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Aspettando i Tea Party nostrani

L'altra sera ho visto di striscio in televisione, un giovane virgulto che ha organizzato il primo incontro dei Tea Party italiani sollecitati da Berlusconi.

Negli Stati Uniti i Tea Party coprono l'area degli americani conservatori, vecchi, bianchi e più o meno timorati di Dio. La tizia che si vede nel video in basso è una candidata del Tea Party che ha vinto le primarie repubblicane, impegnata a sfidare l'avversario democratico. Lei è Christine O'Donnell, uno dei candidati più imbarazzanti emersi sulla scia di Sarah Palin. Con Palin condivide l'essere una donna di un'ignoranza imbarazzante, l'aver dedicato la vita alla politica e al partito e il non avere peli sulla lingua. Il modello è quello da noi ben conosciuto del politico che conosce poco e capisce ancora meno, ma che non ha nessun imbarazzo nel farlo sapere, l'importante è sembrare convinti qualsiasi cosa si dica.

A che serve il Tea Party in un paese che già ha la Lega, Gasparri, Giovanardi e parecchi altri? Una galleria di freak pure già degnamente capitanata da una nutrita truppa di donne ignoranti come paracarri. Cos'hanno da invidiare a O'Donnel campionesse come Brambilla, Gelmini, Santanchè, Carlucci e via elencando? A quale target elettorale mira Berlusconi, se per l'elettorato di riferimento dei Tea Party ha già a disposizione un'ampia scelta di candidati populisti, bigotti e orgogliosamente ignoranti nei quali riconoscersi?

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