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Di Pietro/Napolitano: come distogliere l’attenzione dall’accordo Letta-Veltroni

Come ti costruisco una notizia che non c’è. E intanto ne copro altre ben più pericolose per lo status quo. Il manuale Capezzone.

Esplode il caso “Antonio Di Pietro insulta Napolitano”. Oggi è su tutti i giornali, ieri i tg riportavano le fibrillazioni delle istituzioni. Tutto l’arco costituzionale ha stigmatizzato le parole del Tonino nazionale. Perfino qualcuno del suo partito ha traballato davanti all’offensiva mediatica. Abbiamo visto di peggio, direte. Vero, verissimo. Però c’è un dettaglio. Un nonnulla. Uno spiffero che rischia di far crollare il castello di titoloni, lanci di agenzia, servizi e dichiarazioni in libertà. Il problema è che Di Pietro non ha attaccato Napolitano.

Andiamo a vedere esattamente quello che ha detto ieri a Piazza Farnese Di Pietro: "Signor Presidente, ancora una volta ci stanno facendo lo scherzo di Piazza Navona. Io penso che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto manifestare. Si può non essere d’accordo su quel che abbiamo fatto e stiamo facendo... Ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che ciò che fanno determinate persone non ci convince? E possiamo permetterci, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d’accordo su alcuni suoi silenzi? (applausi e fischi) Possiamo permetterci o no? O siamo degli eversivi? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l’arbitro, che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzi, lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, noi abbiamo un senso delle istituzioni, noi vogliamo essere tranquilli". Poi ha proseguito per un minuto sui silenzi dei media e ha pronunciato le seguenti parole: “Perché non c’è possibilità di manifestare, senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d’accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, non siamo d’accordo sul fatto che si criminalizzano le persone che fanno il loro dovere, non siamo d’accordo sull’oblio che le istituzioni hanno sui familiari delle vittime (...) Lo possiamo dire o no? Rispettosamente. Ma il rispetto è una cosa, il silenzio un altro. Il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso”.



Notare, che Di Pietro aveva cambiato interlocutore
. E che nel periodo precedente, quello dedicato a Napolitano, non avesse attaccato il Presidente della Repubblica quanto qualche solerte funzionario di Polizia (pare che sia intervenuto addirittura il questore di Roma in persona a dare l’ordine) che aveva fatto rimuovere uno striscione di un gruppo di sostenitori di Grillo che riportava la frase “Napolitano dorme, il popolo insorge”.

Come è evidente dalla trascrizione letterale dei brani dell’intervento incriminati dall’intero panorama dei media nazionali, il caso di fatto non esiste. Eppure è l’apertura di praticamente tutti i media nazionali.

A confezionare il pacchetto a Di Pietro chi è stato? Repubblica, nonostante si sia allineata al coro, una mezza ammissione, un barlume sui retroscena dell’operazione, li fornisce. Leggiamo a pagina 7: “Pochi istanti bastano a Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia, che come si sa vive la sua vita collegato al telpress giornalistico per domandare scandalizzato: silenzio mafioso del Quirinale? Da qui la pioggia di riprovazioni". Che Capezzone fosse un abile confezionatore di “versioni probabili”, e un ottimo ufficio stampa, lo avevamo capito da tempo. Qui, però, ha battuto se stesso. Tecnica e tempismo. Capezzone sa che sono fondamentali. Era necessario, per come stava andando il movimento del flusso di informazioni mediatiche della giornata, distogliere l’attenzione.

Soprattutto quando stanno circolando in rete le prime agenzie relative alla manifestazione, le accuse di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso nel 1992, e soprattutto per far scivolare “nelle pagine interne” (distogliere l’attenzione) la vera notizia della giornata, ovvero l’accordo fra Gianni Letta e Walter Veltroni sullo scambio legge elettorale per le europee con sbarramento al 4% in cambio di “una corsia preferenziale” per i ddl del governo (riforma della giustizia, intercettazioni e cda Rai).

Tanto di cappello a Capezzone. Obiettivo raggiunto.


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Commenti all'articolo

  • Di silvietta (---.---.---.86) 29 gennaio 2009 13:19

    Ringrazio l’autore dell’articolo, è stato l’unico x quanto mi è consentito sapere (ho scorso tutti i maggiori quotidiani on line ieri) che abbia evidenziato la manipolazione del fatto correttamente x come l’avevo interpretato leggendo appunto lo stralcio del discorso riportato da Repubblica (che pure però, x poter stare da tutte le parti e partecipare comunque alla bagarre sensazionalistica che, si sa, fa vendere copie, nonostante il testo riportato evidenziasse il contrario, decideva di contraddirsi al suo interno e nel titolo avallando la tesi delle offese). 
    Il grado di manipolazione dell’informazione a cui tutti ma proprio tutti (anche quelli che pensavi avrebbero resistito sempre ad arbiter del sistema) stanno collaborando è diventato ormai intollerabile. La notizia di ieri ne è un drammatico esempio.
    Perciò ancor più ringrazio questo giornale di esistere e di dare spazio senza timidezze alla verità. un piccolo angolo in cui respirare.
    Grazie infinite

    Vs redattore Silvietta

  • Di (---.---.---.39) 29 gennaio 2009 14:02

    di solito questi articoli vengono elusi dai motori di ricerca (non so come)
    controlla e primo poi vedrai che non ci sarà piu nenache questo
    un garzie a pietro orsatti
    pubblicizzero il tuo articolo il piu possibile

  • Di alfredo (---.---.---.50) 29 gennaio 2009 17:25

    Italia dei Valori, l’unico partito di gente onesta, il terrore di Berlusconi e degli altri compagni di merenda.

  • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.2) 29 gennaio 2009 18:09

    prendo in considerazione il testo da te riportato Pietro.
    l’onorevole Di Pietro prima dice "E possiamo permetterci, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d’accordo su alcuni suoi silenzi?" poi più avanti dice, "Ma il rispetto è una cosa, il silenzio un altro. Il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso”.
    Ora trovi così pretestuoso e diffamatorio dire che questo è un violento attacco contro Napolitano perchè insinua che il garante della costituzione abbia comportamenti mafiosi?
    Io trovo che l’onorevole Di Pietro abbia commesso un grosso errore politico e che non sia la stampa ad averlo diffamamto per nascondere la verità ma lui ad aver sbagliato a dire queste cose sul capo dello stato.
    Se io dico di te che tu usi il silenzio e poi che il silenzio è mafioso tu che pensi del mio discorso?
    Bisogna riconoscere quando si parla in modo errato di aver sbagliato e così crolla anche l’iniziativa altrui.
    Quanto poi che tutto quel che succede in Italia sia una macchinazione di Berlusconi e dei suoi trovo che sia un parere eccessivo, privo di fondamento e soprattutto sbagliato perchè trasforma Berlusconi in una sorta di deus ex machina onnipotente. Infine il titolo del tuo pezzo allude ad un accordo Letta Veltroni.
    Allidi forse all’accrodo sullo sbarramento al 4% nelle europee?
    Bene se si io faccio parte di quella grande maggiornza di italiani che ritiene sacrosanto lo sbarramento elettorale perchè i piccoli partiti sono una complicazione dell’inefficiente sistema politico italiano e dunque Veltroni ha fatto benissimo.


    • Di Francesco Rossolini (---.---.---.185) 29 gennaio 2009 18:37
      Francesco Rossolini

      L’errore di Di Pietro è di forma e non di sostanza.
      Comunque ottimo articolo.

    • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.2) 29 gennaio 2009 18:45

      Che vuol dire di forma e non di sostanza?
      Spiegati meglio, fammi capire.

    • Di Francesco Rossolini (---.---.---.185) 29 gennaio 2009 19:21
      Francesco Rossolini

       Il modo e le espressioni che Di Pietro ha utilizzato per chiedere più partecipazione e decisone al Presidente della Repubblica sono sbagliati mentre la questione rimane corretta.

      Avrebbe dovuto semplicemente esortare il Presidente ad una maggiore partecipazione all’attuale travagliata vita politica del Paese ma contestualmente avrebbe dovuto utilizzare una forma lessicale che non desse luogo a fraintendimenti.

      Quindi ecco perché ritengo che l’errore sia nella forma e non nella sostanza. 



       

    • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.2) 29 gennaio 2009 19:38

      il vero punto del contenzioso riguarda, e Di Pietro lo dice esplicitamente, il fatto che Napolitano abbia firmato il lodo Alfano.
      Ora, come ben sai, quella legge è stata approvata dalla camera e dal senato.
      Il presidente della repubblica avrebbe potuto rinviarla alle camere, come fece Scalfaro e solo Scalfaro nella storia della repubblica.
      La legge prevde che se le camere approvano per la seconda volta la legge rinviata allora il presidente deve firmare perchè la nostra è una repubblica parlamentare e non presidenziale.
      Dunque Napolitano ha deciso di non stressare le istituzioni sottoponendole ad uno scontro violento dove lui stesso diventava una delle parti in causa.
      Come ricorderai Napolitano è stato eletto soltanto dall’Ulivo e sarebbe stato facile per Berlusconi definirlo un presidente di parte che si prestava a lotte politiche.
      Questo avrebbe drammatizzato il quadro politico e Napolitano è un uomo che cerca sempre di creare un clima collavborativo per quanto possibile.
      Dunque ha scelto di non immischiarsi nella politica diretta e, secondo me, ha fatto bene.
      La si può pensare differentemente: è legittimo e comprensibile.
      Ma di qui a dire che ha comportamentio mafiosi, suppur attraverso il sofismo del silenzio, ce ne passa.

    • Di Francesco Rossolini (---.---.---.185) 29 gennaio 2009 20:05
      Francesco Rossolini

       "La si può pensare differentemente: è legittimo e comprensibile.
      Ma di qui a dire che ha comportamentio mafiosi, suppur attraverso il sofismo del silenzio, ce ne passa."

      In questi termini non posso che concordare con te. Io ero partito dal presupposto (opinabile) che la questione dell’allusione al comportamento mafioso non fosse un sofismo ma uno strafalcione. 

      Comunque non sfuggirò alla questione, qualora tale allusione fosse stata voluta e premeditata allora in tal caso il comportamento di Di Pietro dovrebbe essere giudicato come inqualificabile. 

    • Di Fabio Barbera (---.---.---.37) 30 gennaio 2009 11:11

      Perché ce l’hai tanto con DiPietro? Me lo sono chiesto anche su altri post: ti ha rigato la macchina?

