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“Anch’io come ogni musulmano, mi auguro che l’Europa diventi islamica” afferma Piccardo, portavoce dell’Ucoii

La visita di Gheddafi a Roma e la conversione di tre giovani donne all’Islam, ma pare fossero immigrate albanesi, ringalluzzisce i desideri musulmani di conquista del califfato europeo.

Che l’Islam diventi la religione d’Europa è quello che ogni musulmano si augura dal più profondo del cuore a condizione che sia una scelta libera e felice, ragionata e cosciente”, con queste parole stamattina da Imperia, il responsabile della Comunicazione dell’Ucoii Hamza Piccardo, direttore tra l’altro del sito “Islam On-line”, ha commentato per il quotidiano web di Sanremo, Riviera24, la visita del leader libico Gheddafi, ingombrante amico dell’Italia, a Roma.
 
Polemiche a non finire, come noto, ha suscitato l’incontro tra il Colonnello libico ed il premier Silvio Berlusconi in occasione del secondo anniversario della stipula degli accordi tra l’Italia e la Libia, fortissimamente voluti dagli stessi protagonisti dell’incontro di questi giorni e benedetti dal Ministro degli Interni italiano della Lega Nord Roberto Maroni in quanto hanno obbligato la Libia a chiudere il corridoio marittimo verso Lampedusa attraverso il quale il dittatore di Tripoli ricattava l’Europa scaricandogli addosso decine e decine di carrette del mare piene zeppe di disperati immigrati clandestini provenienti dall’Africa sub-sahariana. In base a quegli accordi, stipulati a Bengasi, oltre a costruire un’avveniristica autostrada lungo la costa libica, l’Italia s’impegnò a versare sino al 2034 anni cinque miliardi di dollari in rate annue al governo libico a titolo di risarcimento per i danni patiti da quel popolo maghrebino durante l’occupazione italiana della Tripolitania, della Pirenaica e del Fezzan.
 
Scalpore soprattutto ha suscitato la propaganda del Corano operata dal Colonnello nei confronti di duecento ragazze immagine romane, ingaggiate da una nota agenzia di public relations della capitale italiana, molto belle come piace al Rais. Tre di esse, poi, hanno dichiarato di essersi convertite all’Islam affascinate dalla favella di Gheddafi. Pare, comunque, che fossero persone già inclini ad abbracciare il verbo di Maometto. Di sicuro una di esse è un’immigrata albanese, Rea Beko ventisettenne, in Italia da dodici anni. A suo dire il padre è un imprenditore e la madre una stilista. Proviene da Tirana, città in cui la stragrande maggioranza dei credenti, inclusa la famiglia Beko, è di fede islamica.
 
Sostanzialmente dunque si è trattato di un bluff propagandistico l’asserita conversione di tre donne occidentali alla religione praticata nei paesi arabi. Senza ritegno comunque la propaganda a favore dell’Islam fatta dal dittatore libico che in patria quotidianamente calpesta i diritti umani di ogni dissidente al suo regime o di ogni carcerato non libico. L’Unione europea ed il Vaticano hanno definito inaccettabile e provocatorio il comportamento tenuto da Gheddafi durante la sua visita in uno dei paesi fondatori dell’Unione. Sicuramente la due giorni del leader libico a Roma è stata quantomeno imbarazzante per la maggioranza di governo, Pdl più Lega, che da due anni regge le sorti d’Italia: un pericoloso boomerang che è andato al di la delle previsioni del premier Berlusconi. Al Parlamento europeo di Bruxelles qualcuno è già pronto a chiedercene conto mentre gli islamici di casa nostra, come l’imperiese Hamza Piccardo, sono chiaramente rinfrancati da questa visita. Come ben si ricorderà l’anno scorso, durante la definizione delle liste per il rinnovo del Consiglio Comunale di Imperia il poi eletto a Sindaco Paolo Strescino del Popolo delle Libertà propose l’inclusione nello schieramento a lui favorevole di Gabriele Piccardo, giornalista del settimanale locale La Riviera e figlio di Hamza, pure lui musulmano. La Lega Nord si oppose dicendo che giammai un islamico, anche se italiano da generazioni, emancipato e moderato, avrebbe seduto tra i banchi di un assemblea elettiva italiana. Oggi quella stessa Lega, parte esiziale della fragile maggioranza governativa, ha assecondato la visita del capo di stato libico, paladino dell’Islam, a Roma ed indirettamente si è resa complice delle sue farsesche dichiarazioni anti- europee ed anti- occidentali. 
 

