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Cosa cambierà?

Forum tra i lettori di AgoraVox Italia.

L’International Herald Tribune ieri, dopo la vittoria di Obama, titolava: "Un elezione che ha cambiato tutto". Mentre AgoraVox Francia con: "Il giorno in cui nulla cambiò".

Lascia un commento e di’ la tua.

Con Obama alla Casa Bianca ci sarà un vero cambiamento? In quali settori? Come?

Un modo per confrontarsi su un dibattito che animerà la rete per i prossimi mesi...

Commenti all'articolo

  • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.147) 6 novembre 2008 10:34
    Rocco Pellegrini

    Sono così contento della vittoria di Obama che sorrido dentro di me quando ci penso. 
    Dunque sono anch’io caduto nella sindrome messianica di un Obama salvatore del mondo? 
    Lo considero il nuovo Merlino o se volete, più propriamente rispetto all’epopea bardica, il nuovo Artù? 
    Ci sto riflettendo e devo dire che ho più di una ragione per continuare ad essere contento. 
    Cerco di spiegarmi, sperando di riuscirci. 
    1) Da sempre le leadership sono molto importanti nell’andamento della vicenda umana. 
    Noi siamo fatti in modo che se abbiamo fiducia (o fede) in qualcosa allora ci diamo da fare, combattiamo, ci mobilitiamo, insomma diventiamo attivi e capaci.
    La classe dirigente che Bush rappresenta è stata così incapace, così ladra, così ottusa nella gestione dell’immenso potere che ha avuto tra le mani che ci lascia un’eredità disperata e disperante.
    Non è solo la crisi economica o la guerra che pure sono cose enormi ma è la sporcizia morale e la follia ideologica che ha generato gli infiniti insuccessi di questa brutta, bruttissima classe dirigente, tanto prepotente quanto incapace. 
    Pensare che il presidente degli USA sia un pazzo che considera la guerra in Iraq come la premessa per un futuro Armagheddon, che un leader moderno sia preda di mitologie costruite quando l’uomo era ancora un selvaggio o quasi, era, grazie a Dio oggi posso dire era, così terrificante e deprimente che ci aveva lasciato tutti con le mani e le speranze quasi spezzate. 
    Dunque la vittoria di Obama, per il modo innovativo in cui si è realizzata, è davvero un giorno nuovo perchè gli stolti ed i criminali sono stati congedati, e la macchina più importante del mondo, il paese che da solo vale il 25% del PIL del mondo, viene rimessa nelle mani di una persona seria, che sa ascoltare non i preti metodisti invasati ma la gente, i tecnici, gli operai, il dolore degli uomini di colore, la disperazione degli ispanici senza permesso di soggiorno, ecc. ecc. 
    Noi viviamo in un mondo nel quale la tecnologia applicata alla risoluzione dei problemi può trasformare il deserto in un giardino fiorito e questo Obama sembra proprio l’uomo adatto a dirigere il cervello collettivo che serve a noi essere umani. 
    2) Chi non ha problemi? La vita stessa è un problema. Ma una cosa è affrontarla coll’atteggiamento del pazzo dei tarocchi che va verso il precipizio con gli occhi bendati, un’altra cosa è essere guidati da un uomo perbene, pulito, giovane, energico, stimato, responsabile e soprattuto consapevole e serio come tutti, quelli che lo hanno conosciuto, ritengono si Obama. 
    Troppa gente la pensa così: gente diversa ma unificata nella stima per quest’uomo. Una ragione ci sarà. 
    3) Guardate la prima reazione delle borse di tutto il mondo. La crisi che stiamo vivendo è soprattutto una crisi di fiducia. Le banche che non si prestano i soldi tra di loro; gli investitori che hanno paura a fare 
    il loro mestiere, gli imprenditori che lasciano stare sono tutti aspetti di una crisi di fiducia sulla natura rapace delle classi dirigenti uscenti. 
    4) Infine c’è soprattuttoun problema di etica. Questi 20 anni che ci stanno alle spalle hanno troppo esteso le differenze di ceto e di opportunità tra gli uomini e le donne di questo mondo. Troppo hanno i ricchi che 
    sono pochi e troppo poco hanno i poveri e gli esclusi che sono tanti. Bene per tutti suona la campana. Questuomo nel suo programma ha il riequilibrio. Ma non sarà un riequilibrio statalista, dirigista, 
    "socialista" all’europea per capirci, sarà una scommessa nuova, pragmatica, che aumenterà le opportunità per chi sta sotto ma non deprimerà la libera iniziativa di chi sta sopra, il cui solo vincolo sarà il rispetto della dignità altrui. In una parola usciremo dalla vecchia logica destra sinistra per imboccare, finalmente, la via del 
    pragmatismo orientato al problem solving che è una cosa nuova, moderna e finalmente carica di giustizia nel senso vero della parola. 
    Ho dunque torto ad essere contento? 

    • Di cafenoir (---.---.---.28) 6 novembre 2008 10:56

      Penso che il titolo sfornato da Agoravox Francia sia piuttosto provocatorio e niente più. Molte cose sono già cambiate infatti già in campagna elettorale. L’attenzione per il candidato che è stato scelto dalla gente alle primarie accantonando Hillary amatissima dal popolo americano per il suo impegno e la sua dedizione, lo straordinario metodo comunicativo che ha scelto Obama che ha coinvolto il popolo, come dovrebbe essere visto che il presidente dovrebbe agire proprio in virtù di quel popolo, nelle sue scelte e nel suo programma.
      Dopo otto anni di continui messaggi in cui si invitava la gente a votare quasi con fare minaccioso tanta era la non voglia di farlo quest’anno per la prima volta le persone facevano la fila. Cose mai viste.
      Già grazie a questi elementi un cambiamento c’è stato. E anche se consideriamo che ora le patate bollenti da trattare sono tante, perchè non ci si può aspettare che insediato alla casa bianca Obama faccia i miracoli certo è che una nuova visione delle cose non può che fare bene rispetto alla tristemente infruttuosa azione di Bush. Il giorno in cui nulla cambiò? Un modo per chiudere gli occhi davanti ad un presidente che fa il suo discorso agli elettori in uno stadio che sembra affollato per il concerto degli U2, con gente che applaude, si abbraccia, piange in puro stile americano questo è certo, specchio di un paese in crisi che ha solo voglia che qualcuno risani il colossale macello causato anche dalla crisi economica attuale.
      Sostanzialmente c’è da considerare anche che la gente si è messa paura, sfido chiunque in una situazione così a non averne, e ha finalmente agito per voler davvero provare qualcosa che può migliorare il Paese.
      E poi ricordiamo che il lato razziale non è da sottovalutare, tante battute di pessimo gusto sono state fatte sul nome, l’etnia e quant’altro... intanto per gli Stati Uniti che un presidente sia di colore è davvero un passo importante. E noi che pensavamo che non fossero ancora pronti...
      C’è da farsi un grande esame di coscienza, per noi che viviamo in Italia e anche per chi vive in Francia magari, che sembra tanto più aperta mentalmente del nostro di paese, ma che in questi casi mira solo a fare orecchie da mercante. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. O vedere.