      In ogni caso, come scrissi su facebook all’Orsatti, è assurdo che ogni volta che si dice qualcosa sul papa (la guzzanti quest’estate) o sul presidente della repubblica (dipietro in piazza farnesina, ma come scrive Pietro in questo articolo non era rivolto neanche a lui) monta il casino... perché è solo il modo piu facile e veloce di distogliere l’attenzione della massa dai veri problemi! L’argomento era la giustizia e i vari giordano, fede, belpietro, capezzoni-capezzoloni sono riusciti con nulla a spostare il discorso su nulla! Ma quello che dice dipietro è vero: il silenzio è mafioso e io penso che un presidente della repubblica che non interviene a difesa della giustizia (non interviene su niente a dire la verità sto vecchio, è una mummia) è una carica che ha perso potere, una carica simbolica,anestetizzata,svuotata violentemente. Quanta nostalgia per presidenti come Scalfaro che almeno dicevano "Io non ci sto!".

      Il regime è pronto, gustiamocelo. La cosa buona almeno è che gli italiani si stancano presto anche dei dittatori (anche se li votano, il loro interesse dura poco e sono subito pronti a rinnegare anche di averli votati).

      Fab

    • Di Elia Banelli (---.---.---.59) 30 gennaio 2009 11:49

      Si continua ancora a mistificare, a prendere pezzi del discorso e unirli tra loro ignorando il contesto.
      Inizialmente Di Pietro ha parlato del silenzio di Napolitano, dopo ha cambiato oggetto del discorso, riferendosi allo striscione rimosso e alla piazza:
      "Perchè non c’è possibilità di manifestare, senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d’accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, non siamo d’accordo sul fatto che si criminalizzano le persone che fanno il loro dovere, non siamo d’accordo sull’oblio che le istituzioni hanno sui familiari delle vittime (...) Lo possiamo dire o no? Rispettosamente. Ma il rispetto è una cosa, il silenzio un altro. Il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso".

      Il rispetto del presidente della Repubblica è una cosa, il silenzio dei cittadini è un’altra.
      E’ questo il senso chiaro del discorso.
      Perchè il signor Pellegrini vuole continuare a rivoltare i fatti?
      E poi le sembra normale che stiamo continuando a discutere di quelle frasi e continuamo a ignorare il senso della manifestazione, a difesa dei magistrati di Salerno, organizzata dalla Associazione Nazionale familiari vittime della mafia? E’ informazione questa?

    • Di ABNormal (---.---.---.236) 31 gennaio 2009 23:31

      con il dovuto rispetto, Rocco manipolare le frasi è roba sporca assai, in alcun modo giustificabile.
      se io dico:
      "io, fesso matricolato, non capisco più te", modo per dire semplicemente della mia perplessità sui tuoi modi,
      e tu metti sul giornale che dico
      "io non capisco più te, fesso matricolato" gridando che ti ho attaccato con ingiurie, non puoi dire che io ho sbagliato a dire qualcosa. il bastardo è chi taglia, spezzetta e ricompone le frasi dette fino ad ottenerne una nuova, di significato inedito e mai espresso.
      Di Pietro ha detto la prima parte della frase (quella su Napolitano) e la seconda (quella sul "silenzio mafioso") con vari minuti di distanza e varie argomentazioni. il tagliarle via è un lavoro da bastardi. quella di diffonderla acriticamente su tutti i media (possibile che nessun giornalista abbia capacità di elaborazione di quanto ascoltato?) è poi un indecente dimostrazione di una categoria professionale oramai piegata a 90° al servizio di una banda di ladri di democrazia.

    • Di ABNormal (---.---.---.236) 31 gennaio 2009 23:45

      sempre a Rocco:
      "Allidi forse all’accrodo sullo sbarramento al 4% nelle europee?
      Bene se si io faccio parte di quella grande maggiornza di italiani che ritiene sacrosanto lo sbarramento elettorale perchè i piccoli partiti sono una complicazione dell’inefficiente sistema politico italiano e dunque Veltroni ha fatto benissimo."
      dimentichi che qui si parla della competizione europea, dove gli equilibri dei gruppi si formano dalla somma delle realtà nazionali...
      per dirla più elementarmente: i verdi che qui possono strappare un rappresentante, se possono essere uno scomodo intralcio (sorvolo sulla validità del ragionamento alla base di ciò) a livello nazionale, in europa lo porterebbero in un’assemblea dove magari GREEN/GRUN, grazie alla diversa rappresentatività in germania, danimarca, olanda.... sono un gruppo significativo e numeroso (stesso dicasi per altre formazioni ovviamente).
      guardare le europee con una visione (discutibile a mio giudizio) provinciale non ha alcun valore se non quello di levare spazi ovunque e comunque a forze che in italia si preferisce massacrare: un solo rappresentante sopravvissuto ovunque è una dimostrazione di vita che non si vuole concedere.
      IMHO

    • Di Pancrazio (---.---.---.207) 1 febbraio 2009 09:41

       Mi spiace ma sei fuori strada, sul discorso di Di Pietro. Ascolta con più attenzione, senza pregiudizi e vedrai che cambierai idea. Sono pienamente d’ accordo sullo sbarramento del 4%. Dovrebbero raggrupparsii. Soprtutto perche ci sono molte persone degne di fiducia. diversamante di tanti che siedono oggi, a sproposoto nel parlamento italiano ed europeo.
      Cordialmente:

    • Di Gianluca D’Incà (---.---.---.214) 1 febbraio 2009 12:07

      Il contenuto dell’’intervento di Di Pietro è stato pretestuosamente alterato: è evidente che i due periodi sui "silenzi" si riferivano a soggetti diversi. L’associazione Napolitano/mafioso è un paralogismo, sfruttato ad hoc mediaticamente. Sarebbe il caso di ascoltare gli interventi completi, non il taglia e cuci: anche se, purtroppo, siamo ormai nell’era del virgolettato, estrapolato dal contesto.

