http://www.geosmartmagazine.it
Evento dedicato ai professionisti del settore AEC per approfondire le principali sfide legate alla gestione dei dati nei progetti BIM.
Nel corso dell’evento, GRAITEC Italia e Autodesk mostreranno come affrontare la frammentazione delle informazioni e costruire flussi di lavoro più efficienti e connessi, grazie ad Autodesk Forma.
Approfondimento pratico sugli ambienti di condivisione dati (CDE) e sulle soluzioni per ridurre la frammentazione delle informazioni.
Analisi di casi reali e processi operativi per aumentare produttività e collaborazione tra professionisti.
10 giugno 2026, dalle 14:00 alle 18:00 presso UNAWAY Hotel Empire, Roma.
Una corretta gestione di questi dati consente di ottimizzare tempi, comunicazione e controllo dei progetti nel settore AEC.
Scopri il programma e registrati qui.
GRAITEC è una società internazionale specializzata in tecnologie BIM, software CAD e soluzioni digitali per il settore AEC (Architecture, Engineering & Construction) e manifatturiero. Fondata nel 1986, l’azienda affianca studi di progettazione, ingegneri e imprese nella digitalizzazione dei processi attraverso consulenza, formazione e supporto tecnico specializzato. In qualità di Autodesk Platinum Partner, GRAITEC offre strumenti avanzati per migliorare la gestione dei dati BIM, la collaborazione tra team e l’efficienza dei workflow progettuali. Grazie a un approccio orientato all’innovazione, aiuta le aziende a ottimizzare tempi, costi e qualità dei progetti, favorendo una trasformazione digitale concreta e sostenibile.
(Fonte: GRAITEC)
L'articolo Gestione dei dati BIM: l’evento AEC Autodesk a Roma proviene da Geosmart Magazine.
Scopri il simposio Digital Ecosystems for Heritage 4.0 a Firenze: AI, Digital Twin e innovazione per il patrimonio culturale e digitale 4.0.
Nel 2026 parlare di patrimonio culturale, materiale e immateriale, significa confrontarsi con una trasformazione senza precedenti. Tecnologie come intelligenza artificiale, digital twin, piattaforme cloud e infrastrutture dati FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) stanno ridefinendo approcci, strumenti e responsabilità nei processi di documentazione, interpretazione e conservazione, in linea con le nuove agende su sostenibilità, gestione del rischio e innovazione responsabile.
È in questo scenario che si inserisce Digital Ecosystems for Heritage 4.0, il simposio internazionale in programma a Firenze dal 26 al 28 agosto 2026, promosso dal progetto CHEDAR – Cultural Heritage Digitalization and Resilience, con il supporto di ICOMOS Italia e CIPA Heritage Documentation. L’iniziativa riunisce due conferenze di riferimento, GEORES – Geomatics and Restoration e Archeologica 2.0, già affiancate nell’edizione di Valencia 2021, rilanciandole oggi all’interno di una visione più ampia e strategica orientata allo sviluppo di un ecosistema digitale sostenibile per il patrimonio.
Il concetto di “ecosistema digitale” proposto dal simposio supera l’idea di digitalizzazione come operazione isolata. Il patrimonio viene interpretato come un sistema dinamico e relazionale, in cui dati, modelli, sensori e piattaforme immersive concorrono a generare valore culturale, operativo e sociale.
In questo contesto, i Digital Twin non sono semplici modelli tridimensionali, ma sistemi evolutivi e aggiornabili, capaci di simulare scenari di rischio, supportare processi decisionali e abilitare nuove forme di accesso e fruizione. Ne derivano questioni centrali per il settore: la tracciabilità e verificabilità dei processi digitali, l’integrazione dell’automazione nei flussi di lavoro, e la definizione di nuove competenze per la gestione di modelli predittivi e data-driven.
Il programma si articola in cinque ambiti principali:
Il simposio include inoltre due sessioni speciali dedicate a contesti di particolare rilevanza.
• La prima, focalizzata sull’Arno e sul 60° anniversario dell’alluvione del 1966, propone una riflessione sul rapporto tra memoria, documentazione digitale e gestione del rischio, esplorando strumenti di modellazione, monitoraggio e valorizzazione della memoria storica.
• La seconda è dedicata alle regioni arabe e mediterranee, considerate come un laboratorio per l’applicazione di ecosistemi digitali in contesti fragili e complessi. L’attenzione è rivolta a documentazione, resilienza, rischi climatici e cooperazione transnazionale, con contributi sviluppati nell’ambito del progetto CHEDAR.
