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Ci risiamo! È guerra umanitaria, bellezza!

«E' mai possibile o porco di un cane / che le avventure in codesto reame / debban risolversi tutte con grandi puttane...» Fabrizio De Andrè - Carlo Martello Ritorna Dalla Battaglia
 
Erano nate tante speranze dalle rivolte nordafricane. Molti popoli si stavano sollevando per emulare i tunisini e gli egiziani che hanno deciso di prendere il loro destino in mano. Alla fine c'è voluta che le potenze militari del pianeta, con le mani già sporche del sangue di tanti popoli ci mettano del loro per inquinare la primavera. Sarà questa ancora solo una primavera dei cannoni?
Sembra che si gira e si rigira e va a finire sempre nella guerra. Non c'è dubbio che Gaddafi sia un tiranno criminale, che abbia sottomesso le sue popolazioni con un misto di terrore e di ignoranza programmata. Non c'è dubbio che non vale nemmeno la corda per impiccarlo.
 
Ma l'altra cosa sicura è che in questo mondo, da quando è finita la guerra fredda, da quando ci fanno credere che il mondo libro abbia vinto e si sia imposto come modello da applicare ovunque... da quel momento in poi, ogni crisi vera o finta che sia finisce sempre con il linguaggio dei cannoni.
Cosa si è tentato per evitare un ricorso alla forza? Che passi diplomatici sono stati fatti? C'è stato un quale tentativo di interposizione? No. Niente di tutto ciò. Tutta la discussione, sin dall'inizio è stata se fare o non fare l'intervento militare.
 
All'epoca di Clinton c'era una barzelletta che girava, dopo gli ennesimi bombardamenti su Baghdad: «qual è la differenza tra un repubblicano e un democratico? Il primo bombarda prima poi attiva la diplomazia, il secondo muove la democrazia per legittimare i bombardamenti”.
 
Ebbene questa barzelletta, alla fine, potrebbe applicarsi a tutte le dirigenze delle prime potenze occidentali. Di sinistra o di destra che siano. Repubblicani, democratici, socialisti, capitalisti, socialdemocratici... Tutti alla fine obbediscono ad una sola e unica logica: quando gli interessi economici dei loro padroni sono in pericolo, bisogna colpire, colpire duro.
 
E che non mi si venga parlare di diritti, di civili minacciati! Ci sono paesi africani che si fanno a pezzi da anni senza che nessuno sia mai intervenuto.
 
È semplicemente e solamente una fottutissima guerra neo coloniale. Un punto e basta.
 
Non ci vengano a dire che è per instaurare la democrazia in Libia. L'abbiamo vista come l'hanno instaurata in Iraq e in Afghanistan.
 
Non si sa quanto sia casuale il fatto che questo accada proprio in Libia. Non si sa perché, di tutte le rivolte solo quella della Libia sia finita in questo modo. Non si sa e forse non lo sapremo mai se ci sono stati veramente i massacri, i crimini contro l'umanità che ci hanno raccontato. Quanti ci hanno raccontato che poi si è scoperto che era tutta una montatura: le armi di sterminio di Saddam, il massacro di Timisoara che non ci sono mai stati, i massacri in Kossovo pura invenzione, oppure la pura invenzione dei crimini dell'esercito iracheno contro i neonati negli ospedali del Kuwait. Mi ricordo come Marco Guidi ne “La sconfitta dei media” (Baskerville 1993) raccontava come la terribile guerra in Jugoslavia avrebbe preso inizio da delle manipolazioni mediatiche che hanno fatto credere a bombardamenti su Lubjana che in realtà non ci sono mai stati.
 
Gaddafi è certamente un assassino, ma lo sappiamo con certezza che quelli che lo stanno bombardando dopo averlo armato e arricchito, valgono ancora meno di lui.
 
Forse fra qualche mese qualche giornalista tra i pochi onesti ce lo racconterà come ci hanno convinto ad accettare il loro ennesimo “intervento umanitario”, proprio laddove ci sono grossi interessi in gioco. Ma allora sarà troppo tardi, e diremo: ora che si può fare? Bisogna andare avanti.
 
Forse allora capiremo da dove proviene la miriadi di “attivisti dell'opposizione” in giacca e cravatta che dai microfoni di Al Jazeera, hanno chiamato tutti i giorni all'intervento militare. Forse un giorno sapremo tutto. Ma per ora non sappiamo niente. Sappiamo solo che non è stato fatto niente per provare a riportare la pace.
 
So che qualcuno mi dirà che è una caduta di stile. Ma in questo momento mi sento come i ragazzi di Gaza: incazzato con il mondo e disperato. E mi viene solo da dire: a quel paese Sarkozy, a quel paese Obama, a quel paese Cameron! Voi e i vostri missili, i vostri Raffale e F17, i vostri portaerei e sottomarini, le vostre compagnie schifose e i loro oleodotti e gasdotti.

Commenti all'articolo

  • Di fernanda cataldo (---.---.---.75) 21 marzo 2011 19:07
    fernanda cataldo

    ho conosciuto molti rifugiati kossovari e nei loro racconti sono emerse delle persecuzioni violente, ma al di là delle polemiche di chi ha torto o ha ragione e della manipolazione mediatica di cui ogni nazione ne fa largamente uso, effettivamente c’è un qualcosa di inquietante dove l’occidente "adora" travestirsi da piromane e nello stesso tempo da pompiere, per raggiungere i suoi interessi personali.

    ferni

  • Di pv21 (---.---.---.21) 21 marzo 2011 20:03

    Tenere la rotta >

    Il Consiglio Nazionale Provvisorio è l’unica "voce" della Cirenaica.
    Anche in Tripolitania ci sono agguerrite sacche di insorti.
    Alla fine solo il popolo libico avrà in mano il futuro del paese.

    Gheddafi rifiuterà sempre la soluzione diplomatica. Potrà scappare, arrendersi o morire, ma non rinuncerà mai al potere.
    La storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce limiti fino a …

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