    • Di carlino (---.---.---.57) 1 febbraio 2009 14:38

      Sig.Pellegrini,non cerchi il pelo nell’uovo.Non si accorge di avere un travone grande come una casa davanti agli occhi?Oltre a stare a sindacare le parole del discorso di Di Pietro,ha seguito tutto il contesto?Si è dovuta spostare la manifestazione da una piazza all’altra,perchè non si può più manifestare civilmente in ogni piazza dove ci sia una chiesa(quasi tutte).Nessun giornale ,nessuna tv aveva fatto il benchè minimo accenno alla manifestazione.E’ stato sequestrato uno striscione a dei ragazzi:un atto di forza contro la democrazia di poter dire pacificamente quello che si pensa.Ma le parole di Salvatore Borsellino non le hanno detto niente?Dubito che lei sia andato sul sito di Beppe Grillo a sentirsele o a leggerle....I delitti per le stragi di mafia ancora impuniti Le dicono niente?Le auguro di aprire gli occhi prima,la mente poi....Auguri

  • Di Paolo Praolini (---.---.---.246) 29 gennaio 2009 18:52

    Non ho potuto seguire il discorso di Di Pietro, ma questa realtà e’ sconcertante!
    Leggendo tutti i titoli dei maggiori quotidiani, la realtà è mistificata.
    E’ un avvenimento da tenere come riferimento, ci vogliono bendare gli occhi!
    Oggi milioni di italiani sentitisi coinvolti nell’attacco al Presidente hanno stramaledetto Di Pietro.
    In questo momento il ruolo di AV ribalta il 90% dell’informazione nazionale.
    Bravo Pietro.

  • Di Pietro Orsatti (---.---.---.220) 29 gennaio 2009 19:21
    Pietro Orsatti

    Voglio specificare un po’ di cose.
    1. la prima è che non sono un sostenitore di Di Pietro e tantomeno di Beppe Grillo e che ero a Piazza Farnese per fare il mio lavoro da cronista. Tanto per intenderci sto seguendo con attenzione lo scontro fra Salvatore Borsellino (presente alla manifestazione che era stata convocata dall’Associazione familiari delle vittime di mafia) e Nicola Mancino, vice presidente del Csm e ministro degli interni all’epoca della strage di via D’Amelio. Ero lì per quello. E quindi ho avuto la possibilità di ascoltare direttamente il discorso di Di Pietro, che comunque potete trovare ormai su decine di siti in video e audio in versione integrale.
    2. Quando ho letto le prime agenzie, tornato in redazione, sull’attacco di Di Pietro a Napolitano ho pensato di essermi distratto, perché non lo avevo sentito dire quello che secondo tutti aveva detto.
    3. Ho riascoltato l’intervento cercando il nesso.
    4. Il nesso lo si ottiene solo attraverso una forzatura (se non una manipolazione). Di Pietro si rivolge a Napolitano in apertura di intervento appellandosi a lui sulla questione "libertà di espressione" dopo che aveva appreso che era stato fatto chiudere uno striscione di un gruppo di grillini con la scritta "napolitando dorme, il popolo insorge". C’è l’accenno critico sul mancato blocco del lodo Alafno, poi Di Pietro cambia discorso e attacca non Napolitano, ma Berlusconi, Dell’Utri e Alfano (sulla relazione semestrale al parlamento), la stampa e la televisione e l’opinione pubblica (da qui "il silenzio")
    5. la frase «il silenzio è mafioso» è stata pronunciata in relazione a questo passaggio dell’intervento. Estrapolarla e riallacciarla (come hanno fatto tutti i media che si sono accodati al flusso delle agenzie di stampa) all’attacco è una forzatura.
    6. Di Pietro sarà pure "inelegante" e "irrituale", ma con il suo passato di poliziotto e magistrato ha piena consapevolezza di quello che è il reato di "vilipendio".
    7. verificando il flusso delle agenzie, seguendone la cronologia, ho trovato (come lo ha trovato anche un redattore de La Repubblica che però lo ha spalmato nel pezzo) l’intervento di Capezzone. Capezzone è un abile ufficio stampa, già direttore dell’agenzia Il Velino, e soprattutto è il portavoce di FORZA ITALIA.
    8. Che la notizia del giorno fosse l’accordo Letta Veltroni sulla legge elettorale lo sanno anche i sassi. Guarda caso la notizia, sommersa dalla polemica su Di Pietro, è praticamente scomparsa.
    9. E’ un fatto che gran parte della stampa nazionale (e le televisioni) siano ripartite (anche se in maniera sbilanciata) fra l’aria di influenza del Pdl o del Pd. Repubblica e Corriere compresi.
    10. Non era mia intenzione difendere Di Pietro. Da quello che vedo sa farlo benissimo da solo. Ho solo riportato un caso (eclatante) di manipolazione dell’informazione. Manipolazione che ormai è diventata esercizio quotidiano in questo nostro Paese ex Bel.