È aperta la call for papers del simposio, con il seguente calendario aggiornato:
Gli extended abstract accettati verranno sviluppati in contributi completi (camera-ready) e saranno pubblicati nella collana scientifica Springer Communications in Computer and Information Science (CCIS). Sono inoltre previste sessioni speciali con opportunità di pubblicazione su riviste di settore, tra cui ANANKE e Virtual Archaeology Review (VAR).
Tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale del convegno:
https://digitalecosystems4h.org/
Il simposio si inserisce nel percorso del progetto CHEDAR, nato nell’ambito del programma Expo 2020 Dubai Legacy e presentato a Expo 2025 Osaka. L’esperienza giapponese ha rappresentato un passaggio strategico, evidenziando alcune priorità: lo sviluppo di modelli interoperabili tra dati e piattaforme, la definizione di standard condivisi e l’introduzione di protocolli di certificazione per garantire affidabilità e trasparenza nei processi digitali.
Parallelamente, emerge l’esigenza di rafforzare la cooperazione internazionale, in particolare nel contesto mediterraneo, sia per la condivisione di metodologie sia per la gestione coordinata dei siti esposti a rischi climatici e geopolitici.
Per approfondimenti sul progetto:
https://chedarproject.org/
Guardando oltre il 2026, CHEDAR si configura come una vera e propria infrastruttura culturale, con sviluppi che includono la creazione di un osservatorio permanente sul patrimonio digitale, una piattaforma avanzata per la formazione continua e una rete euro-mediterranea di musei e istituzioni per la sperimentazione di modelli immersivi e sistemi di gestione integrati basati su Digital Twin.
In questa prospettiva, Digital Ecosystems for Heritage 4.0 non è soltanto un evento scientifico, ma uno spazio di co-progettazione tra ricerca, governance, istituzioni culturali e professioni.

L’edizione 2026 segna una fase evolutiva per il settore: Firenze si propone come piattaforma di convergenza tra discipline, tecnologie e politiche del patrimonio. GEORES e Archeologica 2.0 tornano insieme non come semplice evento congiunto, ma come parte integrante di una visione che punta a costruire una cultura del dato, della responsabilità digitale e dell’innovazione sostenibile.
In questo senso, il simposio rappresenta un momento di sintesi e al tempo stesso l’avvio di un percorso condiviso verso un nuovo paradigma del patrimonio culturale nell’era dell’intelligenza artificiale.
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti:
https://digitalecosystems4h.org/
Link ai social
Facebook: https://www.facebook.com/chedarproject/
YouTube: https://www.youtube.com/@ChedarProject
Instagram: https://www.instagram.com/chedarproject/
LinkedIn https://www.linkedin.com/company/chedar-project/
VIDEO PROMO 45 SECONDI: https://youtu.be/QdPAFAbZ1P8?si=Er8hlkfnU_ofCst9
(Fonte: Università di Firenze – Digital Ecosystems for Heritage 4.0)
L'articolo Patrimonio digitale 4.0: simposio Firenze 2026 proviene da Geosmart Magazine.
OVHcloud acquisisce Dragon LLM e avvia un AI Lab per sviluppare LLM per aziende e servizi AI sovrani su cloud e on-premises.
OVHcloud, attore globale e leader europeo del cloud sovrano, annuncia di aver firmato un accordo vincolante per acquisire Dragon LLM, una piattaforma di fine-tuning di modelli IA progettata per settori regolamentati. L’operazione mira a rafforzare le competenze di OVHcloud nell’IA generativa.
Fondata con il nome Lingua Custodia per il settore finanziario, Dragon LLM è un’azienda francese che sviluppa modelli di IA generativa specializzati e sovrani. Vincitrice del Large AI Grand Challenge della Commissione Europea, realizza modelli ad alte prestazioni e a costi contenuti, adattati alle esigenze aziendali e distribuibili su infrastrutture locali. Con sede a Parigi, punta a costruire un’IA europea utile, responsabile ed efficiente, al servizio delle imprese e della sovranità tecnologica del continente.
Grazie a questa acquisizione, OVHcloud rafforza i propri team con esperti di fine-tuning. Integrando le tecnologie di Dragon LLM, offrirà nuovi servizi di IA generativa per dati sensibili, distribuibili sia in cloud sia on-premises. Si tratta della prima acquisizione di OVHcloud e segna il lancio del suo AI Lab, dedicato all’addestramento e alla personalizzazione di modelli LLM sovrani.
