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Caccia | La destra continua a spararle

Nella coalizione guidata da Salvini, grande amico dei cacciatori, vi è una interessante, e alquanto ridicola, contraddizione sulla questione animale. Da una parte Berlusconi con l'agnellino e il Movimento Animalista di Michela Brambilla e dall'altra Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini con FederCaccia. La destra si dimostra solidale con i massacratori, muovendosi compatta. Non dimentichiamoci la Meloni, la quale ha appoggiato l'estensione della stagione venatoria. Altro che Dudù!

Durante il convegno di Fondazione Una (Uomo, Natura, Ambiente), la Bernini dichiara: “Sono assolutamente favorevole alla caccia, poiché è il mercato più regolamento di tutti. E spesso il contrasto alla caccia nasce dall’ignoranza. Chi aprioristicamente è contrario alla caccia è chi la conosce meno. Sono contraria a tutti gli "ismi", compreso quello animalista, poiché dopotutto nessuno va a caccia di cani, gatti e canarini. Che poi oggi agricoltori e cacciatori devono collaborare perché sono specie in estinzione molto più che gli animali selvatici». 

Insomma, tralasciando l'ignoranza dell'On. Bernini riguardo a fauna, ambiente e sostenibilità, come può un Movimento cosiddetto Animalista convivere in quella realtà. Non sarà mai che sta provando a fregarci, ancora? Non sarebbe la prima volta.

Ora, rinfreschiamoci la memoria con qualche dato.

Quanti sono i cacciatori in Italia? 

Nel 2006 erano 765.404. Nel 2012 circa 750.000

Quanti sono gli animali uccisi durante la stagione venatoria?

150 milioni di animali in Italia contro 134 milioni negli Stati Uniti. 

l'80% degli italiani vorrebbero che i rambo nostrani la piantassero di sparare per il loro divertimento e smettessero di essere un pericolo per la pubblica incolumità. A favore solo il 5,9%. Tra coloro contrari alla caccia il 76% sono donne, il 78% sono laureati, l'83% dirigenti o liberi professionisti. Alla domanda se andrebbero a votare in caso di un referendum l'81% ha risposto sì. (Indagine Eurisko 2010) 

Secondo i dati della Coldiretti, nel 1980 vi erano 1.701.853 cacciatori. Una diminuzione drastica, rispetto agli ultimi anni. Però, tra il 2014 e il 2015 si è registrata una ripresa delle licenze di porto d'armi. Aumentano del 12.5% quelle per uso caccia, ma aumentano anche quelle per uso sportivo (18.5%). Un altro uso concesso per la detenzione di un'arma è per difesa personale. Quindi, il mio dubbio è il seguente: in un periodo in cui si cavalca e mangia sulle paure, alcune persone si sono riscoperte sportive? 

Nel 1990 il quorum per il referendum sulla caccia non fu raggiunto per 7.7% di voti. Il 43.3% degli aventi diritto votarono per il referendum, cioe' 21.070.000 persone. Tra questi, il 92.3% di espresse contro la caccia (19.447.610). Il 7.7%(1.622.390 elettori) votarono a favore. 

Per ulteriori dati, vi rimando al dettagliato dossier di Bailador, in cui si evince chiaramente il legame tra cacciatori, portatori di voti, e politica.

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