    • Di DD (---.---.---.140) 6 novembre 2008 17:29

      Vergognarti é probabilmante l’unica cosa che dovresti fare. Il tuo approcio è lo stesso che ha il repubblicano fanatico che sostiene Bush. O l’italiano che sostiene Barlusconi.
      Mi fermo perchè una delle cose che ho capito é che solo le persone di un certo livello capiscono le cose e cambiano idea. dalla profondità delle tue parole non penso riuscirai a cambiare idea, nemmeno quando la realtà dimostrerà il contrario. DIOaiutaci tu.

  • Di virginia (---.---.---.96) 6 novembre 2008 11:16

    Ogni volta che l’America fa uno starnuto, l’Europa si prende il raffreddore. E’ un modo di dire molto comune, ma èanche veritiero se si considera la catastrofe finanziaria che ha coinvolto tutti i Paesi del globo.
    Spero che Obama,, nel fare "pulizia" di un sistema finanziario più ancora inafferrabile che corrotto, aiuti anche i Paesi globalmente e innocentemente (?) coinvolti nel disastro.
    L’ingordigia è un peccato globale, ma l’etica dovrebbe porvi un freno.
    Così l’Economia che è strettamente dipendente dalla Finanza potrebbe tornare a crescere e dare ai paesi coinvolti nella crisi un po’di respiro. Parlo ovviamente dell’Europa perché non conosco le altre realtà.
    Per quanto riguarda l’Italia questo discorso è ancora più valido. Dobbiamo guardarci da coloro che sulla vittoria americana ci "mettono il cappello" cioè esultano come fosse una loro vittoria personale. E’ solo un modo per dimenticare le proprie depressioni. Dobbiamo invece lavorare, metterci in riga con le nostre passioni, facendo nostro l’esempio di un’America che persino nei momenti peggiori trova lo scatto vitale che la fa riemergere.
     

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.224) 6 novembre 2008 11:17
    Damiano Mazzotti

    Qualcosa cambierà... Obama fa parte finalmente di una generazione più giovane con esperienze molto diverse e poi ha visitato molti pesi al di fuori dell’america a differenza di Bush... E poi conosce benissimo le difficoltà quotidiane della gente comune... la difficolta di arrivare a fine mese... Solo noi italiani siamo così coglioni da continuare a votare politici di professione che non hanno quasi mai lavorato nella loro vita e che pensano di fare il politico tutta la vita...

  • Di Annalisa Melandri (---.---.---.139) 6 novembre 2008 11:43
    Annalisa Melandri

    Sono curiosa di andare a vedere in un prossimo futuro come si rapporterà Berlusconi con Obama...

    Io spero che presto Obama tolga l’embargo a Cuba, chissà...

  • Di Paolo Praolini (---.---.---.35) 6 novembre 2008 11:48

    Il cambiamento sarà nell’approccio ai problemi degli Stati Uniti e del mondo!

    Sarà un approccio più solidale, di aiuto e supporto, non per forza di sfruttamento come avvenuto fino ad ora.
    Se Obama manterrà le promesse, cambierà l’approccio verso il problema ambientale che ha un livello di allarme primario.Ci sarà un’accellerazione sullo sviluppo delle fonti enrgetiche alternative agli idrocarburi.

    Per il popolo americano ci sarà una ridistribuzione delle ricchezze che dovrebbero essere travasate dai più ricchi (a partire dalle multinazionali come Exxon mobile) verso i meno abbienti, e questo Obama lo ha già messo in atto quando era governatore dell’Illinois sviluppando una politica improntata al sociale.

    Sarà sicuramente affievolito lo scontro socio-culturale tra Occidente e paesi arabi integralisti, quest’ultimi avevano impersonificato in Bush il demonio da combattere anche con gli attentati.

    Cambierà l’economia Americana che sarà maggiormente salvaguardata dagli attacchi esterni ed assumerà da ora in avanti un atteggiamento più protezionistico (inserimento di dazi) soprattutto verso i paesi come Cina ed india, ma di questo ne farà le spese anche l’Europa.

    Cambierà la gestione della Superpotenza mondiale nell’aspetto militare che oltre ad alleggerire l’intervento in Iraq fino al ritiro completo, sarà meno recettore degli eventi socio-politici che avverranno al di fuori degli States riducendo al minimo gli interventi militari.

    Complessivamente ci sarà un riflesso positivo verso la situazione socio-economica del resto del mondo, che potrebbe dare un piccolo impulso alla ripresa economica dell’occidente intero.

    Ci auguriamo tutti che questo avvenga.

  • Di Francesco Piccinini (---.---.---.123) 6 novembre 2008 11:50
    Francesco Piccinini

    Parlo, ovviamente, a titolo strettamente personale. Forse ci voleva qualcuno che ci ispirasse di nuovo, che ispirasse un senso di "guida". Ascolto ora, nuovamente, il discorso di insediamento e penso sia un discorso che immagina un altro mondo e questo, per me, è già molto.
    Ciò detto sono scettico che le lobby lo imbriglino e la scelta del suo capo di gabinetto, putroppo, va in questo senso. 
    Spero tolga l’embargo a Cuba, spero si sieda ad un tavolo con i talebani per mettere fine allo scempio afghano, spero si sieda per 8 anni allo studio ovale per fare un secondo mandato, perchè come dicono in USA: "il primo mandato è per la rielezione, il secondo per la storia".
    Sogno una storia differente da quella che ho visto negli ultimi anni, una storia fatta di uomini e donne che si mettono insieme, con le loro giuste differenti posizioni e vedute, per immaginare e costruire un futuro migliore.
    Questa lezione ho avuto la fortuna di apprenderla direttamente da Mandela, che è stato anche il primo a scrivere ad Obama, e proprio con una frase di Mandela faccio i miei migliori auguri al nuovo Presidente: "During my lifetime I have dedicated myself to this struggle of the African people. I have fought against white domination, and I have fought against black domination. I have cherished the ideal of a democratic and free society in which all persons will live together in harmony and with equal opportunities. It is an ideal which I hope to live for."


  • Di Annalisa Melandri (---.---.---.139) 6 novembre 2008 12:07
    Annalisa Melandri

    Mi associo alle bellissime parole di Francesco. E’ bello essere ottimisti in questi casi. Per me gli Stati Uniti hanno sempre rappresentato quanto di peggio ci poteva essere nel mondo, credo di aver fatta mia questa sensazione quando ancora piccolina studiavo Hiroshima e Nagasaki, leggevo le descrizioni di quella tragedia, studiavo e piangevo. Purrtoppo da allora la storia non ha fatto altro che confermare...
    Che dire .. speriamo... anche se ci sono troppi poteri, non mi illudo tantissimo ma è un grande segnale.
    Ciao ragazzi.
    Questo forum mi ha messo di buon umore.

  • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.202) 6 novembre 2008 13:42
    Rocco Pellegrini

     http://www.readwriteweb.com/archives/social_media_obama_mccain_comparison.p hp
    P
    er capire cosa rappresenta Obama nella rete e come ha usato il suo potenziale per vincere questo link è motlo buono.

  • Di reza (---.---.---.88) 6 novembre 2008 14:43

    Posso dire la mia sui cambiamenti che il mondo aspetta da Obama per quanto riguarda la politica internazionale.

    Brack Hossein Obama, durante la sua campgna elettorale e in diverse circostanze ha dichiarato che "dialogherò con Iran direttamente , ad alto livelo e senza condizioni"!

    Non sto qui ad interpratare l’importanza che potrà avere un "cambiamento" del genere sulla scena mondiale, ma posso elencare le questioni sul tavolo in cui l’Iran e l’America svolgono un ruolo dei primi (in maniera più assoluta)protagonisti; la questione nucleare iraniana- l’Afghaanistan- l’Iraq- il Libano- la Palestina- il Petrolio- il Gas e l’Economia mondiale.

    Se tra l’Iran e l’America, come sembra che sia nelle intenzioni di Obama, si riallacciano i rapporti diplomatici, il resto si potrà realizzare con più facilità e sembra che Obama abbia chiesto a Bush di riparare parte dei danni che ha causato, provedendo lui a riaprire la sede diplomatica americana a Tehran e credo che ciò sta succedendo in questi momenti, ma resta un incognità che gette la sua pesanet ombra nera su tutto ciò e quindi, sulla pace mondiale, e questo è la posizione di Israele e dei sionisti su tutto questo.

    Oggi la Livni ha dichiarato; "Israele è contrario alla riapertura della sede diplomatica americana a Tehran ed è contrario a che al dialogo diretto e senza condizioni con l’Iran"!!!

    Israele è ancora fedele, come si nota dalle dichiarazioni della Livni, al ragion della propria creazione nell’1948 , la ragione era che Israele doveva essere la finestra attraverso il quale l’occidente doveva vedere i suoi rapporti con il mondo islamico, questo previlegio era riconosicuto a Israele come la ricompensa all’olocausto e in questi 60 anni , questa stessa ragione , ha compromesso la totalità dei rapporti tra l’Islam e l’occidente ed il ricatto dell’olocausto è servito per coprire i crimini israeliani in medioriente, crimini che superano di gran lunga quelli dei nazisti contro gli stessi eredi ebrei delle vittime dell’olocausto che oggi vivono in Israele!

    Naturalmente l’Iran ha una proposta per la crisi israelopalestinese e questo è già stato registrato presso l’ONU, si tratta di un refrendum generale sotto l’egida del ONU e della Conferenza Islamica (raccoglie 52 stati islamici del mondo)a cui possono partecipare tutti quanti gli abitanti dei territori occupati e dell’attuale Israele per pronunciarsi su:


      STATO UNICO DEMOCRATICO COI DIRITTI EGUALI PER TUTTI GLI ABITANTI E NON CON LE LEGGI DI APARTHAID CHE ATTUALMENTE REGOLANO L’IMPIANTO GIURIDICO DI ISRAELE. 


     DUE STATI PER DUE POPOLI.

    L’Iran ha già dichiarato che rispetterà il risultato del refrendum, ma i sionisti non né vogliono sapere niente e ricattando il mondo occidentale - come anche della ultima denuncia dell’ONU che li riconosce essere attivi contro ogni possibilità di pace, continuando coi crimini, occupazione , usurpazione sistematica e la guerra.

    Il nodo principale per Obama sarà questo, Bush ha seguito i dettami dei sionisti ed è andato in guerra contro l’Islam basandosi sull’11 settembre con tutte le ambiguità che coprono questo storico fatto, bisogna vedere se Obama intende uscire da questa trapola, già molti islamici e mediorientali pensano (e lo dicono anche nei media) che se Obama si azzardasse a seguire la strada da lui indicata durante la camagna elettorale, i sionisti lo uccideranno!

    Forse il monito di oggi della Liavni che si dichiara(per Israele e per i sionisti) contararia a tutte le cose che intende fare Obama entra in questa logica !?! 

  • Di Francesco Piccinini (---.---.---.123) 6 novembre 2008 16:51
    Francesco Piccinini

    Obama è giovane, bello e abbronzato!
    Non ci credo! Non ci credo!

  • Di DD (---.---.---.140) 6 novembre 2008 17:23

    Porca miseria che nervoso. Ma possibile che anche in un sito come questo l’ignoranza sia tale?
    Brava/o Dana. Cmq non solo per queste cose bisogna pensare che Obama non farà niente....
    Mi passa la voglia di dialogare anche con gli alternativi...

    • Di cafenoir (---.---.---.28) 6 novembre 2008 17:29

      Penso che nessuno qui abbia dato dell’ignorante a nessuno, a mio avviso è quantomeno chiaro che per diventare presidente di una nazione si debbano fare dei compromessi e penso che questo lo sappiano tutti.
      Invece di dare dei pecoroni a chi fornisce delle informazioni che si diano delle informazioni anche in controtendenza, così si stabilisce un dialogo civile e un confronto senza insulti fine a se stessi.
      Il discorso non è "siamo accecati da Obama" ma penso sia più un "secondo me Obama può essere positivo perchè" chi non è daccordo può benissimo spiegare il motivo senza cadere in chiusure che evitano il dialogo...e dai su, maturità.

    • Di DD (---.---.---.140) 6 novembre 2008 17:44

      Deve finire il tempo dei compromessi. E come vedi non sono l’unico a pensarla cosi’.
      Nessuno é genio e difficile é la gestione della società, quindi un politico é per natura arrogante. Infatti gli uomini migliori della Storia (tranne rari casi) hanno ben visto di star fuori dalla politica. Ma hai letto gli articoli che suggeriscono di non essere troppo entusiasti? Il problema principale della nostra società é che davanti alla Storia e alle esperienze che si hanno di essa ancora si accettano certe dinamiche. E poi ci si lamenta. Ma porca miseria cosa deve succedere perchè la gente si renda conto che la politica cosi non va? cOSA DEVE SUCCEDERE?
      Infatti siamo destinati al decadimento totale, perchè lo spirito umano non é ancora abbastanza maturo (sicuramente non voglio tenermi escluso da questo concetto) e solo lo sprofondare veramente forse, ma forse, lo farà risalire un po’.

  • Di paolodegregorio (---.---.---.166) 6 novembre 2008 17:28

     

    Vorrei gettare qualche simbolico secchio di acqua sugli entusiasmi per l’elezione di Obama:

    -il nuovo presidente è un po’ abbronzato ma la sua educazione è stata opera di bianchi, madre e nonna, praticamente senza alcuna influenza del padre keniota. Anche le università frequentate sono a stragrande maggioranza bianche.

