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SeaCast è il nuovo sistema di previsioni marine basato su intelligenza artificiale che combina machine learning, fisica oceanica e dati atmosferici. Sviluppato dall’Università di Helsinki e dal CMCC, il modello fornisce previsioni sul Mar Mediterraneo con IA fino a 15 giorni in soli 20 secondi, con una risoluzione di 4 km e una profondità fino a 200 metri.
Le previsioni sul Mar Mediterraneo con IA rappresentano una delle innovazioni più significative nella modellistica oceanica regionale. SeaCast integra variabili atmosferiche e oceaniche in un modello neurale graph-based capace di catturare la complessità delle coste mediterranee e delle dinamiche locali.
Lo studio, pubblicato su Scientific Reports del gruppo Nature, dimostra come l’intelligenza artificiale possa superare sia i modelli numerici tradizionali sia i modelli fisici convenzionali in termini di velocità ed efficienza computazionale.
SeaCast utilizza:
Il modello opera con una risoluzione di 4 km (1/24°), equivalente al sistema operativo MedFS del CMCC, distribuito tramite il Copernicus Marine Service.
A differenza dei modelli globali IA a bassa risoluzione, SeaCast è progettato specificamente per il bacino mediterraneo, migliorando la rappresentazione delle condizioni al contorno e delle dinamiche costiere complesse.
Le previsioni garantite da SeaCast mostrano vantaggi concreti:
SeaCast supera stabilmente il modello operativo distribuito tramite Copernicus, offrendo maggiore efficienza energetica e costi computazionali drasticamente ridotti.
Previsioni oceaniche accurate sono fondamentali per:
Grazie alla velocità computazionale, SeaCast consente simulazioni “what-if” e previsioni probabilistiche a ensemble, migliorando la gestione dell’incertezza.
Secondo Daniel Holmberg, primo autore dello studio dell’Università di Helsinki, la collaborazione interdisciplinare è stata determinante per integrare competenze oceanografiche e algoritmi di deep learning.
Una delle innovazioni chiave nelle previsioni sul Mar Mediterraneo con IA è l’inclusione sistematica dei dati atmosferici durante:
I risultati mostrano un miglioramento significativo delle performance, soprattutto nelle dinamiche superficiali fortemente influenzate dall’atmosfera.
Il CMCC sta lavorando per integrare SeaCast nelle catene operative insieme ai modelli fisici tradizionali, creando sistemi ibridi in grado di combinare:
Questo primo modello oceanico regionale ad alta risoluzione basato su IA stabilisce un nuovo benchmark globale per le previsioni sul Mar Mediterraneo con IA.
Fonte: CMCC
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GeoSmart assegnerà il Premio Miglior Poster GIS alla Conferenza GIT 2026 dedicata a geoscienze e innovazione GIS, che si svolgerà dal 16 al 18 giugno 2026 presso la fortezza Priamar a Savona.
Il mondo delle geoscienze e delle tecnologie dell’informazione si prepara a uno degli appuntamenti più attesi e dinamici a livello nazionale. In occasione della prossima Conferenza GIT (Geosciences and Information Technologies) della Società Geologica Italiana, siamo orgogliosi di annunciare che GeoSmart Magazine conferirà il premio per il Miglior Poster in ambito GIS e Geomatica.
Si tratta di un riconoscimento per valorizzare, attraverso contenuti comunicativi una ricerca scientifica che si sarà particolarmente distinta in modo strategico nell’applicazione dei Sistemi Informativi Geografici.
Ciò che distingue nettamente la Conferenza GIT nel panorama degli eventi di settore è il suo approccio fortemente trasversale e interattivo. È un vero e proprio laboratorio diffuso in cui ricercatori, liberi professionisti, enti pubblici e aziende tecnologiche si incontrano per condividere metodologie all’avanguardia. In un’epoca in cui la transizione digitale ed ecologica richiede una comprensione sempre più profonda delle dinamiche ambientali, il GIT offre uno spazio di confronto vitale. L’atmosfera collaborativa e informale favorisce il networking tra diverse generazioni di geologi e analisti spaziali, rendendo questo evento un incubatore di progetti che pone la geografia al centro del processo decisionale.
