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La Conferenza Esri Italia 2026 si avvicina e con essa l’Esri Professional Summit, il programma di workshop tecnologici pensato per farti conoscere il pieno potenziale delle tecnologie GIS, qualunque sia il tuo livello di esperienza. Quest’offerta formativa è più ricca che mai: 16 sessioni e oltre 10 ore di contenuti firmate dagli specialisti di Esri Italia.
Per questo, Esri Italia ha organizzato un webinar gratuito ll 4 maggio in cui il team di Esri Italia ha presentato in anteprima i workshop dell’Esri Professional Summit: temi, contenuti, novità. Trenta minuti per capire cosa ti aspetta e pianificare la tua partecipazione: che tu stia muovendo i primi passi con ArcGIS o che tu sia un utente esperto alla ricerca di approfondimenti tecnici avanzati, il webinar ti aiuterà a individuare subito le sessioni più in linea con i tuoi obiettivi.
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La Conferenza Esri Italia 2026 è l’appuntamento annuale di riferimento per imprese, pubbliche amministrazioni, ricercatori, professionisti e appassionati delle tecnologie GIS.
Due giornate intense, ricche di sessioni tematiche, dimostrazioni pratiche e momenti di networking, all’insegna dell’innovazione e della condivisione.
La partecipazione è gratuita. Iscriviti ora, basta un click.
Esri Italia è la filiale italiana di Esri, azienda leader a livello mondiale nel settore dei sistemi informativi geografici (GIS). La società si occupa di sviluppare e fornire soluzioni tecnologiche per l’analisi, la gestione e la visualizzazione dei dati geografici, supportando enti pubblici, aziende e organizzazioni nella comprensione del territorio e dei fenomeni che lo riguardano. Attraverso piattaforme innovative e servizi di consulenza, Esri Italia promuove l’uso della geografia come strumento strategico per prendere decisioni più consapevoli e sostenibili.
(Fonte: Esri Italia)
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Cinque giorni dedicati alla Space Economy sul futuro dello spazio con conferenze, networking e eventi pubblici sul Lago di Como.
Dal 27 settembre al 1 ottobre 2026, LarioSpace torna sul Lago di Como con un’edizione completamente rinnovata, sia nel formato che nell’identità. La quarta edizione dell’evento esclusivo dedicato alla New Space Economy si svolgerà al Centro Spaziale del Lario, grazie alla collaborazione rafforzata tra Involve Space e Telespazio.
Cinque giorni di incontri, conferenze e attività divulgative per professionisti, investitori e appassionati, con l’obiettivo di definire il futuro dello spazio italiano e internazionale.
LarioSpace 2026 propone tre percorsi principali:
Industry Circle e incontri tematici
Le prime due giornate saranno dedicate a tavoli di lavoro e incontri riservati a operatori del settore, investitori e rappresentanti delle principali agenzie spaziali. Le sessioni si svolgeranno in location esclusive sul Lago di Como, favorendo il confronto strategico in un contesto riservato e di alto profilo.
Conference & Exhibition al Centro Spaziale del Lario
Il cuore dell’evento sarà la Conference & Exhibition con:
Evento pubblico per avvicinare il pubblico al futuro dello spazio
La giornata conclusiva sarà dedicata alla divulgazione scientifica, con un evento aperto a cittadini, studenti e appassionati. Sarà l’occasione per conoscere protagonisti, applicazioni pratiche e opportunità della Space Economy.
LarioSpace 2026 si presenta come evento boutique internazionale, selettivo e curato, progettato per favorire conversazioni autentiche e connessioni di valore. I partecipanti potranno:
La cornice del Centro Spaziale del Lario e il prestigio internazionale del Lago di Como creano un ambiente unico per collaborazioni durature nella New Space Economy italiana.
L’edizione 2025 ha accolto oltre 700 professionisti e 60 relatori internazionali, con il sostegno del Gruppo Leonardo e il patrocinio di ASI, ESA, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regione Lombardia. Parteciparono astronauti italiani come Paolo Nespoli, Luca Parmitano e Walter Villadei, e fu esposto un frammento di roccia lunare proveniente dalla NASA.
