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 Home page > Attualità > Cronaca > Saviano, Pisani e il gomorrismo

Saviano, Pisani e il gomorrismo

Ovviamente le parole di Pisani non potevano non scatenare reazioni. Al silenzio dello scrittore rispondono gli stessi colleghi di Pisani, come il capo della Polizia Manganelli che dice: “sono state confermate le misure di protezione già in atto e disposte misure ulteriori delle persone esposte al pericolo di azioni violente da parte delle organizzazioni criminali, a cominciare dallo scrittore”, piuttosto che quelle del procuratore aggiunto di Napoli, Federico Cafiero de Raho: “Saviano è enormemente esposto. Ha smosso le coscienze e diffuso una conoscenza che era di pochi, diventando un emblema della lotta alla camorra. Colpire lui significa depotenziarlo. È il testimone di una battaglia civile in cui tanti si riconoscono. C’è un prima e un dopo Gomorra, in Italia”.
 
L’accusa di Pisani era stata forte: “A noi della Mobile fu data la delega per riscontrare quel che Saviano aveva raccontato a proposito delle minacce rice­vute. Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sul­l’assegnazione della scorta”, ma quello che ha lasciato abbastanza perplessi è il passaggio in cui Pisani sottolinea come le cose raccontate da Saviano erano cose che gli inquirenti già sapevano, mettendosi nel solco di coloro che accusano lo scrittore campano di avere scritto un libro su cose che “tutti sapevano”. Un passaggio strano, soprattutto se viene da un uomo delle istituzioni che è sicuramente cosciente del fatto che il libro non aveva come target le forze dell’ordine, ma le migliaia, milioni di persone che di questi affari non ne sapevano nulla, nonostante il lavoro di tanti giornalisti e scrittori. Cosa deve scontare Saviano? La sua popolarità, ovvio.
 
Le affermazioni di Pisani, comunque, sono assolutamente da tenere in considerazione, anche perché il capo della Mobile è un personaggio stimato e di risultati. Il fatto, però, che l’Ucis (un comitato interforze che comprende vertici di Arma e Finanza, Prefetti e Questori) abbia valutato la situazione di Saviano e ritenuto giusto dargli la scorta dovrebbero far riflettere. Insomma queste dichiarazioni di Pisani potrebbero anche sembrare un attacco ai colleghi della Difesa.
 
Come mai, allora, si è deciso di dare la scorta a Saviano quando questi non era ancora il Saviano che conosciamo oggi? Quale tornaconto avrebbero avuto coloro che gli hanno dato la scorta? È forse la Mondadori che ha il potere di fare assegnare o meno la scorta? A essere dietrologi si potrebbe pensare a un gran complotto della più grande casa editrice d’Italia, che è riuscita a elaborare un progetto di marketing perfetto. Ma la dietrologia, in questo caso, ci sembra esagerata.
 
Saviano da sempre sembra creare una spaccatura, tra coloro che lo osannano, quasi fosse un dio e coloro che lo criticano aspramente, manco fosse il diavolo. Ma c’è un’opinione pubblica, neanche tanto nascosta che prende le cose per quelle che sono. Saviano ha scritto un libro, Gomorra, sui fatti di cui tantissime persone ormai sono a conoscenza. Saviano ha pubblicato con Mondadori, che, in quanto casa editrice e quindi azienda che deve vendere, e ha fatto operazioni di marketing come fa con tutti i suoi libri (ma da qui al pensare a una grande manovra che ha portato un ragazzo di 26 anni a vivere scortato per tutta la vita, ce ne vuole). Anche perchè è bene ricordare che la prima tiratura di Gomorra era di 5 mila copie, ovverio molto poco, ed è stato solo successivamente che si è messo in moto l’ufficio stampa Mondadori, facendo il proprio lavoro.
 
Alcune cose scritte nel libro di Saviano, i giornalisti campani, e qualcuno non campano le sapeva, e le scriveva sulle testate locali e in qualche libro. Ma Saviano è stato “notato”, più di altri, anche grazie al sito Nazione Indiana, una delle migliori riviste letterarie italiane. Insomma non s’è stracciato le vesti, facendo lo sciopero della fame fuori i cancelli della casa editrice milanese, ma ha scritto su Manifesto, Corriere del mezzogiorno, Sole 24 Ore etc...
 
