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Dopo quindici anni di silenzio discografico, Tom Waits non si è certo ritirato a vita privata. Semplicemente, ha scelto un’altra forma d’arte per raccontare storie: il cinema. E il prossimo capitolo della sua carriera di attore si preannuncia imperdibile.
Lo ritroviamo nel nuovo film di Martin McDonagh, Wild Horse Nine, accanto a un cast da brividi: John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi e Parker Posey. Il trailer appena diffuso (guardalo qui sotto) ci restituisce l’essenza magnetica di un artista che, ogni volta che appare sullo schermo, cambia il centro di gravità della scena.
Ambientato negli anni Settanta, Wild Horse Nine segue le vicende di due agenti della CIA (Malkovich e Rockwell) coinvolti in un piano per rovesciare il governo cileno. La loro missione li porta fino all’Isola di Pasqua, dove fiducia e lealtà verranno messe alla prova. Waits interpreta il fratello del personaggio di Malkovich. “Non appena Tom appare in scena, c’è qualcosa di iconico e ipnotico in lui”, ha raccontato McDonagh a Vanity Fair.
L’uscita nelle sale è prevista per il 6 novembre.

Non è la prima volta che il regista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri affida un ruolo al cantautore dalla voce graffiante: il primo incontro risale al 2012 con Sette psicopatici. Da allora, Waits ha collezionato apparizioni in film firmati dai fratelli Coen (La ballata di Buster Scruggs), David Lowery (Il vecchio e il fucile) e Paul Thomas Anderson (Licorice Pizza). Più di recente, ha fatto ritorno nel mondo del suo storico complice Jim Jarmusch per Father Mother Sister Brother, antologia familiare presentata lo scorso anno.
Ma l’attesa per i suoi fan non riguarda solo il grande schermo. L’ultimo album in studio di Tom Waits, Bad as Me, risale al 2011, lo stesso anno della sua introduzione nella Rock & Roll Hall of Fame. Da allora, solo episodi sporadici: una cover di Blind Willie Johnson, la collaborazione con Marc Ribot in “Bella Ciao” nel 2018, e un silenzio prolungato.
Una piccola, grande eccezione è arrivata proprio nelle ultime settimane: Waits parteciperà al tributo a Shane MacGowan con un brano inedito, la sua prima registrazione in studio dopo otto anni. Un segnale che, forse, il vecchio Tom non ha ancora chiuso del tutto il capitolo musicale. Nell’attesa, ci godiamo questo nuovo tassello della sua carriera da attore, con la certezza che ogni sua apparizione resta un evento.
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Quarant’anni di onorata carriera, più di trenta album alle spalle e una chitarra che ha fatto da colonna sonora a generazioni di sognatori a occhi aperti. Parliamo ovviamente di Nick Saloman, la mente immortale dietro i The Bevis Frond, che si prepara a sfornare un nuovo capitolo della sua infinita storia d’amore con il feedback e le melodie bagnate di riverbero.
Il nuovo parto si intitola ‘Horrorful Heights’ e vedrà la luce il 3 aprile per la Fire Records. Per ingannare l’attesa, ci hanno già deliziato le orecchie con la title track, la sognante ‘Romany Blue’ e la più arcigna ‘That’s Your Lot’. Roba che profuma di incenso e vinile consumato.
Per l’occasione, a scrivere le note di copertina è stato chiamato nientemeno che Stewart Lee, comico e fan della prima ora, che con la sua verve ci regalo un ritratto perfetto dell’uomo Saloman: “Il nuovo singolo, che dà il titolo all’album, è nato in un pomeriggio, mentre Nick guardava una partita in TV con la chitarra in mano“. Esattamente. Perché mentre noi comuni mortali ci limitiamo a bestemmiare per un fallo non dato, Saloman compone psichedelia. E aggiunge: “Nick, il suo sitar e le sue voci stratificate creano una nuvola di quel pastiche aromatico, tra pot-pourri da negozio e fumo d’erba, che ha già esplorato in passato, ma qui nella sua forma più compiuta. Le tablas risuonano mentre il fantasma di George Harrison rovescia un barattolo di incenso sul bancone“.