L’edizione 2026 punta a un network ancora più ampio, con nuovi partner e relatori che saranno annunciati nei prossimi mesi. Jonathan Polotto, CEO di Involve Space, sottolinea:
“LarioSpace 2026 non è solo un evento, ma un ecosistema di incontri, idee e collaborazioni per accelerare la crescita dello spazio italiano e internazionale.”
Le informazioni per sponsor, espositori e biglietti saranno disponibili su LarioSpace.it. Sul sito saranno pubblicati agenda, contatti per media pass e tutte le novità sull’edizione 2026.
(Fonte: Involve Space)
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È prevista per il 13 maggio nel corso della Conferenza Esri Italia 2026 la sessione Progetti GIS per gestire di asset e infrastrutture, nel corso della quale si parlerà di come il GIS consente di modellare e collegare dati complessi migliorando la pianificazione e la gestione delle risorse.
I sistemi GIS, infatti, rappresentano una tecnologia chiave per migliorare controllo, efficienza e capacità decisionale e avere in tempo reale una visione completa del ciclo di vita delle infrastrutture, dalla progettazione alla manutenzione.
L’evento sarà moderato da Francesco Mascioli di Esri Italia e Alfonso Quaglione del Geosmartcampus e prevede i seguenti interventi:
Al termine delle presentazioni è previsto un Open Talk.
Uno dei principali vantaggi del GIS per gestire asset e infrastrutture è la possibilità di visualizzare in tempo reale la posizione e lo stato degli asset. Questo consente di individuare rapidamente criticità e anomalie.
L’integrazione dei dati permette di pianificare interventi manutentivi in modo più efficiente, riducendo costi e tempi di fermo. Le organizzazioni possono passare da una manutenzione reattiva a una preventiva.
Il GIS fornisce strumenti analitici avanzati che aiutano i decision maker a pianificare investimenti infrastrutturali basati su dati concreti e geolocalizzati.
Le piattaforme GIS consentono di centralizzare dati provenienti da diverse fonti, migliorando la collaborazione tra team e la condivisione delle informazioni.
Un aspetto sempre più rilevante è l’integrazione tra GIS e BIM (Building Information Modeling). Questa combinazione consente di unire dati geografici e modelli tridimensionali delle infrastrutture, per una migliore pianificazione dei progetti e una maggiore efficienza operativa. Casi concreti di metodologie per integrare GIS e BIM nei processi di gestione infrastrutturale verranno appunto presentati durante la Conferenza Esri Italia.
La gestione moderna delle infrastrutture richiede approcci sostenibili e resilienti. Il GIS consente di analizzare l’impatto ambientale e pianificare interventi più efficienti. L’adozione del GIS rappresenta un passo fondamentale nella digitalizzazione delle organizzazioni, migliorando produttività e competitività.
Vantaggi e opportunità da non perdere anche partecipando alla sessione Progetti GIS per la gestione di asset e infrastrutture, prevista a Roma il 13 maggio presso l’Ergife Palace Hotel di Roma.
Fonte: Esri Italia
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Salone del Restauro 2026 a Ferrara: tecnologie, formazione e networking per il futuro della conservazione dei beni culturali.
Il salone del restauro 2026 torna a Ferrara dal 12 al 14 maggio, confermandosi come uno degli appuntamenti più importanti per il settore dei beni culturali e ambientali. La trentunesima edizione si presenta come un momento di incontro e confronto per tutta la filiera, capace di mettere in dialogo istituzioni, imprese, professionisti e mondo della ricerca.
Per tre giorni, Ferrara Expo diventerà un hub dinamico dedicato alla conservazione e valorizzazione del patrimonio, con un’area espositiva rinnovata e un programma culturale ricco di eventi. Workshop, convegni, mostre e laboratori offriranno occasioni concrete di aggiornamento e networking, favorendo la condivisione di competenze e nuove prospettive.