    -vorrei ricordare anche l’adagio americano che annuncia la buona novella che hanno perso i repubblicani e contemporaneamente si dice che quella cattiva è che hanno vinto i democratici

    -dal dopoguerra ad oggi, la politica estera americana non è mai cambiata, si è sempre basata sulla forza militare, sulle minacce, sui diktat, sulla rapina delle materie prime, sul primato del dollaro, sulle guerre

    -Obama arriva in un momento delicato e forse epocale, in cui per la prima volta si tocca con mano la crisi del capitalismo, si vede già un mondo multipolare, c’è l’Euro a contrastare il dollaro, le guerre non si vincono più e costano troppo (3.000 miliardi di dollari solo quella in Iraq)

    -la famosa globalizzazione che doveva risolvere ogni problema è in crisi finanziaria e strategica, è legata alla crisi energetica, produce sconquassi nell’ecosistema, e la prossima crisi ambientale sarà figlia di questo modello di sviluppo assurdo e distruttivo

    -Obama non ha conquistato un solo voto repubblicano. I poteri forti, i falchi pronti a tutto sono nei gangli decisivi del Pentagono, dei servizi segreti, delle industrie legate alle forniture militari, sono nelle televisioni, tutte private. La sola novità è che la candidatura di Obama ha portato alle urne i neri che tradizionalmente non andavano mai a votare, e questa partecipazione ha deciso la vittoria.

    D’altronde bisogna ricordare che negli Usa, recentemente, i neri più i latinos sono diventati più numerosi dei bianchi.

    -se ci sarà una svolta (cosa che non credo), che chiuda con gli interventi militari e le relative enormi spese, una svolta in campo energetico per diventare indipendenti dal petrolio con le rinnovabili, un forte ridimensionamento della globalizzazione con la ripresa produttiva dell’industria americana per i bisogni interni, è molto probabile che una pallottola vagante e la capoccia di Obama si incontrino, democraticamente s’intende.

    Naturalmente in cuor mio spero che ciò non succeda e che Obama faccia delle cose veramente nuove, ma la speranza è astratta, mentre tutta la storia recente dimostra concretamente che l’America è rimasta sempre uguale a se stessa.

    Paolo De Gregorio

    • Di DD (---.---.---.140) 6 novembre 2008 17:47

      Queste sono riflessioni da fare, cazzo. ( e scusate)

    • Di cafenoir (---.---.---.28) 6 novembre 2008 17:58

      sì ho letto e in parte concordo anche, volevo solo spingere a un dialogo che vedo sta continuando invece di arroccarci sui MAH e sui CAZZO (scusate anche me) la politica così non va nemmeno qui...l’esame di coscienza va fatto in tutto il mondo...e nel mondo della politica poi in primis. Paolo buoni spunti di riflessione...

    • Di Paolo Praolini (---.---.---.165) 6 novembre 2008 19:25
      Paolo Praolini

      Vorrei rispondere a Dana e a DD.
      Mi dispiace ma voi vi state ancora fidando di quegli articoloni di fantasmagorici esperti e di cultori dello sfascismo a tutti i costi.
      Qui dobbiamo fare una riflessione razionale con la ns testa e con le condizioni a cui sono giunti l’occidente e gli Stati uniti è indubbio che è indispensabile cambiare rotta.
      Obama avrà un compito molto ingrato, quello di rompere le uova nel paniere.
      Nessuno nega che esistano le grandi lobby (produttori di armi, petrolieri, etc.) che tenteranno in tutti i modi di condizionare le scelte e le politiche del paese, ma siamo sull’orlo del baratro e non vedo altre scelte, bisognacambiare, siamo sull’orlo del baratro.
      1) Sul tema ambientale comunque vogliano i petrolieri occorre cambiare strada, l’uso dei combustibili fossili per auto, riscaldamenti, industria nel giro di 20/30anni dovrà essere ridotti almeno del 30/40%. Quindi sin da ora Obama dovrà calpestare le pressanti richieste che verranno dall’esterno. occorrerà premere l’accelleratore sulle energie alternative, cosa già promessa. E’ chiaro ci si arriverà con il tempo..
      2) In politica estera gli Usa hanno terminato i fondi, non c’è più un $ per mantenere tutto quel popò di marchingegno da guerra in Iraq, pertanto come Obama ha confermato cominceranno ad effettuare il ritiro dell F.A. ed anche qui non c’è alternativa.
      I rapporti con la Russia lo avrete visto nella crisi Georgiana, McCain-Palin erano pronti ad andare in guerra subito, mentre il giudizio di Obama è sempre stato quelle del confronto dei rapporti distesi. Anche qui non ho dubbi sul futuro.
      3) Politica sociale questo è una promessa di Obama di dare maggior sostentameno alle famiglie in difficoltà. Sono convinto che lo farà in quanto già dal suo ufficio di Chicago da governartore dell’Illinois era riuscito a fare una politica di aiuto alle famiglie che si trovavano in mezzo alla strada mantenendo le promesse fatte. Questo lo potete trovare su molti siti americani che lo confermano. Chiaramente questo sarà forse uno dei passi più difficili da fare.
      4) i rapporti con l’islam integralista, già con la sola levata di Bush si ridurrà parzialmente la tensione esistente in particolare con l’Iran. Poi le sue intenzioni sono quelle di ricucire gli strappi del passato. Le modalità e l’entità di questo sono tutte da impostare.
      Anche qui sarà una dura prova ma non possiamo pensare che non possa o debba farlo..sarebbe da idioti non provarci.
      5) Nell’economia purtroppo visto la recessione in atto dovranno avviare una fase di protezionismo forte al fine di ridare respiro alla produzione industriale, pensate che general Motors dal 1° Novembre non sta più versando i contributi pensionistici ai suoi dipendenti, che disastro.... Metteranno pesanti dazi sull’import per incrementare le esportazioni che neppure con il dollaro con il cambio così basso è riuscito a far ripartire la macchina industriale.

      Insomma lasciamo perdere tutte le teorie, credo che tutto il paese abbia capito che c’è da cambiare molto forse troppo.

      Poi sappiamo che tra il dire ed il fare ......


