A New York ritorna la politica
A New York ha vinto il candidato dem. Ma non si tratta di un candidato qualsiasi.

È nato in Uganda. E di origine indiane. È mussulmano.
Insomma dopo Barak Obama, Kamala Harris abbiamo un altra persona che proviene dal terzo mondo. Almeno come origini.
Lo sconfitto è Andrew Cuomo, di origine italiana, ex dem e adesso candidato di centro. Cuomo è una persona che fa politica da anni ed e figlio di un politico.
Anche Cuomo ha preso molto voti, ma non abbastanza.
Il.terzo candidato si chiama Silva, è repubblicano.
Ma la grande novità non è il sindaco mussulmano - che per altro è figlio della borghesia newyorkese - ma il ritorno della politica tradizionale.
Il vincitore ha solo permesso una città più vivibile per la classe medio bassa.
Silva aveva promesso una città dove i delinquenti stanno in prigione.
E Cuomo si è presentato come moderato con un mix delle due promesse degli altri.
New York ha bisogno della politica tradizionale, quella in cui con i servizi pubblici si possono avere abitazioni dagli affitti calmierati, aiuti per le famiglie, ospizi per i senzatetto, lavoro per tutti.
Ma anche una criminalità sotto controllo. E negli Stati Uniti la polizia cittadina dipende dal sindaco.
E se hanno messo da parte i cambiamenti climatici, i black lives matters, la parità di genere, i gay pride e hanno ottenuto una ampia partecipazione elettorale qualche domanda dobbiamo porcela anche in Italia.
In Italia sia la sicurezza, sia il welfare sono diventati appannaggio della destra, o del centrodestra se si preferisce.
E nelle grandi città italiane dove governano i dem o il centrosinistra - quasi sempre votato da chi vive in zona Ztl - dovrebbero ritornare a fare una politica per le periferie.
Dovrebbero tornare ad occuparsi di case popolari, di mense comunali, di lavoro, delle attività commerciali che chiudono perché supertassate, del verde pubblico, dei centri ricreativi, delle biblioteche di periferia, del costo dei libri scolastici, dei mezzi pubblici.
E forse la gente ritornerà a votare. La gente che vive nelle periferie ritornerà a votare.
Perché per andare a votare è importante che i politici oltre alle promesse preelettorali si occupino dei problemi di tutti.
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