Ma perché premiare proprio un poster? Nel settore dell’analisi spaziale, la cartografia e la visualizzazione dei dati non sono soltanto meri strumenti tecnici, ma rappresentano il nucleo fondamentale del digital storytelling geospaziale.
Un poster scientifico ben strutturato deve catturare l’attenzione, sintetizzare flussi di lavoro articolati, spiegare l’utilizzo di software avanzati come ArcGIS Pro o illustrare come le matrici geologiche influenzano l’ambiente circostante e comunicare il tutto in modo immediato. Il premio offerto da GeoSmart consentirà di dare visibilità e luce al vincitore, offrendo un’intervista e uno spazio esclusivo sul magazine GeoSmart che, con oltre 30.000 accessi mensili e più di 400.000 pagine viste, offre un’opportunità di visibilità professionale presso una vasta platea di tecnici, enti e aziende del settore.
Attraverso le nostre pagine e i nostri canali digitali, diamo costantemente voce a chi utilizza la tecnologia per decodificare le sfide del nostro pianeta. Assegnare il riconoscimento per il Miglior Poster GIS significa accendere i riflettori su chi, ogni giorno, mappa, analizza e modella il nostro mondo per costruire un futuro più sostenibile.
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SkillsBuild for Girls – NERD? 2026 coinvolge oltre 5.400 ragazze nei percorsi AI per sostenere le donne STEM in Italia.
Si è da poco conclusa, nella splendida cornice di Villa Fassini presso il Consorzio ELIS a Roma, la quattordicesima edizione di SkillsBuild for Girls – NERD?, e come responsabile del progetto non posso che sentirmi profondamente orgogliosa del percorso compiuto e dei risultati raggiunti. Durante l’evento di premiazione abbiamo potuto ascoltare le testimonianze preziose di esperte e role model delle aziende partner dell’iniziativa.
Perché NERD? può contare su una rete di 27 partner, tra aziende, università e associazioni, tra cui Intesa Sanpaolo, Generali, Enel, Inclusione Donna, Women At Business e Centro ELIS. Inoltre, l’edizione 2026 ha visto la partecipazione attiva di 21 Atenei italiani.
Quello che ogni anno osserviamo non è solo un aumento dei numeri, ma una trasformazione concreta: migliaia di ragazze che scoprono il proprio talento, che si mettono alla prova con le tecnologie del futuro e che trovano il coraggio di immaginarsi protagoniste nel mondo STEM. Merito va anche alle volontarie IBM e a tutti coloro che lavorano al nostro fianco: scuole, università, aziende private e associazioni.
L’edizione 2026 ha segnato un risultato importante. Ben 5.427 studentesse provenienti da 50 scuole superiori italiane hanno scelto di partecipare al nostro percorso formativo dedicato all’intelligenza artificiale. Per quattro mesi hanno lavorato alla progettazione e realizzazione di assistenti virtuali ispirati agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, utilizzando IBM Watson X su IBM Cloud.
Ogni team ha interpretato la sfida in modo unico, con una sensibilità che dimostra quanto la tecnologia, quando passa attraverso gli occhi delle nuove generazioni, possa diventare un potente strumento di impatto sociale. Sono arrivati 130 progetti completi, valutati da una giuria di 20 esperti, uno per ciascuna delle regioni coinvolte. Di questi, 33 hanno ricevuto premi regionali, nazionali e speciali.
Quest’anno la giuria ha assegnato due primi posti nazionali ex aequo.
Il primo progetto premiato SOPHIA è dedicato al benessere e al supporto della persona: un assistente virtuale che integra salute, giustizia e uguaglianza, offrendo strumenti concreti come accesso a portali psicologici, ospedali e farmacie. Lo hanno realizzato le studentesse Maddalena, Sofia, Eleonora e Isabella del Liceo Scientifico Statale Giovanni Vailati, Genzano di Roma (RM).