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.12) 1 settembre 2010 14:21
    Gentile refazione,

    a proposito di quanto da voi scritto: gli islamici di casa nostra, come l’imperiese Hamza Piccardo, sono chiaramente rinfrancati da questa visita" niente di meno vero.
    Vi copio qui di seguito il testo dell’intervista data a "ildialogo.org" e ripresa da diverse testate nazionali tra cui Rainews24
    Valutate se in coscienza sia necessaria una rettifica.

    - Che tipo di immagine dell’Islam ha fornito il leader libico Gheddafi con le sue “lezioni sul Corano” e quanto ha giovato all’islam italiano la sua “lezione”?

     E’ certo inquietante il modo in cui Gheddafi ha circondato la sua visita in Italia. Bissando quanto già accaduto nel Giugno 2009, il colonnello golpista, vero veterano del potere antidemocratico, ha voluto circondare l’evento di una coreografia para-islamica che lascia sinceramente perplessi.

    Va da se che vie del Signore sono infinite e che la da’wa, l’appello all’islam, è dovere di ogni musulmano e musulmana nella misura delle sue possibilità, tuttavia ci sono modi e circostanze da rispettare, quello che islamicamente va sotto la grande e benedetta categoria dell’ ”adab”, le convenienze spirituali, il rispetto delle buone consuetudini, l’approccio umile e delicato con il quale un’anima cerca di trasmettere ad un’altra anima quanto di più prezioso serba nel suo cuore: la sua fede.

    Non sappiamo quante delle signorine “invitate”, beh, insomma, scritturate sarebbe meglio dire, abbiano tratto dall’esternazioni del colonnello benefici spirituali e mementi morali, quello avverrà secondo l’imperscrutabile volontà divina, ma è certo che non è stato un bello spettacolo per i musulmani in Italia (e mi domando cosa ne pensino quelli in Libia, se avessero la possibilità di esprimersi liberamente in merito).

     Voglio evitare qualsiasi salace ironia e parallelo tra l’ospite e il nostro presidente del Consiglio ma certamente non sfugge a nessuno come la predisposizione al gallismo mediterraneo sia loro caratteristica condivisa e volgare. Invitare una tanto folta pletora di figuranti femminili per magnificare una presenza e interpretarsi in chiave religiosa rivela di un approccio bollywoodiano di cui noi, musulmani in Italia e musulmani italiani avremo fatto volentieri a meno.

     2- Lui è titolato a fornire tali “lezioni” e che senso ha pagare un uditorio per tale tipo di iniziativa? Che valore può avere una conversione fatta davanti a Gheddafi? Chi è titolato ad accettare tale atto?

     Come detto più sopra ogni credente ha titolo di chiamare all’islam e due credenti adulti sono sufficienti, quando avessero le caratteristiche personali affinché la loro testimonianza sia accettata sharaiticamente, per rendere giuridicamente valida una conversione. Essa infatti è un moto del cuore e non delle labbra, che le labbra esprimono e a cui danno dimensione pubblica. Non abbiamo diritto alcuno di mettere in dubbio le conversioni di tre delle centinaia di ragazze convenute, ci piacerebbe tuttavia incontrarle per sostenere e corroborare il loro percorso, perché qualunque sia stato l’inizio, la strada è lunga e spesso in salita e, se lo vorranno, troveranno al loro fianco i loro fratelli e le loro sorelle che le hanno precedute nella fede nell’Unico.

     3- Che tipo di islam si vive in Libia? La “via libica” all’islam è islam oppure no? E’ quello l’Islam che si vive anche negli altri paesi arabi o c’è differenza fra ciò che dice il Corano e quello che concretamente viene vissuto? Quali sono i rapporti fra islam e potere politico nei paesi musulmani?

    Non sono mai stato in Libia e anche la frequentazione di musulmani libici mi è scarsa pertanto non ho esperienza diretta. Quello che so è che come in altri paesi abitati dai musulmani, il fatto islamico viene gestito dal potere come “istrumentum regni” di macchiavelliana memoria e “cioè un mezzo con il quale tenere salda e unita la popolazione nel nome di un’unica fede. Quindi una religione di stato che deve essere sfruttata per fini eminentemente politici e speculativi, uno strumento di cui il principe dispone per ottenere il consenso comune del popolo” (Wikipedia docet)

    Questa indentificazione di uno Stato, o meglio di un potere, con una religione è tanto più odiosa quanto più si confronta con le aberrazioni di un regime, sia nei confronti della sua stessa popolazione che in quelli dei migranti provenienti dall’Africa sub-saheliana che subiscono vessazioni inenarrabili e atroci.