Saviano ha cominciato a raccontare in pubblico quello che sapeva. Ma lo faceva anche prima, solo che non aveva pubblicato con Mondadori. Sbaglia a farsi vedere in tv? Sbaglia a scrivere pezzi per Repubblica? Sbaglia ad andare in giro a raccontare quello che sa (e che probabilmente sanno anche altri giornalisti)? Può essere, ma è una scelta sua che si può tranquillamente contestare. Va dalla Bignardi o da Fazio? Insomma basta non guardare quelle tre quattro cinque trasmissioni all’anno in cui Saviano è ospite. Siete all’estero? Non fatevi accreditare o saltate le interviste, sono solo un paio di pagine.
 
Insomma Saviano non deve essere un mito. Sicuramente ormai è un simbolo, per aver fatto conoscere a tante persone che non hanno accesso ai quotidiani locali il fenomeno camorristico, ma questo non giustifica né l’osannazione divina, ma neanche, mi sembra, il linciaggio a cui a volte è vittima. È ancora possibile non inserirsi in questa querelle del “O con me o contro di me”? È possibile, oggi, in quest’Italia che non conosce mezze misure, nell’Italia degli schieramenti estremi (dal quale non si è sottratta neanche la stessa Repubblica con un titolo che grida vendetta, e con la richiesta - forse esagerata - di dimissioni al capo della Mobile) ragionare con calma di qualcosa? 
 
Infine mi domando: di chi è la “colpa” se l’autore di Gomorra ha la scorta e altre persone no? E di chi è la colpa del gomorrismo, termine rilanciato oggi da Tano Grasso in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno? È veramente di Saviano?

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.109) 15 ottobre 2009 17:46

    Hai ragione. In Italia non si conoscono le mezze misure, come non si conoscono le sfumature...o il bianco o il nero. La maggior parte dei testi in commercio, di successo o meno, che trattano di fenomeni crimininali non sono rivolti alle forze dell’ordine o agli addetti ai lavori, ma ad un pubblico più vasto. E’ giusto che sia così.
    Un giornalista e/o uno scrittore parla alle masse, non ha l’ambizione di formare chi già, da anni, opera, per il contrasto alla criminalità organizzata.

    Bisognerebbe però cercare di capire il malumore di alcune persone. Non sempre gli attacchi, che sembrano gratuiti, sono causati da invidia. Spesso gli addetti ai lavori si sentono frustrati, poichè ritengono di non ottenere gratificazioni o riconoscimento per un lavoro svolto prevalentemente dietro le quinte.
    Ma è inutile stare ad attaccare chi ha la possibilità di apparire e parlare in prima persona.
    Chi decide di lavorare in un certo ambito, è il caso di Pisani e di altri, è consapevole che l’esposizione mediatica è minima, i rischi sono tanti, le soddisfazioni forse troppo poche.
    Quello del giornalista/scrittore e quello del poliziotto sono due ruoli completamente diversi.
    Alcuni, poi, le misure di sicurezza le rifiutano, perchè non avvertno il pericolo o per scelta, altri invece ambiscono alla scorta come se fosse il miglior e il più prestigioso dei rionoscimenti da parte dello stato.
    Mah...prima del libro di Saviano, c’erano tante persone sotto protezione ma mai si era generato questo fenomeno di ambire alla scorta.

  • Di italien (---.---.---.243) 16 ottobre 2009 02:18
    Leggendo le parole del dottor Pisani ho, in primis, considerato l’inutilità di divulgare tale informazione. Per giunta dopo tre anni. Le beghe all’interno di uno stesso fronte, di solito, favoriscono quello avverso. In tal caso ciò è davvero negativo e imperdonabile. La svalutazione dei meriti e della condizione personale di Saviano avviene ciclicamente, specie dopo qualche sua apparizione pubblica. La data del rilascio delle dichiarazioni mi è sembrata, stavolta, ancor più indelicata ed inopportuna. Le frustrazioni, pur giustificabili, di una categoria, non si alleviano giocando sulla pelle di un’altra classe o di un suo singolo esponente. Per ridimensionare il fenomeno criminale la forza non basta. Scriverne, parlarne è fondamentale! Il cambio di rotta deve avvenire su basi culturali, senza strumentalizzare o osannare o demonizzare chi aiuta a costruirle. Quando qualcuno provoca uno squarcio nell’oscurità, bisogna rallegrarsene, perché riuscirvi gioverà a tutti. Saviano sa aprire mente e cuore di chi lo ascolta. Ha il dono naturale di divulgare ed emozionare insieme. Saluti
     
