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Scopri la conferenza SECEM 2026: programma, temi su efficienza energetica, AI, normativa e opportunità per gli esperti energia.
La conferenza nazionale SECEM, giunta alla sua undicesima edizione, rappresenta uno degli appuntamenti più rilevanti per i professionisti della gestione dell’energia.
Organizzata da FIRE, l’evento si terrà il 29 e 30 aprile 2026 presso Hotel Savoia, Lungomare Augusto Murri 13, Rimini.
L’incontro è aperto a tutti previa iscrizione online e combina aggiornamento professionale e networking.
L’evento si sviluppa su due giornate con:
Il programma è progettato per affrontare:
Sessione plenaria istituzionale
Tra i principali interventi:
Casi studio e applicazioni pratiche
Numerosi contributi mostrano applicazioni reali:
Sessioni parallele pomeridiane
Approfondimenti su:
Dati e innovazione per l’efficienza
Focus su:
Sessione plenaria finale
Spazio agli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE):
Tra i principali argomenti trattati:
Oltre ai contenuti tecnici, la conferenza offre momenti dedicati al networking:
Questi spazi favoriscono lo scambio di esperienze tra aziende, consulenti e stakeholder del settore.
La conferenza SECEM 2026 si conferma un evento strategico per chi opera nella gestione dell’energia. Un’occasione concreta per aggiornarsi, confrontarsi e cogliere nuove opportunità in un settore in continua evoluzione.
(Fonte: FIRE)
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Nomina energy manager entro il 30 aprile: obblighi, requisiti, soglie e ruolo strategico per imprese e PA nella gestione energia.
La nomina dell’energy manager rappresenta un adempimento fondamentale per imprese e Pubblica Amministrazione. La scadenza annuale è fissata al 30 aprile 2026 e riguarda sia i soggetti obbligati sia quelli che scelgono volontariamente di adottare questa figura.
L’obbligo deriva dalla Legge 10/1991, che impone la designazione del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia.
La nomina è obbligatoria per:
Le organizzazioni non obbligate possono comunque procedere su base volontaria, una pratica sempre più diffusa.
L’energy manager è una figura strategica per:
Tra le principali attività rientrano:
Nelle grandi organizzazioni, il ruolo è spesso affidato a figure dirigenziali. Nelle realtà più piccole, invece, può essere ricoperto da consulenti esterni qualificati.
È fortemente raccomandata la certificazione:
Inoltre, l’energy manager può coincidere con il responsabile del sistema di gestione conforme alla ISO 50001.
La procedura avviene tramite la piattaforma:
Attraverso il portale è possibile:
Oltre all’obbligo normativo, la nomina offre diversi benefici:
La nomina non è solo un obbligo, ma un’opportunità strategica per migliorare l’efficienza energetica e la sostenibilità. Con la scadenza del 30 aprile, imprese e PA sono chiamate ad agire per rafforzare la propria gestione dell’energia e affrontare le sfide della transizione energetica.
Per la guida alla nomina, clicca qui.
(Fonte: FIRE)
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Volume Springer sulla protezione dei beni culturali dai cambiamenti climatici: metodologie, tecnologie e strategie per la conservazione.
È stato recentemente pubblicato il volume Methodologies and Strategies for Cultural Heritage Protection and Conservation Against Climate Changes, Natural and Anthropogenic Risks (Springer), dedicato ai temi della tutela e conservazione del patrimonio culturale in relazione ai cambiamenti climatici e ai rischi naturali e antropici.
Titolo: Methodologies and Strategies for Cultural Heritage Protection and Conservation Against Climate Changes, Natural and Anthropogenic Risks
