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Che tipo di immagine dell’Islam ha fornito il leader libico Gheddafi con le sue
“lezioni sul Corano” e quanto ha giovato all’islam italiano la sua “lezione”?
E’
certo inquietante il modo in cui Gheddafi ha circondato la sua visita in
Italia. Bissando quanto già accaduto nel Giugno 2009, il colonnello golpista,
vero veterano del potere antidemocratico, ha voluto circondare l’evento di una
coreografia para-islamica che lascia sinceramente perplessi.
Va
da se che vie del Signore sono infinite e che la da’wa, l’appello all’islam, è
dovere di ogni musulmano e musulmana nella misura delle sue possibilità,
tuttavia ci sono modi e circostanze da rispettare, quello che islamicamente va
sotto la grande e benedetta categoria dell’ ”adab”, le convenienze spirituali,
il rispetto delle buone consuetudini, l’approccio umile e delicato con il quale
un’anima cerca di trasmettere ad un’altra anima quanto di più prezioso serba
nel suo cuore: la sua fede.
Non
sappiamo quante delle signorine “invitate”, beh, insomma, scritturate sarebbe
meglio dire, abbiano tratto dall’esternazioni del colonnello benefici
spirituali e mementi morali, quello avverrà secondo l’imperscrutabile volontà divina,
ma è certo che non è stato un bello spettacolo per i musulmani in Italia (e mi
domando cosa ne pensino quelli in Libia, se avessero la possibilità di
esprimersi liberamente in merito).
Voglio
evitare qualsiasi salace ironia e parallelo tra l’ospite e il nostro presidente
del Consiglio ma certamente non sfugge a nessuno come la predisposizione al
gallismo mediterraneo sia loro caratteristica condivisa e volgare. Invitare una
tanto folta pletora di figuranti femminili per magnificare una presenza e
interpretarsi in chiave religiosa rivela di un approccio bollywoodiano di cui
noi, musulmani in Italia e musulmani italiani avremo fatto volentieri a meno.
2-
Lui è titolato a fornire tali “lezioni” e che senso ha pagare un uditorio per
tale tipo di iniziativa? Che valore può avere una conversione fatta davanti a
Gheddafi? Chi è titolato ad accettare tale atto?
Come
detto più sopra ogni credente ha titolo di chiamare all’islam e due credenti
adulti sono sufficienti, quando avessero le caratteristiche personali affinché
la loro testimonianza sia accettata sharaiticamente, per rendere giuridicamente
valida una conversione. Essa infatti è un moto del cuore e non delle labbra,
che le labbra esprimono e a cui danno dimensione pubblica. Non abbiamo diritto
alcuno di mettere in dubbio le conversioni di tre delle centinaia di ragazze
convenute, ci piacerebbe tuttavia incontrarle per sostenere e corroborare il
loro percorso, perché qualunque sia stato l’inizio, la strada è lunga e spesso
in salita e, se lo vorranno, troveranno al loro fianco i loro fratelli e le
loro sorelle che le hanno precedute nella fede nell’Unico.
3-
Che tipo di islam si vive in Libia? La “via libica” all’islam è islam oppure
no? E’ quello l’Islam che si vive anche negli altri paesi arabi o c’è
differenza fra ciò che dice il Corano e quello che concretamente viene vissuto?
Quali sono i rapporti fra islam e potere politico nei paesi musulmani?
Non
sono mai stato in Libia e anche la frequentazione di musulmani libici mi è
scarsa pertanto non ho esperienza diretta. Quello che so è che come in altri
paesi abitati dai musulmani, il fatto islamico viene gestito dal potere come
“istrumentum regni” di macchiavelliana memoria e “cioè un mezzo con il quale tenere salda e unita la popolazione nel
nome di un’unica fede. Quindi una religione di stato che deve essere sfruttata
per fini eminentemente politici e speculativi, uno strumento di cui il principe
dispone per ottenere il consenso comune del popolo” (Wikipedia docet)
Questa
indentificazione di uno Stato, o meglio di un potere, con una religione è tanto
più odiosa quanto più si confronta con le aberrazioni di un regime, sia nei
confronti della sua stessa popolazione che in quelli dei migranti provenienti
dall’Africa sub-saheliana che subiscono vessazioni inenarrabili e atroci.
4-
Gli islamofobi nostrani della Lega Nord tacciono e non dicono nulla contro
Gheddafi. Secondo lei perché? E’ quello il tipo di islam che preferiscono?
Il
messaggio, neanche troppo sottile, anzi sguaiato che Gheddafi da’ all’Italia è
quello chiaro: ho i soldi che vi servono, farò di voi, tra voi, quello che
voglio! Invero la Padania
del 30.8, con uscita identitaria simmetrica a quella del colonnello, ha
ribadito la cristianità dell’Europa, un giornale che non si perita di
delegittimare ogni istanza solidaristica della chiesa fino all’offesa nei
confronti dei presuli e dei credenti che non condividono ( e come potrebbero in
amore di Cristo?) la chiusura becera e ipocrita nei confronti della presenza
dei migranti e dei diritti dei musulmani in Italia. Parafrasando il gen.