     4- Gli islamofobi nostrani della Lega Nord tacciono e non dicono nulla contro Gheddafi. Secondo lei perché? E’ quello il tipo di islam che preferiscono?

     Il messaggio, neanche troppo sottile, anzi sguaiato che Gheddafi da’ all’Italia è quello chiaro: ho i soldi che vi servono, farò di voi, tra voi, quello che voglio! Invero la Padania del 30.8, con uscita identitaria simmetrica a quella del colonnello, ha ribadito la cristianità dell’Europa, un giornale che non si perita di delegittimare ogni istanza solidaristica della chiesa fino all’offesa nei confronti dei presuli e dei credenti che non condividono ( e come potrebbero in amore di Cristo?) la chiusura becera e ipocrita nei confronti della presenza dei migranti e dei diritti dei musulmani in Italia. Parafrasando il gen. Custer, per la Lega Nord l’unico musulmano buono è il musulmano morto, anzi no, ci sono anche i musulmani-zerbino e quelli, si insomma, potrebbero sempre tornare buoni.

     5- E’ islamicamente accettabile la politica sull’immigrazione che il governo libico sta attuando in combutta con il governo italiano? Se no è possibile sconfessarla da un punto di vista islamico e chi può fare tale sconfessione?

    La mancanza in Italia di un’autorità islamica riconosciuta fa sì che nessuno abbia titolo legale per sconfessare dal punto di vista sharaitico la politica congiunta italo-libica nei confronti dei migranti.

    Il paradosso della globalizzazione è sconvolgente: da un lato si presenta un modello come unico polo di riferimento dei destini del mondo e dall’altro non si smette di erigere muri e far navigare guardiacoste per respingere coloro che ne sono irresistibilmente attratti.

    La migrazione del Profeta Muhammad da Mecca a Medina e il sostegno che i medinesi dettero a lui e agli altri profughi è l’esempio luminoso cui dovremmo tutti ispirarci.

     6- Quali sono secondo te gli scopi della visita di Gheddafi e cosa c’entra l’Islam?

     Penetrare nella psicologia del personaggio e negli interessi della Jamāhīriyya non è semplice. Certamente la Libia ha un tesorone da investire, frutto del caro petrolio di questi ultimi anni e Gheddafi ha trovato la sua sponda nord in un personaggio, Berlusconi, che mescola senza alcun ritegno interessi privati e di Stato e quindi direi che in definitiva si è tratta di un incontro d’affari. Gli affari beninteso li trattano i grand comis delle due parti perché non è verosimile che nell’incontro di mezz’ora di lunedì scorso, come c’informano le agenzie siano stati trattati anche solo superficialmente i seguenti temi. “A quanto si è appreso nell’incontro tra i due leader si è parlato anche di politica internazionale con un approfondimento particolare nei confronti dell’Africa. Si sono, poi, valutate le prospettive di pace in Medio Oriente a seguito dei più recenti sviluppi, mentre sul piano economico è stata rinnovata l’attenzione verso l’apertura dei mercati libici nei confronti della penetrazione delle imprese italiane. “

    Quello lo scopo principale: il business; quanto al fatto islamico è stata la coreografia, il divertissement del colonnello, insieme alla sua tenda beduina, i suoi cavalli berberi (qualcuno li ha visti), le medagliette con la sua effige al collo delle hostess magari insieme al crocefisso.

     7 – Quali reazioni hanno provocato le parole di Gheddafi nella comunità islamica italiana? Che peso ha la Libia nel mondo islamico?

    Da quello che ho potuto registrare le opinioni, tutte negative si sono divise per chiave di lettura.

    Da un lato quelli che hanno stigmatizzato senza nessuna scusa la spettacolarizzazione di cui abbiamo parlato sopra a lungo e dall’altro quelli che hanno visto nell’evento un sarcasmo velenoso dell’ospite che ha voluto dire all’Occidente che l’unica divinità che adora è il denaro e in quell’adorazione ogni rito per quanto volgare e, a tratti blasfemo è accettato.