  • Di mabo (---.---.---.164) 29 gennaio 2009 19:35
    Scusate ma dissento dall’interpretazione di Rocco Pellegrini e propendo , invece per quella di Francesco Rossolini in quanto ritengo Di Pietro una persona semplice e si sa che le persone come lui hanno una qualche difficoltà ad articolare discorsi linguisticamente perfetti; ma non è uno stupido è conosce bene le regole istituzionali, forse molto più di tanti “oratori” nulla dicenti.
    Complimenti a Pietro Orsatti
    Un saluto.
    Mauro Bonaccorso.
  • Di Gloria Esposito (---.---.---.92) 29 gennaio 2009 21:00

    L’articolo è perfetto.Per chiunque abbia sentito alla manifestazione o su youtube l’intervento di Di Pietro non possono non balzare agli occhi le mistificazioni prodotte ad arte dai media per rendere ancora una volta plausibile l’idea irreale che l’IDV sia un partito eversivo che sputa sulle istituzioni.
    Di Pietro si riferiva al silenzio "che è tipico dei mafiosi"e in generale al fatto che il Capo dello Stato troppo volte è stato a guardare senza battere ciglio le varie porcate fatte in Parlamento come il lodo Alfano.
    Inoltre,Travaglio ha letto le parole di Napolitano formulate dopo 24 ore dal sequestro delle carte delle indagini di "why not "da parte dalla procura di Salerno nei confronti di quella di Catanzaro,che esprimevano inquietudine per i nuovi scenari della giustizia(inquietudine di che e di chi visto che l’atto di sequestro della carte di Catanzaro è legale come ha dimostrato il tribunale del riesame?!!!!Mah).A conclusione NApolitano ha detto che si sarebbe fatto dare le carte per entrare nel merito della faccenda:che cosa?Mi sbaglio o non spetta a lui giudicare in merito?
    Cioè scherziamo?Mo tutti dobbiamo essere d’accordo con il comportamente del Presidente della Repubblica(tra l’altro un po’ strano?)?
    Ma chi lo ha detto ?Fortunatamente c’è ancora il diritto di esprimere le proprie opinioni tra l’altro scusatemi ma Capezzone.....davvero continuiamo a pagarli lo stipendio?Se ne andasse a casa,per favore...e lo stanno pure a sentire i mass media asserviti....

  • Di Sergio Mazzanti (---.---.---.56) 29 gennaio 2009 23:01

    Sono tutt’altro che un sostenitore dell’Italia dei Valori, che si è dimostrata molto scorretta nel non rispettare il volere degli organizzatori, sventolando DURANTE TUTTA LA MANIFESTAZIONE le proprie bandiere.
    Denuncio però l’ennesima vergognosa manipolazione da parte dei media, che hanno volutamente piegato il discorso di Di Pietro a quello che volevano loro. Complimenti per l’articolo.
    Volevo però aggiungere altre due "mancanze" mediatiche: molti mezzi di informazione hanno presentato la manifestazione come organizzata da IdV, quando invece hanno aderito successivamente.
    Altra "mancanza" è il quasi totale oblio dell’altra lista nazionale presente, Per il Bene Comune, che ha aderito all’iniziativa anche prima di IdV e Grillo e la cui presidente Monia Benini ha fatto un ottimo intervento applauditissimo, nonostante fosse stato l’ultimo della giornata (prima dei saluti di Sonia Alfano e Serenetta Monti).

  • Di Daniele (---.---.---.128) 30 gennaio 2009 08:11

    Di Pietro ha ragione!
    Analizziamo quello che è successo, una persona si presenta alla manifestazione con uno striscione che citava “Napolitano dorme, il popolo insorge”, ora io non ho vissuto ai tempi della dittatura, ma quando arriva la polizia e ti sequestra lo striscione questo io lo chiamo censura, come fa la migliore delle dittature tu non puoi dire o fare nulla se non lo vogliamo noi. E Di Pietro ha detto che "Il silenzio di Napolitano è mafioso" e dove sta la polemica? e l’offesa? ha detto solo la verità infondo il nostro Presidente della Repubblica è una vittima mafiosa, infatti le vittime mafiose non parlano per paura. Ma di chi potrà aver paura il Presidente della Repubblica? questo io mi domando, se persino la persona più importante ha paura cosa devono provare i cittadini normali quelli che si alzano alle 5 del mattino per andare in fabbrica a lavorare.
    In Italia esiste un informazione di regime questo è vero, chi dice che non lo è o mangia nello stesso piatto o non è informato oppure ha paura persino di pensare una cosa simile, ma è e rimane la verità. Non un solo giornale p telegiornale ha riportato i vari commenti e le varie denunce che sono state fatte nella piazza si sono accaniti su una frase che nulla ha di provocatorio, per nascondere le denunce fatte e meno male che Di Pietro ha detto una frase del genere altrimenti neanche ne avrebbero data notizia della manifestazione, solo chi si informa qui sulla rete lo avrebbe saputo e chi abita in quella piazza.