OVHcloud è un player globale e il principale provider cloud europeo, con oltre 500.000 server in 46 data center su 4 continenti e 1,6 milioni di clienti in più di 140 Paesi. Il gruppo promuove un cloud affidabile e sostenibile, con il miglior rapporto qualità-prezzo, grazie a un modello integrato che controlla l’intera catena del valore: dalla progettazione dei server alla gestione dei data center e della rete in fibra. Questo approccio consente di offrire soluzioni performanti, prezzi prevedibili e piena sovranità dei dati, favorendo una crescita sostenibile.
(Fonte: OVHCloud)
L'articolo LLM per aziende: OVHcloud acquisisce Dragon LLM proviene da Geosmart Magazine.
La riforma approvata definitivamente dal Senato l’11 marzo 2026 introduce una svolta significativa nella gestione del patrimonio culturale italiano, puntando su digitalizzazione, trasparenza e collaborazione pubblico-privato. Al centro del provvedimento si colloca la nuova Anagrafe digitale degli istituti, dei luoghi della cultura e dei beni culturali pubblici, uno strumento destinato a rivoluzionare il modo in cui i beni culturali vengono censiti, gestiti e valorizzati online.
L’Anagrafe digitale è una piattaforma istituita presso il Ministero della Cultura per raccogliere, organizzare e rendere accessibili i dati relativi a musei, biblioteche, archivi, parchi archeologici e complessi monumentali. Questo sistema rappresenta un’evoluzione rispetto ai tradizionali cataloghi, offrendo una visione completa non solo dei beni, ma anche delle modalità di gestione e dei livelli di qualità dei servizi culturali.
Grazie alla digitalizzazione del patrimonio culturale, l’Anagrafe consente di migliorare la conoscenza pubblica, facilitare l’accesso ai dati e supportare politiche più efficaci di valorizzazione dei beni culturali.
Uno degli elementi chiave per la SEO e per la trasparenza è la ricchezza delle informazioni raccolte. L’Anagrafe include:
La presenza di dati sugli immobili inutilizzati rappresenta una novità strategica, utile per favorire interventi di riqualificazione e attrarre investimenti nel settore culturale.
L’Anagrafe digitale dei beni culturali pubblici nasce con l’obiettivo di migliorare la gestione del patrimonio e promuovere una valorizzazione più efficace. Attraverso il monitoraggio continuo, sarà possibile individuare criticità, ottimizzare le risorse e incentivare modelli gestionali più sostenibili.
Inoltre, il sistema favorisce la partecipazione di soggetti privati, in linea con il principio di sussidiarietà, aprendo nuove opportunità per imprese culturali e creative.
All’interno dell’Anagrafe è previsto anche un Albo digitale della sussidiarietà, dedicato ai soggetti privati interessati alla gestione dei beni culturali. Questo strumento migliora la trasparenza e la concorrenza, facilitando l’accesso alle procedure di affidamento e promuovendo collaborazioni tra pubblico e privato.
Il rafforzamento del partenariato pubblico-privato rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo del settore culturale, soprattutto in termini di innovazione e sostenibilità economica.
Un ulteriore elemento strategico per l’indicizzazione e la diffusione online è l’interoperabilità. L’Anagrafe digitale sarà integrata con altre banche dati nazionali e territoriali, creando un ecosistema informativo condiviso e facilmente consultabile.
Questo approccio migliora la visibilità del patrimonio culturale italiano anche sul web, facilitando l’accesso ai dati da parte di cittadini, operatori e istituzioni.
I dati raccolti dall’Anagrafe saranno utilizzati per definire la strategia nazionale di valorizzazione “Italia in scena”. L’obiettivo è promuovere la fruizione dei beni culturali, ridurre i divari territoriali e sostenere lo sviluppo economico, in particolare nelle aree interne e nei piccoli borghi.
In conclusione, la nuova Anagrafe digitale dei beni culturali rappresenta un pilastro per la modernizzazione del settore culturale in Italia. Grazie a una gestione basata sui dati, maggiore trasparenza e apertura ai privati, questo strumento migliora la valorizzazione del patrimonio culturale e ne rafforza la presenza online, contribuendo anche al posizionamento SEO e alla diffusione digitale delle informazioni.