    • Di estewald (---.---.---.61) 6 novembre 2008 20:14

      Giusto per informarti che in realta’ Obama ha preso piu’ voti tra i bianchi di quanti ne abbia presi Kerry, ma parecchi di piu’, anche in stati dove di neri non c’e’ nemmeno l’ombra o ce ne sono pochissimi.
      Basti vedere lo stato dell’Indiana da noi analizzato per tirarne fuori una proiezione del risultato elettorale (proiezione azzeccata 5 ore prima dei media americani) e che ci ha permesso di dichiarare la vittoria di Obama un’ora e mezza prima che si decidesse l’Ohio.
      Chi non ci creda legga questo post e veda la mappa postata all’1 di notte di ieri. Come ha detto qualcuno che ci ha seguito "voi siete quelli bravi che nessuno conosce"...
      http://termometropolitico.wordpress...
      a parte tutto condivido alcuni passaggi di questo commento, ed e’ vero che non cambiera’ certamente quanto troppi si aspettano ma molto meno. Cerchiamo pero’ di non essere qualunquisti, se alla gente complessivamente tutto questo non stesse bene protesterebbe davvero (vedi rivoluzione francese per esempio) invece stanno davanti alla tv a vedere la partita ed hanno molte piu’ cose di quante ne sognassero solo 30 anni fa.

    • Di estewald (---.---.---.61) 6 novembre 2008 20:26

      mi era sfuggito un dettaglio:
      "i neri più i latinos sono diventati più numerosi dei bianchi."
      posso chiederti dove hai letto questa fesseria?
      I bianchi sono ancora il 75% circa della popolazione americana ci sono solo 3 stati in cui non sono maggioranza assoluta e sono il New Mexico California e Hawaii.

    • Di DD (---.---.---.140) 7 novembre 2008 11:57

      A parte il fatto che certi termini sono ormai diventati di uso comune, si da il fatto che non mi sembra che l’entusiasmo dato alla vittoria di Obama sia cosi’ tanto giustificato. Se rileggi i commenti di molte persone noterai una spontanea, profonda felicità per la sua vittoria. Per me questa é malattia, é illusione immotivata, é sensazione inspiegabile per chi si informa veramente. Sono commenti insomma tutt’altro che equilibrati.
      Sostenere cosi’ tanto Obama é come sostenere il nostro Veltroni poveretto (bhé dai non proprio). Cmq la mia riflessione iniziale era molto semplice. Fra cinque anni ci ritroveremo qui e ne discuteremo. Se davanti all’evidenza di un fallimento ancora ci sarà questo tipo di reazioni (probabilmente verrà rieletto Obama, la gente non ne poteva veramente più di Bush) davanti al nuovo Presidente vuol dire proprio che avevo ragione. C’é una malattia culturale che ci fa approciare alla Politica in maniera totalmente sbagliata.
      Noi giovani ce ne stiamo rendendo conto, ma non sappiamo esprimerla e concretizzarla al meglio.

    • Di DD (---.---.---.140) 7 novembre 2008 12:27

      Quando leggi certe stupidaggini a volte reagisci in maniera un po’ brusca. Sono stanco di vedere dati oggettivi che dimostrano un fatto (non un’opinione) e vederli analizzati con banale diplomazia, un metodo importante per affrontare i problemi, ma che ai nostri giorni potrebbe non bastare più. Non mi serve portare i dati o le prove, queste ci sono già.
      C’è un Potere che ha dei progetti, e usa le persone comuni per conseguirli. Noi dobbiamo parlare di chi sono queste persone e cosa vogliono fare. La tua visione del futuro puo’ essere anche reale, anzi lo é molto, ma, partendo dal fatto che nessuno controlla il futuro, puo’ anche darsi che proprio per mantenere questo potere che si potrebbero adottare misure estreme. 
      Noi dobbiamo combattere determinate mentalità, americane o arabe che siano, e forse fra un po’ non basterà più la diplomazia ,o l’equilibrio. Non sono un rivoluzionario, non voglio esserlo, ma penso che forse un giorno l’uomo sarà costretto a diventarlo. Guarda i monaci tibetani cosa sono arrivati a fare poveretti, guarda i migliaia di contadini che protestano per le politiche agricole adottate dai loro governi spinti dai governi occidentali cosa soono arrivati a fare. La disperazione puo’ far fare molto e noi non siamo ancora disperati. Per adesso....

  • Di bernardo.parrella (---.---.---.90) 6 novembre 2008 18:54

    pur se esistono ovviamente problemi assai concreti e urgenti in USA e nel mondo, penso che il cambiamento piu’ importante che possiamo augurarci e’ a livello di immagine, di trasparenza e di rapporto aperto con la gente, l’approccio paritario e basato sulla fiducia con le altre nazioni e con pieno rispetto delle altrui posizioni; obama come ispirazione e visione per un futuro davvero a portata di esseri umani

    nel senso che sicuramente prendera’ decisoni impopolari e finanche da ’status quo’, inutile farsi troppe illusioni di chissa’ quali rivoluzioni nottetempo, ma alla fine sara’ piu’ importante il modus operandi e la trasparenza che sapra’ mantenere... gia’, una figura e un’ispirazione simile a quelli incarnati da nelson mandela...

  • Di pint74 (---.---.---.72) 6 novembre 2008 20:05

    Non cambierà quasi nulla.
    Questo nuovo presidente è solo un contentino per il popolino americano.
    Il suo compito principale sarà distrarre l’opinione pubblica dalla grave crisi economica che investirà gli stati uniti nel prossimo anno e che ridurrà alla fame milioni di persone.
    Quando la gente crede di aver di fronte l’uomo del cambiamento è meno propensa a lasciasi andare ad atti di violenza a causa di condizioni di vita miserabili...
    Che sarebbe successo se un ricco e vecchi grassone bianco fosse salito alla presidenza è si fosse trovato nel pieno di una spaventosa crisi economica?
    La rivolta.
    Ora i cari americani hanno il loro sogno e,purtroppo,penso che presto diverrà un’incubo.

  • Di reza (---.---.---.88) 6 novembre 2008 20:13

    1991 Durban - gli USA e Israele sono scappati via da una Conferenza Internazionale sui Diritti Umani, perché hanno trovato l’atmosfera contro, sia dentro che fuori dalla sala della conferenza, il resto, dall’1991 ad oggi e il comportamento di questi due stati verso i diritti Umani è storia e tutti la conoscono bene.

    1997 Roma. gli USA e Israele, alla conferenza internazionale alla FAO sul Tribunale Penale Internazionale, hanno fatto di tutto per far annegare l’idea di un Tribunale che doveva nascere e procedere in base alla eguaglianza di diritti umani per tutti i popoli e individui della terra , nell’1999 gli USA hanno chiesto, ed ottenuto, "immunità" dalla giurisdizione di questa Tribunale per i propri militari che operano in giro per il mondo.

    Questi sono solo due esempi di arroganza e di prepotenza con cui il sionismo(comune denominatore degli USA e Israele)si è imposto al mondo intero quindi, per poter cambiare qualcosa, bisogna mettere apposto l’arroganza e la prepotenza con cui i sionisti determinano la sitazione attuale in cui versa il nostro mondo: guerre e crisi economia, fame e povertà ed il clima minacciata che a sua volta è già diventata una minaccia, qui serve la partecipazione paritaria di tutti i popoli, serve annullare il diritti di veto all’ONU per le 5 potenze e serve rinnovare la classe politica occidentale per avere un’pò di speranza nel futuro.

