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Bernardo Bertolucci e il “Novecento”: una mostra per raccontare un capolavoro e il secolo breve

Dal 14 marzo al 5 luglio 2026, il Palazzo del Governatore ospita la mostra “Bernardo Bertolucci. Il Novecento”, un importante progetto espositivo dedicato a uno dei film più ambiziosi e discussi della storia del cinema italiano, Novecento, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua uscita.

Curata da Gabriele Pedullà e promossa dal Comune di Parma insieme alla Fondazione Bernardo Bertolucci, con il contributo editoriale di Electa, la mostra si configura come un viaggio immersivo che intreccia cinema, arti visive, letteratura, musica e storia, restituendo non solo la genesi del film ma anche il clima culturale e politico degli anni Settanta, un decennio attraversato da forti tensioni ideologiche e da un’intensa produzione intellettuale.

Presentato per la prima volta al Festival di Cannes 1976, Novecento fu accolto immediatamente come un classico contemporaneo, suscitando al tempo stesso polemiche e dibattiti che ne hanno accompagnato la ricezione critica fino a oggi. Con la sua durata monumentale di 317 minuti nella versione integrale, il film rappresenta uno dei tentativi più radicali di raccontare la storia italiana attraverso il linguaggio cinematografico. Ambientato nella campagna emiliana, terra natale di Bernardo Bertolucci, il racconto segue le vite parallele di Olmo Dalcò, figlio di contadini, e Alfredo Berlinghieri, erede di una famiglia padronale, nati lo stesso giorno del 1900 e legati da un destino che attraversa le grandi trasformazioni del Paese fino al 25 aprile 1945. In questa narrazione epica e stratificata, il conflitto tra classi sociali, l’ascesa del fascismo e la Resistenza diventano elementi centrali di una riflessione più ampia sul Novecento italiano, restituendo un affresco storico in cui dimensione privata e vicenda collettiva si intrecciano continuamente.

A contribuire alla forza e alla complessità del film è anche un cast internazionale di straordinario livello, che include Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster e Donald Sutherland, accanto a interpreti italiani come Stefania Sandrelli, Alida Valli e Laura Betti. Fondamentale è inoltre il contributo della troupe, con la fotografia di Vittorio Storaro, la colonna sonora di Ennio Morricone e il montaggio di Franco Arcalli, elementi che concorrono a definire l’impatto visivo e narrativo dell’opera.

La mostra parmense accompagna il visitatore all’interno del processo creativo del film e della sua eredità culturale attraverso materiali inediti, testimonianze d’epoca e opere artistiche, articolandosi in un percorso che mette in dialogo diversi linguaggi espressivi. Non si tratta soltanto di un omaggio celebrativo, ma di una rilettura critica di un’opera che ha segnato profondamente la storia del cinema moderno e che continua a offrire una chiave interpretativa della storia sociale, politica e culturale italiana. In questo senso, Novecento si conferma ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile per comprendere il Novecento, non solo come periodo storico ma come costruzione simbolica e narrativa.

Figura centrale del cinema europeo, Bertolucci ha saputo coniugare una forte tensione poetica con un’attenzione costante alla dimensione politica, influenzato anche dall’ambiente familiare e dalla figura del padre Attilio, poeta. Questa dimensione emerge chiaramente nella complessità di Novecento, dove il racconto storico si intreccia con una riflessione più ampia sulla memoria, sull’identità e sulle trasformazioni della società. Il catalogo della mostra, pubblicato da Electa, raccoglie contributi di autori della narrativa contemporanea, offrendo nuove interpretazioni del film a cinquant’anni dalla sua uscita, mentre un volume della collana A-Z dedicato ad Attilio, Bernardo e Giuseppe Bertolucci, pubblicato in occasione dell’85° anniversario della nascita del regista, amplia ulteriormente lo sguardo sull’eredità culturale della famiglia.

A distanza di mezzo secolo, Novecento continua dunque a interrogare il presente, dimostrando come il cinema possa farsi strumento di analisi storica e insieme di costruzione immaginaria del reale. La mostra di Parma si inserisce in questo solco, proponendosi non solo come celebrazione di un capolavoro, ma come occasione per ripensare, attraverso lo sguardo di Bertolucci, il significato stesso del Novecento.

(Allestimento mostra "Bernardo Bertolucci. Il Novecento". Ph. Lorenzo Melegari)

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