Il secondo Noesis si concentra invece sulla lotta alla disinformazione, sostenendo i giovani nello sviluppo del pensiero critico e nella capacità di orientarsi tra fonti complesse in un mondo ricco di contenuti distorti. Le creatrici sono le studentesse Mariagrazia, Eleonora, Natalia e Giulia del Liceo Scientifico Carlo Urbani di San Giorgio a Cremano (NA).
Due proposte diverse, ma accomunate dalla stessa ambizione: usare l’AI per generare valore, proteggere diritti, facilitare l’accesso all’informazione e contribuire alla crescita di una società più consapevole e responsabile.
Tutte le studentesse premiate, 33 gruppi, potranno partecipare a un workshop estivo gratuito online, organizzato da IBM insieme a ENEL, Generali e Intesa Sanpaolo. Per tre giorni approfondiranno temi come Data Science, Design Thinking e AI Generativa, e incontreranno professioniste che hanno intrapreso con successo un percorso nelle tecnologie digitali.
Per molte di loro questo rappresenta un primo, decisivo passo verso un futuro professionale che prima sembrava lontano o addirittura irraggiungibile.
Il progetto nasce anche dalla necessità di ridurre il gap di genere nelle discipline scientifiche e tecnologiche.
Attualmente in Italia solo il 16,5% delle giovani donne laureate possiede un titolo STEM, contro il 38% degli uomini. Un dato che evidenzia la necessità di investire maggiormente nella formazione femminile legata all’innovazione e un divario che rischia di rallentare non solo la crescita delle ragazze, ma anche quella del Paese.
Dal suo avvio, il programma ha formato circa 65.000 studentesse provenienti da più di 2.000 scuole superiori. Abbiamo osservato un aumento concreto delle iscrizioni femminili alle facoltà STEM e un crescente interesse verso i mestieri del futuro. Quest’anno abbiamo registrato un aumento anche del 100% d’iscritte in alcune università partners.
Il risultato per me più prezioso è sapere che in Italia molte delle nuove professioniste sono state studentesse proprio del progetto NERD?, grazie al quale raccontano essersi innamorate delle materie STEM.
Le partecipanti ottengono crediti formativi FSL e CLIL e certificazioni utili per il Curriculum dello Studente, caricabili anche su UNICA, la piattaforma del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Una celebrazione del futuro
La cerimonia di quest’anno ha rappresentato molto più di una premiazione. È stata una celebrazione del talento, della creatività e del coraggio delle ragazze che hanno deciso di mettersi alla prova e usare l’intelligenza artificiale non come un fine, ma come un mezzo: un mezzo per affrontare problemi reali e immaginare soluzioni capaci di migliorare il mondo.
Ogni edizione ci ricorda che investire nelle ragazze significa investire in un futuro più equo, inclusivo e innovativo. E con NERD? continueremo a farlo, con ancora più convinzione e passione, sempre insieme al mio preziosissimo team NERD.

(Fonte: IBM)
Articolo di Filomena Floriana Ferrara
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Differenze tra basi GNSS, CORS e reti RTK: stabilità, precisione e qualità del dato nel posizionamento satellitare professionale.
Nell’era del posizionamento satellitare di precisione (RTK e PPK), l’attenzione degli utenti si concentra quasi sempre sul rover, ovvero il dispositivo mobile (che sia una palina topografica, un drone o un trattore). Tuttavia, per il posizionamento relativo, l’accuratezza della posizione del rover dipende, in modo diretto, dalla qualità dei dati forniti dalla stazione base.
Qualsiasi errore, rumore o instabilità generato dalla base si trasferisce sistematicamente sulla posizione calcolata dal rover. Per questo motivo, le basi GNSS non sono tutte uguali. A seconda della qualità del dato richiesto, dell’estensione dell’area di lavoro (baseline) e della stabilità nel tempo, possiamo suddividere le basi in varie categorie.
Al vertice della qualità troviamo le CORS (Continuously Operating Reference Stations) di livello geodetico. Queste costituiscono le ossature delle reti GNSS regionali, nazionali (come la Rete Dinamica Nazionale in Italia) e internazionali (es. IGS, EUREF).
