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Accordo PD-M5S: non basta cambiare politiche, ma cambiare la politica

Europeismo, democrazia rappresentativa, ambiente, «cambio nella gestione dei flussi migratori», una ricetta economica «redistributiva».

Questi, i cinque punti programmatici fissati dal PD. "Occorre fare e disfare", dice la Bonino. Ma tutto ciò se è necessario, non è sufficiente. 

La discontinuità di Zingaretti, il cambiamento auspicato dalla Bonino e da tanti democratici, ha e deve avere un valore più ampio e strategico di un programma alternativo, perché l'avversario non è una forza politica, ma un sistema di principi involutivi e reazionari che domina la nostra società: la personificazione della politica, il pragmatismo che ha sostituito l'ideologia, la pubblicità che ha sostituito la politica, comitati elettorali che hanno sostituito i partiti.

Un sistema che ha creato un fossato tra la politica e le persone, tra l'UE e gli stati nazionali,tra questi e gli enti locali, e determinato il fallimento del progetto politico di costruzione dell'Europa politica, alimentato e stimolato la rinascita del fascio razzismo.

Questo è lo scenario che attraversa il Paese e l'Europa tutta. Per gestirlo non basta cambiare le politiche, nuovi programmi nuovi ministri, occorre cambiare la politica, e questo vale per il Mov5s ma anche per il PD e per tutto l’arco costituzionale.

Cambiare politica, significa avere dei valori costituzionali di riferimento nella definizione dei programmi e nella scelta della classe dirigente e non il consenso. Cambiare politica, significa finirla con il pragmatismo che cristallizza la situazione senza cambiarla, che rincorre la realtà e non l'anticipa.

Occorre ritornare ai valori all’ideologia. Cambiare politica, significa ostacolare e non favorire il processo di annullamento della nostra capacità argomentativa, critica e quindi di partecipazione consapevole alla vita politica che è in atto su internet.

Significa, smetterla con la politica mediatica dei social, di affidare le iniziative, le riflessioni, i giudizi, alla diretta Facebook. Significa confrontarsi con i parlamentari nel Parlamento, con i ministri a Palazzo Chigi, con i militanti nelle sedi di partito.

Cambiare politica significa porre al centro l'uomo e non l’economia, i Parlamenti e non governi, i diritti delle persone e non le compatibilità finanziarie, i problemi della gente e non la conservazione del potere.

Su queste basi è possibile definire nuove linee programmatiche, nuovi programmi, l'accordo PD/Mov5s. 

Foto: Pixabay

 

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