Tra i temi centrali emergono l’innovazione tecnologica, l’applicazione dell’intelligenza artificiale al restauro, la sicurezza nei cantieri e la sostenibilità degli interventi. Il Salone si configura così come un laboratorio in cui tradizione e modernità si incontrano per definire nuovi approcci alla tutela del patrimonio storico, artistico e ambientale.
Un ruolo chiave sarà giocato anche dal “Saper fare italiano”, con uno spazio dedicato alle eccellenze artigianali, dove sarà possibile assistere a dimostrazioni pratiche e conoscere da vicino tecniche e competenze che rappresentano un patrimonio unico.
Il salone del restauro 2026 rafforza la propria vocazione internazionale grazie al supporto del Ministero degli Affari Esteri e di ICE Agenzia, che favoriranno la partecipazione di delegazioni provenienti da oltre 15 Paesi. La manifestazione si conferma così come un punto di incontro privilegiato per lo scambio di esperienze, visioni e competenze a livello globale.
Tra i protagonisti istituzionali spicca il Ministero della Cultura, presente con uno spazio dedicato alla valorizzazione di progetti, buone pratiche e interventi legati alla tutela e alla conservazione del patrimonio. Il programma prevede momenti di confronto su temi strategici come digitalizzazione, accessibilità, formazione e sicurezza nei cantieri, anche in relazione agli interventi del PNRR.
Accanto alle istituzioni, numerosi partner e associazioni contribuiranno ad arricchire il dibattito, consolidando il ruolo del Salone come piattaforma di riferimento per l’intero settore.
Ampio spazio sarà dedicato alla formazione e allo sviluppo delle competenze, con iniziative rivolte sia ai professionisti sia alle nuove generazioni. Dimostrazioni pratiche, attività interattive e incontri tematici permetteranno di approfondire tecniche di restauro, metodologie operative e nuove tecnologie, dal rilievo laser scanner alla diagnostica avanzata.
Il programma degli eventi includerà anche gli Stati Generali del Restauro, tradizionale momento di apertura dedicato al confronto tra esperti e stakeholder internazionali. Il focus dell’edizione 2026 sarà sui grandi cantieri del restauro contemporaneo, un tema centrale alla luce dei recenti investimenti e delle nuove sfide operative nel settore.
In questo contesto, il Salone si conferma non solo come vetrina di innovazione, ma come luogo strategico per costruire relazioni, condividere conoscenze e immaginare il futuro della conservazione del patrimonio culturale.
L’ingresso in manifestazione è gratuito, previa registrazione obbligatoria sul sito.
(Fonte: Salone del Restauro)
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Se non sai cos’è il GIS, leggi questa intervista a Dean Angelides e ti si aprirà un mondo (letteralmente).
"GIS is not just a software. It’s a way to approach problems".
Il GIS non è solo un software: è un modo di affrontare i problemi.
Quando Dean Angelides, Managing Director International di Esri, lo dice, non sta semplificando. Sta ridefinendo completamente il modo in cui dovremmo guardare a questa tecnologia.
GeoSmart Magazine tiene la rotta della comunicazione geospaziale e lo scorso venerdì 24 aprile ha lanciato il suo primo vodcast, con una rubrica dal titolo “un boss in salotto”. Un vodcast è la versione video di un podcast, combinando l’audio con una componente visiva. Può essere visto, ma anche solamente ascoltato. In questo modo, geosmart magazine vuole avvicinarsi ancora di più al pubblico e alla sua community per divulgare la cosiddetta “scienza del dove”.
La prima puntata vuole partire dalle radici e il tema è tanto tecnico quanto attuale: cos’è davvero il GIS e perché oggi è così centrale.
A raccontarlo è Dean Angelides, Managing Director International di Esri USA, in una conversazione che va ben oltre la definizione di una tecnologia e tocca il modo in cui interpretiamo il mondo.
La domanda è semplice, ma la risposta apre a una visione molto più ampia.