    Non abbiamo mai avuto sentore di un peso islamico della Libia, anzi, l’organizzazione islamica in Italia da essa sponsorizzata, la italian branch della World Islamic Call Society brilla per la sua assoluta inconsistenza. Negli anni ’90 è cessata la pubblicazione di una rivistina da essa sponsorizzata e il suo sito è aggiornato al 28 settembre dello scorso anno…

    Quanto al peso generale che il Paese ha nel mondo islamico, sono note le liti di Gheddafi in seno alla Conferenza islamica e alla Lega araba. Il personaggio non viene considerato molto rispettosamente in quegli ambiti, ma questo non sarebbe in se negativo tenendo conto della pessima frequentazione di quei luoghi. Il dispiacere è piuttosto nei confronti di un intero popolo di musulmani e musulmani che subisce da quasi mezzo secolo una dittatura (come del resto la maggioranza dei paesi abitati dai musulmani).

     8- Le parole di Gheddafi possono avere conseguenze negative per il dialogo cristiano-islamico?

    Sinceramente credo che tutti coloro che sono impegnati nella difficile e benedetta prova del dialogo non subiranno in alcun modo le conseguenze di questo circo mediatico. Tra qualche giorno saldati i conti alle agenzie di hostess e rientrati i cavalli berberi, rimarranno solo le cifre degli affari conclusi, ma il nostro bilancio sarà sempre è comunque in attivo se continueremo a guardare la luna, sempre, e non il dito che indica.

     http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=144623

     
     


    hamza r. piccardo
  • Di pv21 (---.---.---.115) 1 settembre 2010 19:09

    FRATTINI ha sentenziato: "Chi critica (opposizione, vaticano, ecc) è gente che non conosce affatto nè la politica estera, nè gli interessi dell’Italia". Quindi non parliamo di valori di fede, cultura e tradizioni. L’importante sono solo gli interessi economici. Quali e di chi? Anzi sarà bene che tiriamo fuori 5 mld all’anno se non vogliamo che l’Europa diventi "nera". Qualcuno deve aver scambiato l’Agenda diplomatica con le pagine del Dossier Arroganza ...

  • Di Sergio Bagnoli (---.---.---.250) 3 settembre 2010 09:20

    Egr. Sig. Piccardo,
    Sono Sergio Bagnoli, l’autore dell’articolo ed in merito alle sue osservazioni vorrei ricordarLe che quanto da me riportato tra virgolette Lei lo ha dichiarato al Direttore del quotidiano web Riviera24, il giornalista sanremese Fabrizio Tenerelli che Lei ben conosce in quanto collega al settimanale di Sanremo La Riviera di suo figlio Gabriele. Successivamente Lei passa a criticare la visione islamica di Gheddafi ma certamente tace sul fatto che la visita del dittatore libico, dittatore uguale a tutti gli altri leader del mondo islamico, ha un po’ ringalluzzito tutti voi musulmani d’Italia in quanto vi ha permesso, come lei ha fatto tra l’altro sul sito web di cui è direttore in una sorta di autointervista, di parlare e straparlare a lungo della vostra fede. D’altronde, mi riferisco sempre a ciò che lei ha dichiarato al sig. Tenerelli, Lei ha confermato quanto detto dal raiss di Tripoli e cioè che il fine di ogni buon musulmano è quello di convertire tutti gli infedeli anche nei paesi da loro abitati, tradizionalmente da molto più di un millennio cristiani.Una visione fondamentalista molto diversa da quella per esempio adottata dall’islamico moderato Dott. Scialoja, ex alto diplomatico della Repubblica italiana. D’altronde l’Ucoii non ha assolutamente stigmatizzato il comportamento provocatorio del leader beduino Gheddafi con un comunicato ufficiale limitandosi alla sua auto- intervista. Successivamente Lei critica fortemente l’attuale governo italiano ed il suo leader Silvio Berlusconi. Pare di capire che lei nutra sentimenti di avversione verso la maggioranza Pdl- Lega che ci governa. Credo che la sua posizione sia, in materia, quantomeno ondivago considerato che, per esempio, ad Albenga Lei più di una volta ha appoggiato le scelte del Sindaco leghista, l’immigrata siciliana Rosy Guarneri. In realtà a voi, poi, sostanzialmente va bene, in molti luoghi, anche la Lega considerato che il partito padano a Cremona difende l’esistenza della Moschea, e ci mancherebbe altro siamo in un paese democratico che riconosce la libertà di culto, tra l’altro già al centro di indagini sul fanatismo al-qaedista e sul terrorismo e si oppone con ogni mezzo all’edificazione di uan Chiesa cristiana, di confessione romeno- ortodossa. Forse in questo momento i paria in Europa non sono i musulmani ma i rom ed i romeni. Loro, cittadini comunitari, sì che hanno molti motivi di doglianza.
    Con osservanza,
    Sergio Bagnoli 

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