Per approfondire qui il link alla legge istitutiva.
(Fonte: redazionale)
L'articolo La nuova Anagrafe digitale dei beni culturali proviene da Geosmart Magazine.
Geomatica ed agritech rappresentano oggi uno dei binomi più innovativi nel panorama dell’agricoltura europea. Negli ultimi anni, infatti, l’integrazione tra tecnologie digitali e analisi del territorio ha trasformato profondamente il modo di coltivare, monitorare e gestire le risorse agricole.
In questo contesto, la geomatica – intesa come insieme di tecnologie per l’acquisizione e l’analisi dei dati geospaziali – si combina con l’agritech per dare vita a un’agricoltura sempre più intelligente, precisa e sostenibile. A sostenere questa evoluzione è anche l’Unione Europea, attraverso programmi come Horizon Europe, che finanziano progetti dedicati all’innovazione agricola digitale.
Uno degli elementi chiave della sinergia tra geomatica ed agritech è rappresentato dall’uso dei dati satellitari. Grazie al Copernicus Programme, l’Europa mette a disposizione dati geospaziali gratuiti e aggiornati, fondamentali per il monitoraggio delle colture.
Attraverso queste informazioni è possibile:
L’integrazione tra geomatica ed agritech consente quindi di trasformare immagini satellitari in strumenti operativi per l’agricoltura, migliorando la capacità decisionale degli agricoltori.
Un altro pilastro della è l’utilizzo dei sensori IoT nei campi agricoli. Questi dispositivi raccolgono dati in tempo reale su variabili fondamentali come umidità del suolo, temperatura e condizioni climatiche.
La combinazione tra sensori e sistemi geomatici permette di:
geolocalizzare ogni dato raccolto
analizzare le variazioni all’interno dello stesso campo
ottenere una visione dettagliata e dinamica del territorio agricolo
In questo modo, la geomatica ed agritech lavorano insieme per creare un sistema informativo continuo e aggiornato, capace di supportare decisioni rapide ed efficaci.
Il vero valore della geomatica ed agritech emerge quando i dati provenienti da diverse fonti vengono integrati in un unico sistema.
I progetti finanziati da Horizon Europe stanno sviluppando piattaforme digitali avanzate che combinano:
Questa integrazione consente di trasformare grandi quantità di dati in informazioni utili, rendendo la geomatica ed agritech strumenti centrali per l’agricoltura digitale.
L’applicazione più evidente della geomatica ed agritech è l’agricoltura di precisione. Grazie all’analisi geospaziale, è possibile gestire le colture in modo differenziato, intervenendo solo dove necessario.
Ad esempio:
Questo nuovo approccio permette quindi di passare da una gestione uniforme a una gestione basata sulla variabilità del territorio.
Uno degli aspetti più rilevanti della geomatica ed agritech è il contributo alla sostenibilità. L’uso dei dati geospaziali consente di ridurre l’impatto ambientale e migliorare la resilienza delle aziende agricole.
La European Commission sottolinea come la digitalizzazione e l’uso della geomatica siano fondamentali per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico.
Tra i principali benefici:
Il binomio che stiamo analizzando non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà già in atto. I progetti europei dimostrano come l’integrazione tra dati satellitari, sensori e piattaforme digitali sia destinata a crescere nei prossimi anni.
In questo scenario, la geomatica assume un ruolo sempre più strategico, perché permette di leggere e interpretare il territorio in modo preciso e continuo. L’agritech, a sua volta, traduce queste informazioni in azioni concrete.
Conclusione
La combinazione tra geomatica ed agritech sta rivoluzionando l’agricoltura europea, rendendola più intelligente, sostenibile e orientata ai dati. Dai satelliti ai sensori, ogni tecnologia contribuisce a costruire un sistema agricolo più efficiente e consapevole.
In un contesto globale sempre più complesso, investire nella in questa direzione significa puntare su innovazione, sostenibilità e futuro del settore agricolo.
Per approfondire:
Copernicus Programme
Agriculture Sector Summary
European Commission
Copernicus Market Report 2019 (analisi impatto dati satellitari)
ISPRA
Rapporto Consumo di Suolo (SNPA/ISPRA)
The Future of Food and Agriculture (report strategico FAO)
(Fonte: redazionale)
L'articolo Satelliti e sensori: come i progetti integrano geomatica e agritech proviene da Geosmart Magazine.
AgoraVox Italia