Editori: Fabiana Di Ciaccio, Lidia Fiorini, Grazia Tucci
Editore: Springer
Anno di pubblicazione: 2026
Accesso: disponibile online su Springer
Il volume affronta le sfide poste dal cambiamento climatico, dai rischi naturali e dalle pressioni antropiche sul patrimonio culturale, proponendo approcci interdisciplinari e metodologie avanzate per la documentazione, il monitoraggio e la conservazione.
Particolare attenzione è rivolta all’impiego di strumenti digitali innovativi, tecnologie geomatiche e strategie sostenibili, con l’obiettivo di migliorare la resilienza dei beni culturali e supportare processi decisionali informati.
Attraverso contributi di diversi autori, il libro presenta esperienze applicative e casi studio in contesti reali, evidenziando buone pratiche e modelli operativi per la gestione del rischio e la conservazione del patrimonio.
Le ricerche illustrate includono attività sviluppate nell’ambito dello Spoke 7 del progetto PNRR CHANGES, contribuendo al dibattito internazionale sulla protezione del patrimonio in scenari di crescente vulnerabilità ambientale.
Il volume rappresenta un contributo significativo per la comunità scientifica e professionale attiva nei settori della geomatica, del monitoraggio territoriale e della conservazione del patrimonio culturale. Le metodologie proposte integrano rilievo, modellazione e analisi dei dati, confermando il ruolo centrale delle tecnologie geospaziali nelle strategie di tutela.
Per maggiori informazioni e accesso al volume:
https://link.springer.com/book/10.1007/978-3-032-12340-4
Il progetto PNRR:
https://www.fondazionechanges.org/
(Fonte: Università di Firenze)
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Scopri come l’AI nel settore AEC migliora la gestione dei dati, Digital Twin e decisioni operative con Knowledge Graph e Graph RAG.
Negli ultimi dieci anni, l’innovazione tecnologica ha attraversato una fase di accelerazione senza precedenti: se in passato la trasformazione digitale correva su binari lineari, oggi l’avvento dei modelli di Intelligenza Artificiale ha introdotto salti di paradigma e un ritmo evolutivo che mette alla prova processi, competenze e strategie aziendali.
Per One Team, come per molte realtà europee, i programmi di finanziamento dell’Unione Europea — da Horizon Europe, ai grandi progetti di ricerca collaborativa — hanno rappresentato il motore per esplorare tecnologie emergenti e costruire un ecosistema di partnership internazionali. Ma il vero baricentro della trasformazione non è soltanto tecnologico: nasce dall’incontro tra persone, competenze e problemi reali.
L’Intelligenza Artificiale Generativa è senza dubbio l’innovazione più rilevante dell’ultimo decennio. Il suo ingresso nella quotidianità è stato così rapido che, nel giro di pochi mesi, strumenti come ChatGPT, Gemini, Mistral o Claude sono diventati parte integrante dei nostri processi. Tuttavia, dietro l’entusiasmo iniziale si nasconde un grande paradosso.
Secondo quanto riportato, il 95% delle organizzazioni che ha introdotto strumenti di AI non riesce a misurarne i reali benefici. Questo accade perché, spesso, l’AI viene impiegata principalmente per sostituire semplici attività meccaniche, come tradurre testi, sintetizzare documenti o generare immagini.
I modelli di linguaggio (Large Language Models – LLM) pur essendo addestrati su una vastissima quantità di dati, rimangono limitati nel fornire informazioni accurate ed aggiornate su argomenti molto specifici. È, infatti, molto popolare sui social una rappresentazione degli LLM come dei “pappagalli estremamente abili” nel ripetere quanto appreso durante l’addestramento, con la generazione di sequenze probabilistiche molto aderenti alla realtà, ma senza una reale comprensione del contesto.