    Forse Obama è sengo di un rinnovamento già iniziato ?

    Sarà il tempo a rivelare questa verità, ma ricordiamoci già da ora che se lo uccidono, questo non è più il mondo degli anni passati e la gente reagirà in tutto il mondo ai potenti corrotti che si sono impadroniti della politica e della economia del nostro mondo.

    Se lo uccidono ci sarà una Rivoluzione Globale. 

    Mi chiederete quale segno tangibile posso offrire in difesa della mia tesi ?
    Beh, posso solo rispondere che, come già avviene, entro breve:
     

     il potere dei media sarà drasticamente limitato dalla proliferazione dell’informazione sul web .


     la finanza islamica fornirà la struttura del nuovo ordine mondiale.


     la forza comerciale dei marchi occidentali scomparirà, innescando la ridistribuzione delle ricchezze a favore dei paesi più poveri.


     i brevetti e i marchi ecompariranno riducendo il privilegio di cui gode per ora il capitalismo occidentale.


     la finanza islamica, con il suo sistema dei valori codificato, limiterà per poi schiacciare definitivamente l’arroganza e la prepotenza dei fuorilegge della globalizzazione.

    In questi precisi momenti in cui noi discutiamo , il capitalismo canaglia (che è nato in occidente ma che poi ha contaggiato tutto il mondo) sta tentando ogni formula per tirarsi fuori dal vortice di annientamento in cui è già versato per un pezzo, il tasso di interesse in America è 1% , ancora altri tagli è l’economia americana sarà islamico per forza di cose, poiché nessuno al mondo ha le formule per continuare un economia senza interesse che l’Islam - ci sono stati tentativi nel nord europa per copiare questo modello senza l’Islam ma non sono riusciti a farlo decollare, ciò accade mentre oggi gli europei hanno ceduto ed abbassato ancora di mezzo punto il tasso di interesse, ma questo non ha portare nessun beneficio a le borse anche oggi hanno perso pesantemente.
    Ttutto questo sta a significare che questo modello è ormai morto, si tratta di tentativo di rianimazione di un cadavere e prima i governi si rendono conto di questo , prima riusciranno a trovare la via per salvare i propri cittadini dalla povertà e fame a cui sono destinati per questa crisi.

    Barak Hossein Obama lavorerà per la relizzazione di un mondo più giusto ?

    Certo il tentativo di Bush basato sull’inganno dell’11 settembre era l’ultimo tentativo della arroganza internazionale per prendere il potere su tutti i popoli, i suoi fallimenti lo dimostrano ma bisogna vedere se la gente riesce a interpratare questi accadimenti con la chiave di lettura giusta cioé, fiutando che in questo mondo molte cose non vanno nel verso giusto ,sta ai popoli di scegliere, tutti i popoli ora sanno che cosi non va, ma bisogna trovare i motivi, i colpevoli e le cause, ma una cosa è certa; l’inganno non regna più sovrano ed è in perdità, in forte perdità, e grazie ai ragazzi e studenti che secndono in piazza, sta succedendo anche in Italia quela cosa che ha determinato la scelta di Obama in America.

    IL MONDO E’ ENTRATO IN UNA FASE DI RISVEGLIO.

    Lo spero con tutto il mio cuore, altrimenti finirà male per tutti. 
     

  • Di gloria esposito (---.---.---.218) 6 novembre 2008 20:17

    Obama non è il salvatore nè l’eletto (pardon per la battuta squallida)ma un politico che crede in quel che dice,una rarità insomma.
    Il cambiamento di amministrazione americana tange concretamente noi giovani di quest’Italietta vecchia, triste e bloccata, perchè Obama rappresenta una speranza per tutti coloro che hanno bisogno di un’alternativa alla societa’ come è adesso.
    La speranza non è una cosa datata,qualcosa di morto come l’illusione.
    La speranza fa venire voglia di contribuire a migliorare il paese in cui viviamo,spinge i ragazzi a non sentirsi sviliti in un mondo dove le ingiustizie sono di piu’ delle verita’.
    E non è poco :la speranza ti fa vivere ,ti fa sentire partecipe ,ti guida nelle scelte.
    Tutti abbiamo bisogno di un po’ di speranza per aiutare anche la nostra e stupenda Italia ,un po’grigia ,un po’ spenta e malaticcia e adesso purtroppo ancor piu’ invidiosa nei confronti degli altri paesi.
    Per questo credo in Obama ,perchè un po’ di vento di pace e di giovinezza non potra’ che fare bene anche a noi.
    Spero di non dovermi ricredere.

  • Di gloria esposito (---.---.---.218) 6 novembre 2008 20:26

    ps:parlando con schiettezza sono contenta che abbia vinto obama anche per tutti quelli che,come il nostro premier,credendo intimamente nell’ugualglianza sostanziale degli uomini indipendentemente dalla razza,dal sesso ,dalle religioni e dalle opinioni dovranno prendere in grande considerazione un uomo "abbronzato".
    finalmente:)
    Una dura batosta per tutti i razzisti del mondo.Ci voleva.

  • Di Termometro Politico (---.---.---.203) 6 novembre 2008 20:27

    "D’altronde bisogna ricordare che negli Usa, recentemente, i neri più i latinos sono diventati più numerosi dei bianchi."

    Se si dedicasse qualche minuto della propria giornata a raccogliere informazioni minimamente riscontrabili si eviterebbero magre figure.

    Dal sito della CIA, world factbook
    https://www.cia.gov/library/publica...

    "white 79.96%, black 12.85%, Asian 4.43%, Amerindian and Alaska native 0.97%, native Hawaiian and other Pacific islander 0.18%, two or more races 1.61% (July 2007 estimate)
    note: a separate listing for Hispanic is not included because the US Census Bureau considers Hispanic to mean a person of Latin American descent (including persons of Cuban, Mexican, or Puerto Rican origin) living in the US who may be of any race or ethnic group (white, black, Asian, etc.); about 15.1% of the total US population is Hispanic"

    Facendosi due conti in tasca abbiamo 12.85% (neri)+ 15.1% (ispanici) = 27.95%
    Popolazione bianca (esclusi gli ispanici) = 64.86%

    A casa mia 64.86% >> 27.95%. Quindi è stata raccontata almeno un balla. Per il resto ci penseranno gli altri a rimarcarle.


    Cordiali Saluti



    • Di cafenoir (---.---.---.213) 6 novembre 2008 21:31

      Non penso che sia il numero il punto... penso però che molti in più abbiano votato perchè si sentivano rappresentati, sacrosanto...Questo non vuol dire che lo facciano solo per il colore della pelle, non voglio fare qualunquismo, ma molti si sono mossi in tal senso di più rispetto agli anni scorsi proprio per il tipo di candidato per una volontà di cambiamento radicale. E’ importante comunque controllare le fonti prima di scrivere cose eh...sugli altri punti come la storia della politica estera e il fatto che arrivi in un momento di crisi sono d’accordo.