Lo stesso Saloman, con la solita modestia, racconta il nuovo lavoro: “Come sempre, è una raccolta di quelle che considero le mie canzoni migliori degli ultimi due anni. Scrivo quando arriva l’ispirazione e succede spesso, ma questa volta ho percepito un’atmosfera leggermente diversa. Nulla di radicale, certo, ma forse un tocco più accessibile. Non è mai intenzionale: scrivo, e quello che esce è quello che ottieni.“
Ma non è finita qui, perché i veri intenditori sanno che con i Frond non si finisce mai di scavare. Insieme all’edizione standard, infatti, arriva una deluxe box set che include ‘Horrorful Offal’, un intero album bonus di undici tracce provenienti dalle stesse sessioni. Niente scarti, sia chiaro, ma scorribande sonore nelle lande più sperimentali e oscure del suo universo, un viaggio nei margini che completa il quadro di questa nuova, prolifica fase creativa.
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Non è facile portare un cognome come quello di Dave Grohl, specialmente quando decidi di rimboccarti le maniche e buttarti nella mischia della musica. Ma Violet Grohl, figlia d’arte (e precisamente del frontman dei Foo Fighters), ha le idee chiare e una strada ben tracciata. Dopo averci stuzzicato l’orecchio a fine 2025 con i singoli “THUM” e “Applefish”, la giovane artista ha finalmente annunciato i dettagli del suo primo capitolo discografico.
L’album, intitolato “Be Sweet To Me”, vedrà la luce il 29 maggio sotto l’egida di Auroura Records/Republic. Un titolo che suona come una richiesta, ma anche come una promessa: quella di un disco che promette di scavare a fondo nelle sonorità che hanno plasmato l’immaginario di Violet fin dall’infanzia.
A guidarla in studio ci ha pensato Justin Raisen, produttore con un curriculum di tutto rispetto, capace di cogliere l’essenza grezza e autentica che la Grohl voleva catturare. E la ricetta di “Be Sweet To Me” è chiara: un tuffo a capofitto nella stagione d’oro dell’alt-rock di fine anni ’80 e inizio ’90.
Le influenze dichiarate sono un poster dei sogni per qualsiasi amante del genere: dai cambi di dinamica dei Pixies alla potenza granitica dei Soundgarden, passando per le atmosfere eteree dei Cocteau Twins e l’attitudine sfrontata delle Breeders, PJ Harvey, The Muffs, L7 e Juliana Hatfield. Senza dimenticare l’eclettismo visionario di Björk e le cupe profondità degli Alice in Chains.
«C’è qualcosa di incredibilmente potente in quel periodo», ha spiegato Violet. «Non è solo una questione di suono, ma di messaggi, di estetica visiva. È tutto autentico, crudo, vero. È la musica con cui sono cresciuta».
Oltre ai due singoli già noti, il disco presenterà un nuovo estratto dal titolo enigmatico, “595”. La genesi del brano è quanto di più “rock ‘n’ roll” si possa immaginare: la traccia è stata ispirata da una vecchia maglietta che pubblicizzava una linea telefonica erotica. Un dettaglio kitsch e underground che promette scintille, e di cui possiamo già farci un’idea grazie al video diretto da Nikki Milan Houston.
Per ora, le occasioni per vedere Violet dal vivo sono un conto alla rovescia. La sua agenda è spartana ma significativa: due festival di spessore, lo statunitense Shaky Knees e lo storico belga Pukkelpop. Due palchi importanti per testare il suo impatto dal vivo. Per il resto, non resta che attendere.
Un esordio che sa di déjà-vu, ma con la freschezza di chi quei dischi li ha ascoltati con le cuffie nella cameretta di casa, prima ancora di pensarli come un proprio destino.
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I Muse sono pronti a tornare a far vibrare la loro fanbase. La band britannica ha infatti annunciato il loro decimo album in studio, intitolato The WOW! Signal, anticipato da un singolo che è un marchio di fabbrica: epico e ambizioso dal titolo “Be With You”. Il disco, che promette di esplorare le sottili linee tra mistero cosmico e speranza esistenziale, sarà rilasciato il prossimo 26 giugno via Warner.
A impreziosire il ritorno c’è anche un videoclip dalla forte impronta cinematografica, diretto da Nico Paolillo (già al lavoro con Deafheaven e Bad Omens) e con protagonista l’attrice Ella Balinska, nota per i suoi ruoli in Resident Evil e The Occupant.