La vera frontiera non è dunque avere un “pappagallo” più intelligente degli altri, ma costruire sistemi che comprendano il contesto in cui operano. Qui entrano in gioco i “Knowledge Graph”: una tecnologia nata decenni fa, oggi potenziata proprio dai modelli linguistici.
Un Knowledge Graph (KG) è un sistema che permette di strutturare la conoscenza come una rete di entità e relazioni: un edificio, i suoi impianti, gli spazi, le normative, i documenti, gli attori coinvolti. A differenza di un database tradizionale, il grafo non si limita a contenere dati, ma ne rappresenta i legami. Questo concetto non è nuovo nel settore della progettazione e può essere rappresentato dalla differenza tra le tecnologie CAD e BIM: nella prima gli elementi sono solo un insieme di primitive geometriche, nella seconda diventano delle classi con precise funzioni, proprietà e relazioni.

Su questa base si innesta la più recente tecnologia nota come Retrieval Augmented Generation (RAG) utilizzata per ricavare informazioni specifiche da un contesto ed evitare che il LLM generi allucinazioni e risponda utilizzando informazioni aggiornate e personalizzate.
Un’ulteriore evoluzione, applicabile ai KG è il Graph RAG, che permette ai modelli linguistici di generare ed interrogare il grafo in modo più efficace. Non più risposte generiche, ma reasoning contestuale e affidabile: è la direzione che guiderà i prossimi quattro anni di sviluppo del progetto europeo Integrates, appena avviato.
Se la parte teorica dell’innovazione è rappresentata dalla capacità di strutturare e comprendere la conoscenza, la parte applicativa è utilizzare quella conoscenza nel mondo reale, in sistemi come i Digital Twin.
Il progetto ECOFACT, recentemente concluso, ne è un esempio concreto: una piattaforma capace di monitorare produzioni continue tramite sensori IoT, modelli AI multi-obiettivo e strumenti predittivi. L’obiettivo non è visualizzare grafici, ma supportare decisioni pratiche: capire come ottimizzare le code di produzione, ridurre consumi energetici o evitare fermi macchina.

Nel settore delle costruzioni, lo stesso approccio viene applicato attraverso il progetto BuildON, dove Digital Twin e Digital Logbook offrono un vero e proprio “registro di vita” dell’edificio. Manutenzioni, ristrutturazioni, modifiche, analisi energetiche: tutto viene tracciato in modo strutturato, consultabile e integrabile con i modelli BIM originali.

Come accade per ogni trasformazione dirompente, anche l’AI sta percorrendo la sua peculiare curva di adozione: oggi ci troviamo al vertice dell’entusiasmo collettivo, ma il passaggio cruciale sarà comprendere se questa tecnologia è destinata a consolidarsi.
Nel settore AEC, l’AI diventerà realmente stabile e incisiva solo quando sarà orientata al reasoning, integrata con dati strutturati e verificabili, ed accompagnata da competenze umane, in grado di interpretarne i risultati.
(Fonte: One Team)
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Webinar gratuito su Revit il 29 aprile: controllo qualità modelli BIM, standard e workflow MEP con Tommaso Miti di GRAITEC Italia.
Nei progetti basati su Autodesk Revit, soprattutto in ambito MEP e strutturale, la crescente complessità dei modelli rende il tema della BIM sempre più centrale.
Errori e incoerenze emergono spesso nelle fasi avanzate, con impatti su tempi, coordinamento e affidabilità del progetto.
La gestione è essenziale per garantire coerenza, interoperabilità e rispetto degli standard progettuali.
Nel contesto del Building Information Modeling, il controllo strutturato dei modelli diventa una leva operativa per ridurre errori e ottimizzare i processi.
È previsto un webinar gratuito dedicato al controllo qualità automatizzato nei modelli Revit, con focus su analisi, standard BIM e ottimizzazione dei workflow.
I temi principali includono:
Il webinar sarà tenuto da Tommaso Miti, con il supporto di GRAITEC Italia.
La piattaforma centrale di riferimento sarà Autodesk Revit, utilizzata per la modellazione e il controllo dei progetti.
Webinar controllo qualità Revit
Data: 29 aprile
Orario: 17:00
Evento gratuito dedicato a professionisti BIM e progettisti che operano su modelli complessi.
La qualità dei modelli BIM è un fattore determinante per l’efficienza dei processi progettuali in Revit, soprattutto nei contesti multidisciplinari dove il controllo strutturato del modello riduce criticità e migliora le prestazioni complessive.

(Fonte: GRAITEC)
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