    • Di Stella (---.---.---.114) 16 ottobre 2009 10:50

      Sembra ormai impossibile essere critici nei confronti dell’autore dello stravenduto libro.
      Comunque provo a rispondere a qualche domanda avanzata qui.
      Tratto da un post trovato nella blogsfera:

      Saviano ha pubblicato il libro con la Mondadori, la scorta gli è stata data dal prefetto di Caserta dr.ssa Maria Elena Stasi; il prefetto di Caserta è stato nominato dal Ministro dell’Interno Pisanu sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri del Governo Berlusconi. E quanto clamore ha suscitato questa decisione, tanto da far rimbalzare la notizia praticamente ovunque, tanto da far centuplicare le vendite.
    • Di p. (---.---.---.149) 16 ottobre 2009 11:20

      Stella cara, ti ricordo che le scorte non vengono assegnate secondo l’estro del momento di un prefetto, ma da un comitato interforze chiamato UCIS, che comprende prefetti, vertici di Carabinieri e Finanza, magistrati ecc. E’ una processo COLLEGIALE, non la decisione secondo l’umore di un singolo che si sveglia una mattina. Spero di essere stato chiaro. Studiate, prima di scrivere cazzate.


  • Di Stella (---.---.---.114) 16 ottobre 2009 11:52

    Risposta a P:
    copio incollo questo link:
    http://www.asaps.it/leggi/leggi_ord/0016.htm
    ..per chi avesse voglia di informarsi ulteriormente.

  • Di Stella (---.---.---.114) 16 ottobre 2009 12:07

    Infatti...non a caso Pisani dichiara:
    "A noi della Mobile fu data la delega per riscontrare quel che Saviano aveva raccontato a proposito delle minacce rice­vute. Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sul­l’assegnazione della scorta”...
    coloro che dovevano verificare praticamente...accertarono che non c’erano motivi per l’affidamento della scorta.
    Pisani dice:
    "a noi fu data la delega di verificare"...
    verificarono....
    ma la scorta gli fu data lo stesso.

  • Di Stella (---.---.---.114) 16 ottobre 2009 12:15


    All’art. 5 del link di cui sopra si legge:
    "Sulla base delle valutazioni espresse nelle predette riunioni, il prefetto formula all’UCIS proposte motivate sull’adozione, sulla modifica e sulla revoca delle misure di protezione e di vigilanza."
    In base alle dichiarazioni di Pisani si evince che in quelle riunioni non emerse affatto la necessità....
    Nell’art 5 ci si riferisce agli Uffici Territoriali di Governo. Il prefetto (locale) convoca e presiede le riunioni di coordinamento....

    • Di p. (---.---.---.149) 16 ottobre 2009 12:24

      Stella, appunto, da brava: leggiti tutto il link che hai postato, e capirai che hai detto una cazzata, sostenendo che solo il prefetto assegna le scorte.
      Capita anche ai migliori, non ti preoccupare. L’importante è avere la maturità e l’intelligenza per ammetterlo.

  • Di Stella (---.---.---.114) 16 ottobre 2009 12:34

    Per P.:
    se tu sei contento di continuare su questo tono, fai pure...
    Alle persone che offendono e attaccano non mancherà di essere i migliori dal punto di vista dell’intelligenza logica, ma una certa sensibilità certamente...
    Cmq le affermazioni di Pisani confermano quanto da me scritto su e non il contrario.