Custer, per la Lega Nord
l’unico musulmano buono è il musulmano morto, anzi no, ci sono anche i
musulmani-zerbino e quelli, si insomma, potrebbero sempre tornare buoni.
5-
E’ islamicamente accettabile la politica sull’immigrazione che il governo
libico sta attuando in combutta con il governo italiano? Se no è possibile
sconfessarla da un punto di vista islamico e chi può fare tale sconfessione?
La
mancanza in Italia di un’autorità islamica riconosciuta fa sì che nessuno abbia
titolo legale per sconfessare dal punto di vista sharaitico la politica
congiunta italo-libica nei confronti dei migranti.
Il
paradosso della globalizzazione è sconvolgente: da un lato si presenta un
modello come unico polo di riferimento dei destini del mondo e dall’altro non
si smette di erigere muri e far navigare guardiacoste per respingere coloro che
ne sono irresistibilmente attratti.
La
migrazione del Profeta Muhammad da Mecca a Medina e il sostegno che i medinesi
dettero a lui e agli altri profughi è l’esempio luminoso cui dovremmo tutti
ispirarci.
6-
Quali sono secondo te gli scopi della visita di Gheddafi e cosa c’entra
l’Islam?
Penetrare
nella psicologia del personaggio e negli interessi della Jamāhīriyya non è
semplice. Certamente la Libia
ha un tesorone da investire, frutto del caro petrolio di questi ultimi anni e
Gheddafi ha trovato la sua sponda nord in un personaggio, Berlusconi, che
mescola senza alcun ritegno interessi privati e di Stato e quindi direi che in
definitiva si è tratta di un incontro d’affari. Gli affari beninteso li
trattano i grand comis delle due parti perché non è verosimile che
nell’incontro di mezz’ora di lunedì scorso, come c’informano le agenzie siano
stati trattati anche solo superficialmente i seguenti temi. “A quanto si è appreso
nell’incontro tra i due leader si è parlato anche di politica internazionale
con un approfondimento particolare nei confronti dell’Africa. Si sono, poi,
valutate le prospettive di pace in Medio Oriente a seguito dei più recenti
sviluppi, mentre sul piano economico è stata rinnovata l’attenzione verso
l’apertura dei mercati libici nei confronti della penetrazione delle imprese
italiane. “
Quello
lo scopo principale: il business; quanto al fatto islamico è stata la
coreografia, il divertissement del colonnello, insieme alla sua tenda beduina,
i suoi cavalli berberi (qualcuno li ha visti), le medagliette con la sua effige
al collo delle hostess magari insieme al crocefisso.
7
– Quali reazioni hanno provocato le parole di Gheddafi nella comunità islamica
italiana? Che peso ha la Libia
nel mondo islamico?
Da
quello che ho potuto registrare le opinioni, tutte negative si sono divise per
chiave di lettura.
Da
un lato quelli che hanno stigmatizzato senza nessuna scusa la
spettacolarizzazione di cui abbiamo parlato sopra a lungo e dall’altro quelli
che hanno visto nell’evento un sarcasmo velenoso dell’ospite che ha voluto dire
all’Occidente che l’unica divinità che adora è il denaro e in quell’adorazione
ogni rito per quanto volgare e, a tratti blasfemo è accettato.
Non
abbiamo mai avuto sentore di un peso islamico della Libia, anzi,
l’organizzazione islamica in Italia da essa sponsorizzata, la italian branch
della World
Islamic Call Society brilla per la sua assoluta inconsistenza. Negli anni ’90
è cessata la pubblicazione di una rivistina da essa sponsorizzata e il suo sito
è aggiornato al 28 settembre dello scorso anno…
Quanto
al peso generale che il Paese ha nel mondo islamico, sono note le liti di Gheddafi
in seno alla Conferenza islamica e alla Lega araba. Il personaggio non viene
considerato molto rispettosamente in quegli ambiti, ma questo non sarebbe in se
negativo tenendo conto della pessima frequentazione di quei luoghi. Il
dispiacere è piuttosto nei confronti di un intero popolo di musulmani e
musulmani che subisce da quasi mezzo secolo una dittatura (come del resto la
maggioranza dei paesi abitati dai musulmani).
8-
Le parole di Gheddafi possono avere conseguenze negative per il dialogo cristiano-islamico?
Sinceramente
credo che tutti coloro che sono impegnati nella difficile e benedetta prova del
dialogo non subiranno in alcun modo le conseguenze di questo circo mediatico.
Tra qualche giorno saldati i conti alle agenzie di hostess e rientrati i
cavalli berberi, rimarranno solo le cifre degli affari conclusi, ma il nostro
bilancio sarà sempre è comunque in attivo se continueremo a guardare la luna,
sempre, e non il dito che indica.
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=144623