  • Di Fabio. (---.---.---.236) 6 novembre 2008 21:26

    Citando Mariuccia Ciotta dal Manifesto di Oggi, Il 44esimo presidente degli Stati uniti porta su di sé i segni del cambiamento storico di un’ America che ha perduto il suo sogno e la sua immagine. Barack Obama, bianco e nero, ha vinto sull’ onda alta della mobilitazione popolare, una valanga di consensi, uno scarto di sei milioni di voti sull’avversario. Ha dilagato negli stati della sconfitta democratica del 2000 e 2004, Ohio, Florida, Virginia, Indiana, ha portato alle urne giovani, ispanici, afroamericani, «nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili», gli esclusi. Ma la sua vittoria passa le frontiere..., anche rischiando la retorica si può ammettere che adesso è stato fatto un grande passo in avanti e con lui possiamo veramente sperare in un cambiamento radicale.

  • Di reza (---.---.---.118) 7 novembre 2008 10:47

    La logica vuole che le cose vadano in un certo senso:
    Se l’onda del fascismo/razzismo in europa ha potuto prendere tanto spazio nll’erana politica , ciò è anche dovuta all’atmosfera post 11 settembrina e alla presa di potere da parte dei neosons in America quindi; se finisce questo ciclo con la fine di Bush, quando gli americani votano uno che sta (anche fisiamente) a 180° da Bush e la sua ideologia, anche in europa i seguaci di Bush(Berlusconi altri politici fascisti/razzisti in vari paesi dell’europa)perderanno i consensi ?

    Se dovessimo basarci solamente sulla logica, visto anche che la politica non corrisponde ad una logica anzi, visto che l’esistenza stessa di Berlusconi in politica in un paese occidentale , è fuori da ogni logica, non arriveremo da nessna parte, ma in assenza di un fonte di ispirazione (Berlusconi ha investito tutto completamente su Bush e sul bushismo)anche il fascismo razzista europea dovrebbe sgonfiarsi.

    L’impianto ideologico di questa destra che sta al governo, si basa sull’11 settembre e sul "noi/loro" stabilito da Bush , dove "loro" non devono essere per forza i musulmani ma ogni idea contraria al bushismo.

    Ci potrebbe essere qualche deriva, specialmente in Italia, visto anche l’entrata in scena dei Cossiga e dei Gelli, ma tutto ciò che essi potranno fare non avrà effetti di lunga durata , il tutto potrebbe finire con la fine di ligislazione guidata da Berlusconi.

    Naturalmente la furia razzista espressa da Berlusconi e da vari esponenti del suo governo nei confronti di Obama, sono anche la dimostrazione di una frustrazione dele destre fasciste per questa vittoria, per dirla con parole semplici ; a Berlusconi gli rode troppo perché da ora in poi deve leccare il cu.. ad uno di colore che si chiama anche Barak Hosseien (nomi di origine arabo islamico) , mentre in Italia il suo schieramento è decisamente anti islamico e razzista. 

  • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.1) 7 novembre 2008 13:50
    Rocco Pellegrini

    vedo che anche qui ci sono non poche persone che preferiscono vedere il bicchiere mezzo vuoto piuttosto che mezzo pieno. E’ un atteggiamento della mente che, innanzitutto, danneggia chi lo ha perchè gli impedisce di godersi la vita e li condanna ad un pessimismo essenziale sterile ed inutile.
    Nessuno pensa che grazie all’elezione di Obama improvvisamente gli USA si siano trasformati nella valle verde della pubblicità per bambini, tutti sappiamo che i problemi sono tanti e che soltanto un’azione ferma e vigorosa potrà cambiare le cose in profondità.
    Però ci sono dei momenti nei quali la storia gira e questo è uno di questi.
    La gente è contenta perchè avverte l’emozione della novità.
    Cambia il clima, si respira meglio.
    Anche se fosse vero per un momento soltanto è sempre una bella notizia.
    Anche per un malato di cancro un momento di speranza e di ristoro dal dolore è benvenuto.

    • Di DD (---.---.---.140) 7 novembre 2008 15:14

      Scusa ma mi sento chiamato in causa. A parte che sono un festaiolo da paura ed edonista convinto, penso che riflettere sia giusto. CMQ : Bene, continuiamo a vivere di illusioni, a fare discorsi inutili, facciamo pure discorsi idioti sulla battuta di Berlusconi.
      Questo tipo di saggezza ipocrita ci farà sprofondare nel baratro tanto quanto cio’ che critichiamo.
      Tu dici che é tempo di cambiamento: quello che diciamo noi é che non é vero. Obama non farà cambiare niente. Gli eventi che seguiranno, sono già sull’agenda politica dei governi. E’ un meccanismo che si protrae da decenni. E’ davvero triste essere consapevoli di essere illusi. Ho lavorato qualche tempo in una casa di riposo e penso di averne trovate poche di persone cosi’, ed erano le più infelici...

    • Di cafenoir (---.---.---.51) 7 novembre 2008 16:42

      C’é una malattia culturale che ci fa approciare alla Politica in maniera totalmente sbagliata.
      Noi giovani ce ne stiamo rendendo conto, ma non sappiamo esprimerla e concretizzarla al meglio.

      Questa parte mi piace ed è un punto interessante...idee?? Mi spiego. Idee per portare avanti un minimo di cambiamento a parte la rivoluzione o l’anarchia, da come ho letto la prospetti ma non è che ti vada molto a genio questa possibilità...? Curiosità e dialettica eh, nessun tono polemico nel mio intervento

    • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.123) 7 novembre 2008 23:46
      Rocco Pellegrini

      dunque tutti quelli che si affollavano nelle strade americane e nei forum di tutti il mondo e che ieri si sono sentiti contenti sono tutti degli illusi e solo tu, o chi la pensa come te, hai capito come va il mondo? Non ti sembra un pò squilibrato? Se le cose non possono cambiare e la politica non serve a nulla perchè tanto "tutto è già scritto nelle agende dei governi" cosa resta alle persone che sono in difficoltà e vogliono sperare nel futuro? La lotta armata? O che altro? Quale baratro maggiore di questo? Come te ragionavano quelli che chiamarono illuso King quando parlava di un sogno e cantava le sue "chimere", eppure quel sogno ha prodotto l’incredibile ed oggi un figlio di schiavi entra nella Casa Bianca da padrone.
      Il fatto è che bisogna darsi da fare, correre, impegnarsi quando si crede o ci si sforza di credere mentre quando si considera tutto un’illusione non ci sono responsabilità tanto tutto è uguale.
      Il mondo gira, lentamente, ma gira. 