  • Di Francesco Raiola (---.---.---.192) 16 ottobre 2009 12:40
    Francesco Raiola

    Sì infatti l’articolo 5 è da leggere tutto come dice p. (cazzata si poteva evitare).
    Non capisco il problema. Su Av abbiamo pubblicato su questo argomenti diversi pezzi, non sempre concordi (leggi quelli di Nazzaro per esempio). Il problema come ho cercato di spiegare non è che non si può toccare Saviano, ma bisogna conoscere i fatti. Pisani ha detto una cosa, e il giorno dopo persino il capo della Polizia se ne è discostato. Pisani ha detto sciocchezze? No, ma ha forse, commesso una leggerezza.
    In più c’è da capire di chi sono le responsabilità. Sembra che Saviano sia colpevole del fatto che gli abbiano dato la scorta etc... ma come ben sai, dato che queste cose le hai lette in diversi siti su internet, non è la persona scortata a scegliere la scorta. Insomma e lo ripeto per l’ennesima volta. Non è piaciuto il libro di Saviano? Ok, ci sta, ci mancherebbe. Danno fastidio le tre quattro apparizioni l’anno in tv? Sono ben annunciate, quindi si possono non vedere. Ah! Forse quegli sporadici articoli su Repubblica? Beh non mi sembrano ossessivi. Ma, come scrive lui stesso oggi, addirittura fare i sondaggi sul gradimento o meno della sua scorta è veramente qualcosa di assurdo. Come se noi potessimo sapere quali sono i pericoli reali che corre saviano.
    Ripeto, non è una difesa a oltranza di saviano, ma cercare di capire perchè ci sono questi attacchi, su quali basi avvengono, e perrchè ci va di mezzo lui, anche quando non c’entra niente (come in quest’ultimo caso).

  • Di Ezio (---.---.---.150) 16 ottobre 2009 12:46

    X stella, x l’autore dell’articolo..pensatela come volete..ma io rabbrividisco al solo pensiero di esprimere le stesse parole che potrebbe dire uno che appartiene ai clan, o tutte quelle persone (purtroppo per loro) ignoranti..a cui fanno le interviste a Casal di Principe!!Secondo me sul caso Saviano, non possono esistere mezze misure!!Saviano non è un mito, ovviamente, non è colpa sua se la Mondadori fa marketing, ma vallo a spiegare a quegli idioti ignoranti che lo odiano solo perchè metterebbe in cattiva luce Napoli, o perchè addirittura per colpa sua non possono girare in moto senza casco, si sentirebbero subito legittimati nel loro odio cieco verso lo scrittore!!Ci sono territori linguistici e semantici che sono campi di battaglia..è vero..purtroppo..ma in battaglia o si sta da una parte o si sta da un’altra, pure Falcone e Borsellino erano criticati, visti male specie a sinistra, poi ipocritamente una volta morti, aaaa ecco le commemorazioni, le lacrime i w Falcone ecc!!..Ci sono argomenti su cui non può esistere la categoria del "grigio", mi dispiace, anzi potrebbero essere l’occasione per sentirici tutti parte delle stesse lotte e delle stesse battaglie e invece puntualmente si va a sbirciare, a vedere chi è l’editore, le copie vendute prima e dopo, ecc ecc!!

  • Di Stella (---.---.---.114) 16 ottobre 2009 12:56

    Grazie per la rettifica del termine "cazzata", ma tu non avresti usato quel termine.
    Cmq nonm i riferivo ad Agoravox quando notavo che non si puo’ essere dissensienti che si viene praticamente insultati..e non mi riferisco al mio commento, ma agli altri...
    Io, semplicemente, credo che Pisani non abbia detto una cazzata e che abbia avuto un gran coraggio nel dire quella cosa.
    Io non credo nel fatto che la scorta servi a Saviano.
    Constato che il suo libro ha venduto piu’ di un milione di copie e conosco PERSONALMENTE giornalisti che hanno fatto NOMI, che hanno fatto inchieste, che hanno denunciato, che sono stati minacciati, ma che la scorta non l’hanno avuta.
    Saviano, a parer mio, non solo non ha scoperchiato nessuna pentola, ma non ha reso nemmeno un servizio pubblico.
    Dicono che ha molitato le coscienze.
    Io sono di Napoli e tutte queste coscienze non le ha molitate, i fatti sono sempre quelli perchè si è scelto politicamente che così deve essere per quella città...ma non posso divulgarmi oltre...
    La collusione tra criminalità organizzata e imprese e Stato è stata se non totale...quasi e perchè non libro non si menzionano le responsabilità dei vari Commissariati per l’emergenza rifiuti? Perchè non si menzionano le imprese che gestivano apertamente e con il beneplacito dello Stato i rifiuti industriali e non senza che avessero la certificazione antimafia?
    Il problema in Italia non è la mafia, ma la collusione tra le organizzazioni criminali tipo quella dei casalesi e pezzi dello Stato.
    I gruppi porgnaizzati criminali spesso sono il braccio armato e coloro che guadagnano insieme allo stato..ed è realtà....non fantascienza...
    Dove è scritto in Gomorra?
    A chi ha dato fastidio il signore in questione???
    Con tutto il rispetto pe ril tuo articolo e per le tue idee.
    Saluti.

