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Cosa non hanno in comune le stragi di Ustica e del Malaysia Airlines MH17

DC-9 a Ustica, volo 007 in Kamčatka e Malaysia Airlines 17 in Ucraina. Tre voli, tre missili e l'ombra di tre capi di stato. 

 
27 giugno 1980. Il volo 870, un Dc9 I-tigi della compagnia italiana Itavia, viene abbattuto in mezzo al Mediterraneo, al largo dell'isola di Ustica, da aerei non identificati. Muoiono tutte le 81 persone a bordo. Qualcuno, anni dopo, dirà che l'aereo civile era stato "scambiato" per il jet presidenziale del dittatore libico Muammar Gheddafi, in volo verso la Jugoslavia.
 
1 settembre 1983. Il volo KAL007 della Korean Air Lines da New York a Seul viene intercettato da un caccia sovietico Sukhoi Su-15 vicino all'isola di Moneron, nel mar del Giappone. Il 747 viene distrutto da un missile Kaliningrad R-8. 269 vittime, nessun superstite. L'agenzia sovietica Tass afferma che l'ex presidente USA, Richard Nixon, avrebbe dovuto trovarsi a bordo dell'aereo, ma avrebbe cancellato la prenotazione su suggerimento della CIA. 
 
17 luglio 2014. Il volo MH17 della Malaysia Airlines da Amsterdam a Kuala Lumpur viene abbattuto, presumibilmente da un missile terra-aria, nei pressi di Hrabove, nell'Ucraina orientale. 298 persone, tra passeggeri e equipaggio, perdono la vita. Nessun superstite. L'agenzia russa Interfax annuncia che il boeing 777 distrutto "sarebbe stato confuso" dai ribelli ucraini con l'aereo del presidente russo Vladimir Putin, di ritorno dal Brasile. I due aerei si sarebbero "incrociati" sopra Varsavia. L'indiscrezione, rilanciata da Russia Today, incrimina di fatto l'Ucraina, assolvendo le milizie pro-russe. 
 
Cos'hanno in comune questi tre voli? Erano tutti voli civili, abbattuti da un missile, esplosi in volo senza lasciare superstiti. In tutti e tre i casi è stata evocata la presenza di un capo di stato, volendo in qualche modo giustificare il movente della strage. In attesa di conoscere come sono andate davvero le cose in Ucraina, quello che sappiamo per certo è che, in almeno due di questi tre casi, la favola dello "scambio di aereo" non regge.
 
Centinaia di vittime civili uccise senza motivo sono un bagaglio troppo pesante per l'opinione pubblica di qualsiasi paese. È il motivo per il quale l'Unione Sovietica smentì la propria responsabilità nell'abbattimento del volo 007, nel 1983. Solo in seguito alla riapertura degli archivi sovietici, e per volontà diretta dell'allora presidente russo Boris Eltsin, la verità venne a galla.
 
Una verità parziale, comunque. Come quella ricostruita attorno ai detriti del DC-9 inabissatosi a Ustica. Con uno Stato, la Francia, che si è sempre rifiutato di collaborare. Almeno fino a oggi
 
 
Foto: AeroIcarus/Flickr

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