Questa classe non è definita solo dall’elettronica, ma dall’infrastruttura fisica:
● Monumentazione: Le antenne sono ancorate a pilastri in cemento armato fondati sulla roccia o su edifici storicamente stabili. La stabilità fisica deve essere garantita al millimetro per decenni.
● Antenne Choke Ring: Utilizzano antenne geodetiche di grandi dimensioni, dotate di anelli concentrici progettati per annullare fisicamente i segnali riflessi dal terreno e dalle strutture circostanti.
● Calibrazione Assoluta: Ogni singola antenna possiede un file di calibrazione (rilasciato da enti internazionali) che descrive le minime variazioni del suo centro di fase.
● Oscillatori e Meteo: Spesso integrano sensori meteorologici per modellare il ritardo troposferico.
Impiego: Reti NRTK statali, monitoraggio di faglie tettoniche, ricerca scientifica sull’atmosfera.
Molte delle reti RTK commerciali a cui i professionisti si abbonano rientrano in questa categoria. Si tratta sempre di CORS (stazioni attive 24 ore su 24, 7 giorni su 7 che inviano dati via NTRIP), ma scendono a compromessi sull’infrastruttura per garantire una copertura territoriale capillare a costi sostenibili.
Caratteristiche e compromessi:
● Installazione “leggera”: Invece di pilastri dedicati, le antenne sono spesso fissate sui tetti degli edifici tramite staffe o pali metallici. Questo le espone a micro-movimenti stagionali o giornalieri dovuti alla dilatazione termica del metallo e all’assestamento dell’edificio stesso.
● Antenne Geodetiche Standard: Utilizzano ottime antenne 3D, dotate di un buon piano di massa (ground plane), ma raramente adottano le costose Choke Ring.
● Hardware: I ricevitori sono di fascia alta, ma in genere mancano le calibrazioni assolute individuali dell’antenna (si usano calibrazioni generiche di modello).
Impiego: Reti NRTK commerciali, topografia classica, agricoltura di precisione, edilizia, fotogrammetria.
In assenza di connessione internet per accedere alle CORS, o quando si necessita di una precisione estrema su baseline molto corte, si ricorre all’installazione di una base locale in campo. Questa classe raggruppa sia i costosi ricevitori topografici usati come base sul treppiede, sia le moderne stazioni low-cost vendute nei kit per droni o trattori.
Punti chiave e criticità:
● Il limite dello stazionamento: È il vero tallone d’Achille di questa classe. La base è posta temporaneamente su un treppiede o un paletto: un urto accidentale, l’assestamento del terreno, o un minimo errore dell’operatore nel misurare l’altezza strumentale, si traducono immediatamente in un errore sistematico su tutto il rilievo.
● Vulnerabilità al Multipath: Soprattutto nei modelli low-cost (che usano antenne economiche prive di filtri fisici), il posizionamento errato vicino a edifici, recinzioni metalliche o auto genererà dati grezzi estremamente rumorosi.
● Distanza limitata (Baseline corta): I dati di queste basi riescono a risolvere le ambiguità del rover in modo affidabile solo a distanze relativamente brevi (solitamente sotto i 5 km, o anche meno per i sistemi low-cost).
Impiego: Cantieri edili, voli con drone in aree remote, rilievi batimetrici.
Nella scelta o nell’utilizzo di una base GNSS l’aspetto più importante è la pulizia del dato.
Mentre un rover è in costante movimento (e quindi il rumore del multipath viene in parte mediato dalla dinamica), una base è statica: se un segnale riflesso colpisce l’antenna della base in modo costante per 30 minuti, si creerà una distorsione lenta e invisibile (bias) che verrà trasmessa al rover sotto forma di “correzione”, sballando le coordinate finali.
Per questo motivo, l’infrastruttura fa la differenza. Le CORS Geodetiche di Classe 1 rimangono il gold standard in termini di stabilità. Le CORS commerciali offrono un eccellente compromesso per il lavoro quotidiano, ma quando si è costretti a optare per una base locale temporanea (Classe 3), bisogna stare attenti al come vengono posizionate. In ogni caso una base low-cost posizionata correttamente in campo aperto, su un appoggio stabile e lontana da qualsiasi superficie riflettente, può fornire ottimi risultati.