    • Di Francesco Raiola (---.---.---.192) 16 ottobre 2009 13:26
      Francesco Raiola

      No forse non è chiaro il concetto. Prima di tutto che senso ha dire che nel libro bisognava parlare di questo o di quest’altro? Cioè veramente non capisco. Scusa ognuno scrive il libro che vuole! Cioè se io domani decido di scrivere un libro sulle gang della periferia di Verona, ci sarà sempre qualcuno che mi dice col dito alzato: "eh vabbè però l’edilizia a Verona...". Si chiama Benaltrismo. Non si può parlare di tutto lo scibile, quando scrivo un libro faccio una scelta. Scelgo tra tutto lo scibuile di cui posso parlare e parlo di quell’argomento.

      Tu parti dal presupposto che Saviano volesse fare servizio pubblico. Sbagliato. Saviano voleva raccontare delle cose. Tutti i discorsi che fai sono ovviamente legati al post Gomorra, ma tutto quello che è successo non lo si sapeva prima di scrivere il libro. Ripeto Mondadori (MONDADORI) aveva stampato 5mila copie...

      "Io non credo nel fatto che la scorta servi a Saviano". Lavori nei servizi? fai parte dell’Ucis? Fai parte di chi deve scegliere a chi dare la scorta? Pensi che Saviano sia un raccomandato? Credi che ci possano essere raccomandazioni per questa cosa?

      Pisani, ricorda, ha detto che secondo lui (e non secondo altri, come abbiamo letto) quattro anni fa non c’erano le condizioni. Vorrei capire se sarebbe dello stesso avviso adesso.

      "Constato che il suo libro ha venduto piu’ di un milione di copie e conosco PERSONALMENTE giornalisti che hanno fatto NOMI, che hanno fatto inchieste, che hanno denunciato, che sono stati minacciati, ma che la scorta non l’hanno avuta.". Ok il libro ha venduto (4 milioni nel mondo, giusto per dire che, insomma, forse un bel po’ di gente non sapeva veramente), e anche io conosco PERSONALMENTE giornalisti che hanno fatto i NOMI, e anche io sono di NAPOLI, ma non capisco qual è il punto. E’ colpa di saviano? E la domanda non è retorica!

      "Saviano, a parer mio, non solo non ha scoperchiato nessuna pentola, ma non ha reso nemmeno un servizio pubblico". Parere leggittimo, che viene da una persona che vive a Napoli. Chi vive a domodossola probabilmente non si era mai posto il problema. E anche a Napoli conosco persone che non sapevano. La storia del "sapevano tutti" è veramente veramente stantìa. Sempre le solite critiche, mai che si entri nel merito. La Mondadori, tutti sapevano, perchè ha parlato di quello e non di quell’altro, etc etc etc.

      In più per l’ennesima volta, Saviano è UNO SCRITTORE, non un inquirente, UNO SCRITTORE (odio usare i maiuscoli, ma mi prendo questa libertà che ti sei presa/o anche tu).

      A chi ha dato fastidio? Beh chiediamolo a chi gli ha assegnato la scorta. Né io né tu possiamo saperlo.