    • Di Elia Banelli (---.---.---.59) 30 gennaio 2009 11:57

      Al di là di tutto Di Pietro non ha mai detto "il silenzio di Napolitano è mafioso", nel discorso si è riferito alla piazza ed ai cittadini, perchè nella frase afferma che il rispetto che si deve al Presidente della Repubblica è una cosa, e l’Italia dei Valori ce l’ha, ma i cittadini non possono in nome del rispetto stare zitti e avvallare decisioni che non piacciono.
      Certo Di Pietro non è il massimo della limpidezza e chiarezza di linguaggio, ma per chi vuole interpretare le parole, senza malafede e senza mistificazioni, il senso è evidente.

  • Di damiano (---.---.---.155) 31 gennaio 2009 20:02

    Berlusconi disse, quando fu eletto Napolitano, che "era comunista e dunque non imparziale", di Scalfaro disse che era "eversivo", sgarbi o bossi, non ricordo, disse che Scalfaro era "una scoreggia fritta"...e altri..

    questi sono casi di vilipendio reale...ma avete sentito mai che siano stati perseguiti politicamente,penalmente o anche solo giornalisticamente?

    insomma, basta con questa fregnaccia del vilipendio...guardate alla pax mafiosa che regna dal 93 ad oggi e pensate, come dice Salvatore Borsellino, che colui che è stato indicato come "Alfa" nel processo sui possibili mandanti delle stragi di mafia 92-93 è adesso Presidente del Consiglio....dopo che quei processi sono stati insabbiati e impossibilitati a proseguire....

    oppure volete guardare al fatto che un incredibile 70% della popolazione votante in Italia è pressappoco analfabeta (fonte: Tullio De Mauro - http://damianorama.wordpress.com/20... )

    e dunque visto che a votare ci vanno al massimo l’80% degli aventi diritto, quelli mobilitati dalla TV, come pensate che si informino i cittadini che non leggono? che immagini, che concetti pensate che abbiano nella testa?

    smettetela di parlarvi addosso...informatevi e informate! questa è l’unica speranza per la democrazia...se ce ancora speranza...

    grazie alla redazione!
    Damiano

  • Di Antonio Ruggiero (---.---.---.25) 1 febbraio 2009 00:43

    Per Rocco Pellegrini

    "Il silenzio mafioso" deprecato da Di Pietro non è un errore né di forma né tantomeno di sostanza, ma soprattutto non è un errore né una gaffe; puo’ essere ritenuto tale solo dai faziosi, ma non lo è per chi ha orecchie per intendere e occhi per leggere.
    Analizziamo nuovamente quel passaggio tanto aborrito, e perciò cito testualmente:

    Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d’accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, non siamo d’accordo sul fatto che si criminalizzano le persone che fanno il loro dovere, non siamo d’accordo sull’oblio che le istituzioni hanno sui familiari delle vittime (...) Lo possiamo dire o no? Rispettosamente. Ma il rispetto è una cosa, il silenzio un altro. Il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso.
    Ora voglio sottolineare nuovamente l’interrogativa retorica: "Lo possiamo dire o no?" . Di Pietro non fa altro qui che rivendicare fieramente non solo il diritto alla critica costituzionalmente garantito, ma anche il dovere etico del suo partito e di ogni singolo cittadino di denunciare, anzi di urlare contro i mali e le ingiustizie del nostro sistema politico; un sistema politico, Presidente compreso, che se si trincera dietro il silenzio, uccide proprio come la Mafia!
    Ora un conto è tacciare direttamente il Presidente della Repubblica di collusioni, connivenze o contiguità con la famigerata associazione criminale, un altro è censurarne un certo comportamento, che Di Pietro giudica a ragione deplorevole e finanche omertoso dinanzi all’oblio che sempre viene calato sui familiari delle vittime della Mafia. Da ricordare che il contesto è quello di una manifestazione in ricordo delle vittime della Mafia stessa e dei loro familiari...
    Tralascio, infine, non certo per ignavia ma per carità umana la parte in cui qualche commentatore (o meglio portatore sano di commenti imbecilli) di questo forum, e tra questi lo stesso Pellegrini Rocco, interpreta la promulgazione del Lodo Alfano come un riprova della terzietà e imparzialità del nostro Presidente o come l’attestazione del suo ruolo eminentemente super partes. "Napolitano è stato eletto soltanto dall’Ulivo e sarebbe stato facile per Berlusconi definirlo un presidente di parte che si prestava a lotte politiche (Sic!)". Ma puo’ mai essere questo il criterio o la logica a cui s’informa il Presidente della Repubblica al momento della promulgazione di una legge?!? Certo che no, perché se così fosse, il capo dello Stato dovrebbe firmare ogni legge fatta dal centrodestra anche la più aberrante!
    Il nostro imbecille commentatore, e lo dico apertis verbis a scanso d’equivoci, aggiunge poi che "Napolitano ha deciso di non stressare le istituzioni sottoponendole ad uno scontro violento dove lui stesso diventava una delle parti in causa. Ha scritto proprio così!!! Ma su queste cazzate encomiabili è meglio stendere un velo pietoso, ma, che dico, meglio una coperta massiccia!


    • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.2) 3 febbraio 2009 13:02

      quando una persona è priva di argomenti, come lei, allora insulta il proprio interlocutore.
      E’ un mezzuccio che qualifica chi lo usa.
      Vorrei ricordarle che Socrate, un grande uomo, quando si arrabbiava abbassava la voce e tutti capivano che si era arrabbiato.
      Vedo che lei ha un altro stile, un altro comportamento, un’altra educazione, un altro spessore.
      Stia tranquillo che la vita si incaricherà di insegnarle i modi.
      Vorrei infine proporre ad Agoravox di bandire dai commenti chi insulta il prossimo.
      Moltissimi ambienti Open Source praticano questa scelta.
      Tutto si può dire ma senza insulti altrimenti questi forum perderanno di significato perchè, invece di essere dei luoghi liberi e di confronto civile, diverrano preda di demagoghi e cialtroni.

    • Di (---.---.---.163) 13 febbraio 2009 14:10
      Innanzitutto non c’era bisogno di scomodare Socrate, anche perché i suoi panni stanno stretti a me ma anche a Lei! Non si autoinganni!
      Quanto poi al mio stile, ammetterà che, quando si dicono o scrivono robe talmente fuori dalla grazia di Dio e dalla logica, urge un’operazione igienico-sanitaria anche nel lessico chiamando con il nome proprio le cazzate di una certa caratura. 
      Che inoltre il mio intervento fosse anche sprovvisto di argomenti, libero Lei di crederlo; certo, si può dire anche che gli asini volino!!Comunque, per autocensura mi astengo da ulteriori commenti tanto è anomala e inverosimile l’eccezione!
      Si legga piuttosto l’archiviazione della procura di Roma sull’inchiesta a Di Pietro per vilipendio all’onore e al prestigio del Capo dello Stato! E finiamola qui!
       
  • Di kinowa (---.---.---.81) 1 febbraio 2009 09:50

    "Il rispetto è una cosa". Scusate, il rispetto di chi? Di Napolitano verso se stesso? Ovviamente dei cittadini, della piazza verso il presidente. "Il silenzio è un altro...è mafioso". Basta seguire il ragionamento dal punto di vista logico per capire che l’eventuale silenzio è sempre riferito ai cittadini, alla piazza, come sopra. Sarebbe come dire: " Signor presidente, noi la rispettiamo ma non possiamo tacere, perchè se tacessimo saremmo dei mafiosi, dei complici della corruzione che sta portando il nostro Paese verso la distruzione.Ecco, basterebbe che Capezzone il voltagabbana e gli altri corifei della disinformazione tornassero sui banchi di scuola e riprendessero a ripassare un pò di analisi logica e del periodo invece di parlare a vanvera con l’aggravante della malafede e della strumentalizzazione politica. Sarà pur vero che Di Pietro non è un portento con i congiuntivi, ma i suoi detrattori mostrano una crassa ignoranza nell’analisi del testo, oltre a una deprecabile disonestà intellettuale.

  • Di Ulissex (---.---.---.89) 1 febbraio 2009 11:21

    premetto che sono di destra(non ancora per molto),ho amici sia in AN che nel PDL,ma una cosa è l’amicizia personale ed un altra è l’onestà.Ho visto il video e letto l’articolo per notare se avevo perso qualche virgola,conoscendo il modo di parlare di Di Pietro no ho travisato niente di cosi offensivo,se non il modo di parlare al popolo con un linguaggio semplice e chiaro,in Italia sta succedendo qualcosa di molto grave:siamo alle porte di un regime dittatoriale,quando chi governa fa le leggi a sua immagine,manipola e controlla tutta l’informazione,invia l’esercito nelle strade non per aiutare il popolo ma per tenerlo a bada,blocca il lavoro dei magistrati,impone scelte gravissime come il nucleare (al referendum votai contro)bè mi sento un pochino tradito,questa non è democrazia.
    Oggi chi grida queste cose è solo Di Pietro,sta avendo consenso,questo fa paura sia a destra che sopratutto a sinistra dove non sanno cosè l’opposizione,per loro esiste solo l’inciucio e l’allineamento al potere.
    Forza Di Pietro vai avanti cosi,Viva De Magistris,Viva tutti i giudici liberi e onesti,Viva Falcone e Borsellino
    Viva il popolo libero

  • Di Danx (---.---.---.51) 1 febbraio 2009 13:04

    Grazie per averci reso informati dell’accordo sui DDL....scandaloso!
    Dell’uso distorto dei giornali e tg di certe frasi di chi è scomodo al sistema non me ne stupisco, ma dell’accordo e dei silenzi si.

    http://italiasenzavalori.blogspot.c...

  • Di Mila (---.---.---.5) 1 febbraio 2009 13:10

    Ho letto quai tutti i post e mi pare che siano state omesse due frasi importanti del discorso di Di Pietro, che riporto.
    " Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un’altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché NON VOGLIAMO rimanere in silenzio. " 
    Quel NOI per me è particolarmente importante e chiarificatore.
    Seconda frase:

    "Tutte queste cose noi chiediamo alle istituzioni, e per queste cose ci appelliamo a lei signor Capo dello Stato, lo faccia un discorso coraggioso, dica che devono andare fuori dal tempio i mercanti, dica che devono andare fuori dal Parlamento i condannati, lo dica e noi l’approveremo e troverà striscioni diversi. Non si lamenti se poi qualcuno vede NEL SILENZIO UN’ACCONDISCENDENZA."