“GIS significa Geographic Information System. È una combinazione di hardware, software, dati, persone e processi.”
Non solo uno strumento, quindi, ma un ecosistema.
Un sistema che nasce per risolvere problemi concreti, mettendo insieme elementi diversi e trasformandoli in conoscenza.
E soprattutto, un sistema che parte da un presupposto fondamentale: la geografia come chiave di lettura della realtà.
Nel corso dell’intervista emerge chiaramente un cambiamento radicale.
“All’inizio era un sistema per tecnici e professionisti. Oggi è accessibile anche a studenti e persone senza background scientifico.”
Negli ultimi vent’anni, il GIS ha smesso di essere uno strumento di nicchia per diventare una tecnologia trasversale.
Una trasformazione che riflette un bisogno crescente: capire sistemi sempre più complessi.
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il cosiddetto geographic approach.
“Non è solo software. È un modo di affrontare i problemi.”
Dean descrive un processo preciso: “Misuriamo, analizziamo, visualizziamo. Poi creiamo modelli, sviluppiamo scenari e prendiamo decisioni.”
Un ciclo continuo che non si ferma alla teoria: “Agiamo, osserviamo i risultati e ricominciamo.”
È questo approccio che trasforma il GIS in uno strumento strategico.
Il punto centrale è forse questo: il GIS serve a capire le relazioni.
“Tutte queste cose sono più interconnesse che mai.”
Clima, ambiente, città, economia: tutto è collegato.
E il GIS permette di vedere queste connessioni in modo chiaro.
“Portare tutte le parti insieme per vedere il tutto: è questo che crea comprensione.”
Una visione che supera l’analisi dei singoli dati e arriva a una lettura sistemica della realtà.
Dean porta anche un esempio personale, legato alla sua formazione in ambito forestale.
“Lavoravo nella gestione delle foreste. Raccoglievamo dati e costruivamo modelli per prendere decisioni migliori.”
Il GIS diventa così uno strumento concreto per gestire le risorse, migliorare la sostenibilità e supportare decisioni operative.
Ma non solo.
“Ci ha permesso di mettere in discussione il ‘buonsenso’ tradizionale.”
Un passaggio chiave: il GIS non conferma le intuizioni, le mette alla prova.
Nel racconto emerge anche un altro aspetto fondamentale: la collaborazione.
“Permette di lavorare insieme in modi che prima non erano possibili.”
Il GIS diventa un linguaggio comune tra discipline diverse.
“Porta le differenze al tavolo e le trasforma in valore.”
Un concetto che si riflette anche nelle community e negli eventi del settore, dove il confronto diretto resta insostituibile.
L’intervista si sposta poi su un piano più personale.
Dean racconta il legame tra tecnologia e vita all’aria aperta.
“La mia formazione è nella gestione forestale. Ho iniziato lavorando nella natura.”
Un’esperienza che ha influenzato profondamente il suo approccio.
“Stare nella natura ti insegna a vedere connessioni e relazioni.”
Anche il rapporto con gli animali diventa una fonte di apprendimento:
“Ti insegnano a essere sensibile all’ambiente.”
Un messaggio chiaro: la tecnologia non è separata dalla realtà, ma nasce da essa.
Guardando avanti, Dean non ha dubbi.
“Il GIS diventerà una parte critica del nostro futuro.”
Le sfide globali sono sempre più complesse.
“Trovare soluzioni sta diventando più difficile.”
E proprio per questo servono strumenti capaci di integrare dati, scenari e decisioni.
Ci lascia alla fine dell’intervista con un’idea forte.
Il GIS non è solo uno strumento. È un modo di vedere.
“Ha cambiato il modo in cui vedo il mondo.”
E forse è proprio questo il suo valore più grande.
In un’epoca in cui tutto è connesso, avere gli strumenti per capire queste connessioni non è solo utile. È essenziale.
L’intervista è condotta in inglese.
A breve sarà caricato il link al vodcast.
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