    • Di Francesco Raiola (---.---.---.192) 16 ottobre 2009 14:12
      Francesco Raiola

      Ovviamente è legittimo, con una "g"

  • Di stella (---.---.---.207) 16 ottobre 2009 21:05

    No, Francesco, scusa se proseguo, io non intendo demolire un’opera letteraria perchè non ho simpatia per lo scrittore, cosa, tra l’altro, non vera. Saviano non lo conosco, l’ho sentito poche volte e mi è veramente indifferente come persona.
    Io critico il ruolo che lui stesso si è dato...tu dici non si puo’ dire ad uno scrittore che avrebbe dovuto inserire questo o quel contenuto, ma non è questo il punto!
    Il punto è che lui, con le sue parole, e le persone, con le parole che hanno utilizzato, hanno evidenziato in lui quest’aspetto sociale....
    Io dico che quel libro non contiene degli "scandali", nel senso che non vi sono in esso dei contenuti tanto scandalistici o dirompenti da far diventare lui un uomo in pericolo di vita.
    Io contesto il personaggio pubblico ed il clamore e, ripeto, non per una antipatia indiscriminata, ma perchè ciò che diventa pubblico è automaticamente piu’ visibile e valutabile.
    il ruolo di persona che vuole sensibilizzare le masse, il ruolo morale nel quale lui si è calata, in genere, io lo ritrovo in persone che hanno una diversa statuta e dei contenuti piu’ radicali.
    ce ne sono tante di persone pubbliche che stimo, non sono una prevenuta o inacidita....
    Lui parla della situazione campana, parla della questione legata ai rifiuti e gli si riconosce il merito di aver fatto sapere, ecco la mia critica si aggancia a questo punto...ritengo che manchino realmente quei contributi che gli si attribuiscono e ritengo anche che lui avrebbe potuto inserirli, così come ha inserito tante notizie e non vi sono dubbi sul fatto che lui era a conoscenza delle situazioni di cui parlo.
    Io critico il clamore mediatico e, soprattutto, non mi sono mai spiegata il motivo per cui gli fu affidata la scorta...
    Qui ci sono tanti combattenti che non ce l’hanno la scorta......
    Inoltre mi sono agganciata a questo post ed ho espresso la mia perchè la testimonianza di Pisani avvalora questa mia convinzione, Pisani e la squadra mobile avevano il compito di verificare se ci fosse bisogno realmente della scorta, avevano il compito di indagare sulla veridicità o sull’esistenza delle minacce e lui valutò che non vi era pericolo....
    Perchè allora non fu ascoltato?
    Ecco, questa la mia opinione, quanto io penso sia vicino al vero, poi è probabile che mi sbagli, ma non credo che il fatto di avere opinioni diverse sia di per sè una condizione che possa portare alla mancanza di rispetto.
    Chiaramente non mi rifersico alla tua risposta che, seppur accalorata, non è irrispettosa.
    Rinnovo i saluti.

    • Di Francesco Raiola (---.---.---.192) 17 ottobre 2009 11:25
      Francesco Raiola

      Beh non posso che ringraziarti per la discussione. Abbiamo, su questa storia, due visioni differenti, ma va bene così ci mancherebbe.
      Però continuo a non capire un paio di cose. Dici "Perchè allora (Pisani) non fu ascoltato?", beh forse perchè Pisani era solo uno di quelli che doveva dare un parere. Gli altri evidentemente non la pensavano così. Comunque la giro a te. Come mai non fu ascoltato?
      E ripeto, possiamo stare anni a parlare del Saviano mediatico, ma credi veramente che sia stato costruito? Te lo domando sinceramente. Io credo che a un certo punto (come poi ha ammesso lui stesso) ha cominciato a servirsi (forse questo mio termine è sbagliato, ma tanto ci capiamo) dei media, per proteggersi. Insomma l’ha ammesso lui stesso.
      Comunque credo che nessuno voglia convincere nessuno (sarebbe stupido), è bene perà che civilmente ci siano qui opinioni differenti. Chi vuole se ne farà una sua opinione.
      Grazie
      Ciao
      Fra