    ACCONDISCENDENZA non mafiosità.
    Comunque avendo ascoltato per intero e in diretta l’intervento incriminato, non posso che esprimere la mia preoccupazione per lo stato della libertà di stampa e soprattutto di pensiero.

    Ho appena adesso scoperto della vostra esistenza, vi seguirò tutti i giorni. Ormai non mi fido più di nessuna testata!

  • Di a.l. (---.---.---.103) 1 febbraio 2009 15:55

    Leggo che molti sono ancora li a discutere se Di Pietro abbia o non abbia attaccato il Presidente della Repubblica e di conseguenza se ha fatto bene o male a livello politico, da ignorante quello che mi chiedo e’:
    perche ’ non e’ possibile e giusto "attaccare" il Capo dello Stato se egli non tutela la nostra Costituzione e permette coi suoi silenzi e le sue distratte firme lo stravolgimento e l’aggiramento della stessa da leggi ignobili, quando agisce al di fuori di essa e come Capo del CSM permette che il dott. Apicella sia diffamato, licenziato e linciato pubblicamente solo per aver fatto onestamente il proprio lavoro, senza parlare degli altri magistrati, quelli indagati , che sono rimasti al loro posto a poter continuare cio’ che gli si contesta, per secondo cosa cosa vuol dire : errore politico??? secondo voi e’ piu’ giusto far finta di niente ed evitare di denunciare questi fatti o scendere a patti con determinate forze politiche pur di non perdere dei voti, ma quali voti si perderebbero? forse quelli di persone che sono all’oscuro di tutto cio’ che accade e che si fanno influenzare dalle false notizie del giornalismmo di regime? i voti che Di Pietro ha e che guadagnera sempre di piu’ sono quelli di persone consapevoli, che non vogliono compromessi , che vogliono che tutto cio’ che e’ marcio nella politica e non solo venga sempre denunciato, sono voti di persone che non cambiano idea su cio che e’ giusto o sbagliato col cambiare delle convenienze, a quelli che parlano di errore politico dico non e’ questo il vostro partito, date il vostro voto a qualcun altro, quel qualcuno che un giorno vi dira’ ecco, per poter essere piu’ forti dobbiamo accordarci, concedere leggi,seggi,iciucci e tanto altro, quello si che per voi non sara’ un errore politico, c’e’ una bella differenza...
     Di Pietro continua cosi non dare retta

  • Di Alejandro Rodriquez (---.---.---.165) 1 febbraio 2009 18:23

    Chi ha sentito su Sky le parole di Di Pietro (estrapolate, intervallate, direi quasi sofferte), e la immediata precisazione del Quirinale, ha potuto capire immediatamente come il parlamentare avesse toccato un nervo scoperto. La mia immediata impressione è che ilColle non avesse sentito il discorso e che glielo avessero raccontato. Mi ha poi meravigliato la canea della stampa; Non immaginavo che si sarebbero tutti appiattiti sulla "velina"!,
    Da alcune settimane assisto ad un accanimento mediatico nei confronti di Di Pietro da parte dei giornali schierati. Attacchi inauditi di carattere personale. La cosa mi fa supporre che qualcuno sia terrorizzato da qualcosa che Di Pietro possiede

    Nei confronti del Presidente, Di Pietro è stato molto, anzi troppo soft.
    De Nagistris, Apicella, Forleo, il capo del CSM cosa fa per difendere noi cittadini?
    Lodo Alfano. Dicono, il Presidente è un notaio. Sarà, ma è un notaio coinvolto personalmente, ragione per la quale non può dire di essere al di sopra, c’è dentro! Lui firma la PROPRIA diversità dal resto dei cittadini.
    Il Presidente dovrebbe dire: "il parlamento è sovrano, ma non può coinvolgermi personalmente. Togliete il mio nome, approvate il decreto e a questo punto io DOVRO’ formare e firmerò". 
    Presidente, pensi cosa risponderà ai suoi nipoti quando le chiederanno se fu lei a firmnare qualla legge che pone 4 cittadini al di sopra della Costituzione. Quasi una legge ...razzialel 

  • Di domenico Ciampà (---.---.---.253) 1 febbraio 2009 20:16

    Testo e commento sono oggettivi.
    E’raro trovare un giornalista,in Italia che svolga il proprio lavoro con oggettività.
    Bravo

  • Di Logico (---.---.---.50) 3 febbraio 2009 15:49

    E’ ora ovviamente si avviano le indagini per "vilipendio".
    I titoli hanno il tenore "Accuse a Napolitano. Indagato Di Pietro" oppure "Di Pietro indagato per offese a Capo dello Stato". Intanto Fitto, ministro dei Rapporti con le Regioni, è rinviato a giudizio. Contestualmente il Presidente del Consiglio di tutti gli Italiani, Silvio Berlusconi, attacca il candidato alle elezioni regionali in Sardegna (Renato Soru) con argomentazioni palesemente false, ma soprattutto insiste a voler prendere parte attiva, dall’alto della sua carica, ad una campagna elettorale locale! Se non esistesse il lodo Alfano, avrei pensato di denunciare un atteggiamento eversivo contro le istituzioni.

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