in campo, portano a estremizzare i titoli giornalistici come quelli di Libero con Bastardi islamici, con Il Giornale che gli fa eco con Islam assassino, è giusto sottolineare l’idea della conduttrice Paola Ferrari che su Twitter propone di “scatenare” contro i terroristi gli ultras. E sulla Rete si provoca l’ironia di molti, mentre i parigini rispondono alla follia distruttiva deponendo nei luoghi della carneficina e in bella vista tra le mani delle persone il libro di Hemingway “Festa Mobile”, libro simbolo della rinascita di Parigi, ma si può trovare anche la commovente richiesta del giovane bendato che in place de la République mostra un cartello dove afferma di essere “un musulmano ma non terrorista, fidatevi di me, abbracciatemi” o un padre che spiega al figlio come l'amore può sconfiggere l'odio.

Un abbraccio salverà il Mondo, anche perché si può perquisire una persona con affetto per assicurarsi che non sia armato.

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Parigi Non ha paura

Finché c’è guerra c’è speranza

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