Ma è il concept alla base del nuovo lavoro a catturare l’interesse. Il titolo The WOW! Signal non è stato scelto a caso. Come spiegato in una nota stampa, il nome fa riferimento a uno dei più affascinanti misteri interstellari del Novecento: un potente segnale radio della durata di 72 secondi, captato nel 1977 dalla costellazione del Sagittario. L’astronomo che lo scoprì, incredulo di fronte all’intensità e alla banda di frequenze che suggerivano una possibile origine extraterrestre, tracciò un cerchio attorno alla sequenza “6EQUJ5” e scrisse un entusiasta “WOW!”, dando così il nome al fenomeno e alla leggenda.
Con questo album, i Muse intendono esplorare proprio quel mix di “mistero cosmico, speranza esistenziale e l’esilarante possibilità di un contatto con qualcosa di ben più grande di noi”.
Le premesse per questo nuovo ciclo erano già state gettate ad inizio 2025 dal bassista Chris Wolstenholme, che in un’intervista aveva anticipato l’intenzione di iniziare a lavorare al nuovo capitolo discografico a stretto giro, dopo la parentesi del tour europeo dello scorso anno (che li ha visti protagonisti anche al Mad Cool Festival di Madrid, dove sostituirono i Kings Of Leon). All’epoca, Wolstenholme aveva parlato di un possibile arrivo del nuovo album per il 2026, auspicando che non ci fossero “disastri” di mezzo. Previsione avverata, con un ritorno che si preannuncia ancora una volta spettacolare.
The WOW! Signal segue Will Of The People (2022) e arriva in un momento di rinnovata libertà creativa per la band, che dopo anni di collaborazione con la Warner sembra pronta a scrivere il prossimo capitolo della propria storia senza vincoli di sorta.
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C’era una volta il verbo dei fratelli D’Addario. Oggi, invece, i Lemon Twigs sono pronti a riscrivere le regole del proprio gioco pop-barocco con un sesto album in studio che profuma di svolta. Il titolo è “Look For Your Mind!”, la data da segnare in calendario è l’8 maggio (via Captured Tracks), e la novità più succosa è che, per la prima volta, la scrittura e le registrazioni non sono state un affare di famiglia in senso stretto.
Se in passato Brian e Michael hanno sempre gestito tutto in solitaria, questa volta la dimensione casalinga si è allargata per fare spazio ai nuovi membri live della band: il batterista Reza Matin e il bassista Danny Ayala, a cui si aggiunge il tocco femminile di Eva Chambers (già vista con le Tchotchke). Il risultato? Un sound che promette di essere più corale, stratificato e forse ancora più imprevedibile.
La prima anteprima di questa nuova era si intitola “I Just Can’t Get Over Losing You”, un gioiellino di due minuti che sembra uscito da una macchina del tempo diretta verso la California degli anni ’60, per poi deragliare splendidamente in un finale che è un’esplosione di luce solare pura. Un earworm immediato, di quelli che ti si stampano in testa dopo un solo ascolto.
“Ogni volta che proviamo a scrivere qualcosa di lineare, non riusciamo a fare a meno di aggiungere un elemento che arriva dal nulla”, racconta Brian D’Addario. “Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: scrivere una canzone che non abbiamo mai sentito prima”. Missione compiuta, a giudicare da questo primo singolo.
E mentre il video ufficiale del brano è già disponibile, la band si prepara a portare il nuovo “mind” dal vivo sui palchi. Il tour partirà in primavera con una tranche tra East Coast e Midwest americano, per poi spostarsi sulla West Coast a giugno. Al momento, nessuna data newyorchese, ma occhi puntati sull’Europa: a maggio i Lemon Twigs attraverseranno il Vecchio Continente con una serie di date chiave nel Regno Unito e in Irlanda.
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Ecco le date europee confermate:
05/18 – Nottingham, UK @ Rescue Rooms
05/19 – Norwich, UK @ The Waterfront
05/20 – London, UK @ O2 Shepherd’s Bush Empire
05/22 – Leeds, UK @ Brudenell Social Club
05/23 – Leeds, UK @ Brudenell Social Club
05/24 – Newcastle, UK @ Boiler Shop
05/26 – Dublin, IE @ Vicar Street
05/27 – Belfast, UK @ Belfast Empire Music Hall
05/29 – Glasgow, UK @ Queen Margaret Union
05/30 – Manchester, UK @ Academy 2
L'articolo I Lemon Twigs si rinnovano: il nuovo album “Lok for your mind!” è un viaggio psichedelico con band allargata. Ascolta proviene da Freak Out Magazine.
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