    • Di italien (---.---.---.123) 17 ottobre 2009 22:07
      Io ricordo che venivano, nel 2006, ricercati individui non certo raccomandabili per la loro ragionevolezza. Ricordo che sotto una statua di San Pio, di recente, è stato scovato un arsenale degno di un esercito regolare. Meglio non lasciare senza difesa un uomo non limitatosi a guardare e a sentire, in silenzio, in un territorio dove alcuni vanno in giro ad ammazzare, per futili motivi(Cavalli è sottotutela “reo” di sbeffeggiarli, per lesa maestà.); cantando e mangiando e preoccupandosi solo delle scarpe rovinatesi durante “l’esecuzione”. Saviano ha ferito (strano il loro concetto d’onore e rispetto) i delinquenti nell’orgoglio, non ne ha accettato le regole, dichiarando pubblicamente i motivi della disobbedienza: la Campania, non è loro proprietà, non è a loro uso e consumo. La sfruttano indebitamente e perciò dovrebbero andarsene altrove. Pure Falcone e Borsellino ritenevano importante parlare di mafia per contrastarla e Saviano non è solo“Gomorra”: penso a Eluana, alla strage di Kabul, alla sua capacità di critica letteraria ecc. Anche l’allarme di Biagi è stato considerato eccessivo e l’esito lo abbiamo visto tutti. Saluti.
  • Di (---.---.---.74) 17 ottobre 2009 11:15

    Per esperienza personale più che vi agitate e vi mostrate risentiti e più che si incrementa la polemica...
    Capire il motivo di tanti attacchi? (Si chiede l’autore dell’articolo)
    La questione "Gomorra" si è spostata su un piano esclusivamente politico, ormai.
    Inizialmente non era così. A contribuire a rendere Saviano l’eroe di sinistra per eccellenza è stata la manifestazione sulla libertà di stampa a Roma.
    L’opinione pubblica si è inevitabilmente spaccata: la destra e la sinistra. Come sempre del resto. Non si riesce a trovare un piano comune neanche su tematiche simili.
    Cmq non se la dovrebbe prendere più di tanto. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Non verrà privato della scorta, anzi la polemica è servita a rafforzare le misure di sicurezza. E poi nessuno avrebbe il coraggio di fargli mancare la scorta. Mettiamo il caso accadesse davvero qualcosa, nessuno vorrebbe trovarsi in condizione di essere additato come colpevole della tragedia.
    Personalmente non capisco la polemica sul programma di protezione, quando anche i pentiti (spesso per comodità) ne usufruiscono largamente.
    Potrei mettermi, allora, a far polemica anche io. "Perchè lo Stato si preoccupa più dell’incolumità di tal pentito che della mia?" "Perchè si considera attendibile la dichiarazione di un mafioso, con trentanni di galera alle spalle, e non la mia?" Ma lasciamo perdere...sarebbe come combattere con i mulini a vento.
    In questo momento sembra che Saviano, come una calamità, attiri correnti d’ira provenienti da varie direzioni. In realtà chi tratta certi temi o chi opera in certi ambiti, subisce medesimo trattamento.
    Essendo Saviano un personaggio pubblico è tutto amplificato. Altri sono offesi costantemente ed incolpati di cose assurde dietro le quinte, alle volte non hanno possibilità di replica. O quando replicano non hanno il sostegno che ha Saviano.
    Quindi che se ne faccia una ragione, non c’è successo senza polemica. Non c’è esposizione senza rischio.

  • Di (---.---.---.44) 17 ottobre 2009 11:29

    E poi Saviano dovrebbe chiarire le fonti della sua ricerca. C’è chi dice che ha scritto cose risapute ed al contempo si chiede come ha reperito alcuni dei particolari narrati.
    Sarà andato a leggere gli atti dei processi, sarà andato a chiedere informazioni a Casal del Principe. E che lo dica una volta per tutte. Che spieghi nel dettaglio come si è svolta la ricerca.

  • Di Stella (---.---.---.114) 21 ottobre 2009 13:48

    Ciao Francesco,
    sì, credo che sia stata costruita e che si sia cavalcata l’onda da piu’ parti.
    Costruita anche per questioni di marketing.
    Un caro saluto a te.
    Pisani dirigeva la squadra mobile alla quale era stata delega di verificare se ci fossero le condizioni.
    Era lui il responsabile.

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