(Fonte: Gter)
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Nel 2026 l’AIIG lancia l’allarme: la geografia viene ridotta a scuola e negli istituti tecnici. Cosa sta succedendo davvero nella scuola italiana.
Nel pieno delle trasformazioni del sistema scolastico italiano, la geografia torna al centro del dibattito pubblico, ma per ragioni tutt’altro che rassicuranti. A lanciare l’allarme è l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), che denuncia una progressiva marginalizzazione della disciplina nei nuovi istituti tecnici previsti dalla riforma in vigore dal 2026.
Il nodo principale riguarda il nuovo quadro orario, definito dal Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, che ridisegna l’intero impianto dell’istruzione tecnica. L’obiettivo dichiarato è aggiornare i percorsi formativi alle esigenze del mercato del lavoro e alle trasformazioni tecnologiche in corso. Ma proprio in questo processo di modernizzazione, secondo l’AIIG, la geografia rischia di essere sacrificata.
Il caso più emblematico riguarda il settore tecnologico-ambientale degli istituti tecnici, dove la geografia compare con una sola ora settimanale nel primo anno. Una scelta che l’associazione definisce anomala nel panorama scolastico italiano, dal momento che nessun’altra disciplina presenta un monte ore così limitato lungo l’intero percorso quinquennale.
La conseguenza non è soltanto simbolica. Una presenza così ridotta rende difficile costruire un percorso didattico strutturato e coerente, limitando la possibilità di sviluppare competenze legate alla lettura del territorio, alla comprensione delle dinamiche ambientali e all’analisi dei fenomeni economici e geopolitici.
Il ridimensionamento della geografia appare ancora più significativo se messo in relazione con gli obiettivi formativi degli istituti tecnici. Tra i risultati attesi figurano infatti competenze che richiedono una solida comprensione delle relazioni tra ambiente, economia e società.
Si tratta di un paradosso evidente: da un lato si richiede agli studenti di interpretare fenomeni complessi e globali, dall’altro si riduce drasticamente lo spazio della disciplina che tradizionalmente fornisce gli strumenti per farlo.
Nel settore economico, la situazione non è migliore. Il monte ore della geografia nel biennio risulta ulteriormente ridotto rispetto al passato, passando da sei a quattro ore complessive, con una contrazione di circa il 30%.
Un ulteriore elemento critico riguarda la frammentazione dell’insegnamento. In alcuni indirizzi, come Amministrazione, Finanza e Marketing, la geografia viene suddivisa in più insegnamenti distinti già nel primo anno, creando una struttura didattica poco organica e difficilmente gestibile.
Questa organizzazione rischia non solo di indebolire la disciplina, ma anche di complicare la costruzione delle cattedre e la continuità didattica. Secondo l’AIIG, un docente potrebbe trovarsi a seguire un numero elevato di classi per raggiungere il proprio orario di servizio, con inevitabili ricadute sulla qualità dell’insegnamento.
Al di là degli aspetti tecnici, la questione sollevata dall’AIIG ha una dimensione più ampia, che riguarda il ruolo della geografia nella formazione dei cittadini.
In un contesto globale segnato da crisi climatiche, tensioni geopolitiche e trasformazioni economiche, la capacità di leggere il territorio e comprendere le relazioni tra fenomeni appare sempre più centrale. Ridurre lo spazio della geografia significa, secondo molti osservatori, indebolire una delle chiavi di lettura fondamentali del mondo contemporaneo.
Il rischio, evidenziato dall’associazione, è che la geografia diventi progressivamente invisibile all’interno del sistema scolastico, perdendo il suo ruolo di disciplina trasversale capace di collegare saperi diversi.
La riforma degli istituti tecnici entrerà in vigore a partire dall’anno scolastico 2026-2027, e nei prossimi mesi sarà possibile valutarne concretamente gli effetti.
Nel frattempo, il dibattito resta aperto. E la domanda, sempre più urgente, è se sia possibile costruire competenze per il futuro riducendo proprio quelle discipline che aiutano a comprendere la complessità del presente.
Fonti:
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