    • Di (---.---.---.140) 10 novembre 2008 12:13

      Rispondo sperando di poterti chiarire le idee.
      La maggior parte delle persone che conosco, persone dai venticinque ai trentacinque anni, ma anche più giovani o non votano o votano a malincuore perchè pensano che il Potere fa comunque quello che vuole o che bisogna votare il "meno peggio" per il senso civico che abbiamo, o che pensiamo di avere.
      Io personalmente penso che i temi più importanti non vengano affrontati né dai politici né dai mass media (non è forse per questo che si sono creati spazi come agoravox?): ambiente, logiche geopolitiche, progetti occulti sugli stili di vita dell’umanità intera, cibo spazzatura, tecnologie rivoluzionarie non considerate ecc.
      Su un punto non si dovrebbe avere dubbi: Il Potere fa quello che vuole.
      Tanto più oggi che avremmo i mezzi democratici e soprattutto la coscienza storica per rendercene conto ma continuiamo a vivere in questa illusione del "Io posso scegliere, quindi posso cambiare".
      Tutti i discorsi in questo spazio erano semplicemente rivolti al discorso Barak Obama: ci sono persone che vedono il cambiamento (quelle più malate vedono un ulteriore dimostrazione della (non)democrazia americana), altre che hanno evidentemente studiato la Storia dopo la seconda Guerra Mondiale (oltre magari le dinamiche del Potere contemporaneo) che comprendono bene come questa elezione non cambierà di molto l’atteggiamento americano e di tutte le potenze occidentali. Non si pensa sicuramente di avere di avere di fronte un uomo della bassezza di Bush, ma neanche di un Salvatore. Con i mei interventi vorrei solo far capire alle persone che NESSUN POLITICO OGGI CI RAPPRESENTA, SOPRATTUTTO IN ITALIA. Qui, ma come sappiamo, anche in America, dove la metà delle persone neanche vota.C’é un’enorme massa di persone che non si riconosce in nessun politico e disprezza sia la destra che la sinistra. Perché? Perchè tutti i problemi che ci sono in Italia sono dovuti alla politica di politici che in passato hanno fatto i loro comodi e oggi sono anche considerati Guru della politica italiana. Inoltre perchè come ben dovremmo sapere dei nuovi protagonisti si sono installati nella rete del Potere: le grandi industrie, che con la loro politica aziendale, impongono stili di vita, cibi, medicine, idee (mi raccomando non si tralasci la cosa più importante, le idee), false verità e tutta una serie di cose per rendere il mondo un unico mercato, sprezzanrte delle differenze e violento contro alcune diversità. I paesi in via di sviluppo sanno meglio di noi cosa le nostre aziende fanno nei loro paesi. Ma torniamo a noi. (precisiamo che questa non é una critica tout court al capitalismo)
      Le persone che hanno vissuto il periodo post bellico possono anche asserire che la vita oggi é migliorata, non lo metto in dubbio, ma cio’ non vuol dire che questo sistema vada bene (anzi, quello che puo’ succedere é qualcosa di peggio di una guerra mondiale).
      Ecco noi dobbiamo scegliere: dobbiamo continuare a legittimare persone che ci porteranno a una situazione limite perchè dobbiamo soddisfare il nostro stupido senso civico o dobbiamo cominciare ad agire? o reagire?
      Vuoi idee? Ecco, la prima idea é non riconoscere più il Potere finchè mente, finché non fa veramente gli interessi della società. Non mi interessa se questi problemi ci sono sempre stati. E’ vero. Ma allora ci sono sempre stati anche i contestatori che arrivavano anche a compiere atti di violenza (a torto o a ragione) in nome di un cambiamento.
      Non sostengo l’anarchia come soluzione (anche se un’umanità veramente matura dovrebbe vivere in una situazione priva di regole che si autogestisce ecc. ma questa è un’utopia). Sostengo pero’ che, in questo momento, siamo, nonostante tutto, ancora cosi’ fiduciosi che chi ci comanda possa migliorare la nostra vita, da essere i primi rensponsabili di una futura fase di anarchia. Fase che sarà di transizione: o si migliora o si raggiungeranno scenari da film fantascientifici in cui attraverso la tecnologia diventiamo tutti dei servi. Mentre noi parliamo qua vatti un po’ a leggere gli studi che fa la NASA? O qualche agenzia privata in korea o giapponese.
      Molti adulti per la loro educazione e per la storia che hanno vissuto automaticamente sono portate a ragionare in due: destra o sinistra.
      Oggi un giovane puo’ votare Lega ma essere di sinistra, ma non perchè é ignorante (un po’ si), ma semplicemente perché non ha nessuno che gli spiaccichi davanti la realtà e lo faccia ragionare secondo la logica al posto che secondo l’ideologia politica a cui appartiene.

      La realtà sta dimostrando che questo sistema non va bene. Possibile che se uno come me critica, deve essere automaticamente uno che risolve tutti i problemi?
      Il primo passo é semplicemente delegittimere i politici. Io i politici li disprezzo a tal punto che una buona parte li metterei in galera. E non perché sono anarchico, ma perché penso che se uno fa il politico debba essere superiore la persona media (altra follia culturale imposta: noi siamo tutti uguali. Noi non siamo tutti uguali. Ci sono persone più stupide e persone più intelligenti (difficile é tracciare i limiti e i criteri, ma non ci sono dubbi sulla mia affermazione)).
      Non riconosco il potere della polizia perché il 90 per cento del loro lavoro é rivolto nei confronti delle persone comuni ( e questo è un processo in aumento) e davanti a loro un giorno sei un bravo cittadino, un altro un criminale o un potenziale assassino, secondo leggi o limiti che il politico di turno s’inventa per far felice il coglione che l’ha votato.
      La Storia ufficiale è un insieme di frottole messe in piedi per far accettare la realtà cosi’ comè. Tutti i cambiamenti della società sono avvenuti tramite idee filosofiche, politiche, esistenziali astratte. Quindi non mi sembra sbagliato che anche nella fase in cui viviamo queste idee siano astratte. Tanto meno in una discussione come questa. Cosa dovrei dirti oltre di delegittimare il potere?
      Guarda che l’elenco é lungo, non so neanche da dove partire.

       rifare tutto l’impianto degli alimenti di base nel nostro sistema industriale che con l’utilizzo di nuovi principi alimentari (o sostanze?) danneggiano l’organismo (aspartame, fruttosio, oli industriali, addittivi chimici per la frutta( e non venirmi a dire che almeno adesso mangiamo tutti perchè con tutto quello che si spreca non abbiamo di certo bisogno di queste sostanze( dove vivo io una stupida campagna del vicentino i contadini buttano via cibi biologici a tonnellate)));

       rivedere tutto il sistema sanitario e le verità su determinate questioni (vaccini, utilizzo medicine e conseguenze VERE dovute al loro utilizzo, HIV-Aids la grande menzogna) che si sa benissimo come sono state create, manipolate dal sistema farmaceutico internazionale, nonché da quello accademico; di conseguenza sostenere tutta la medicina alternativa efficace;

       sostenere tutte le potenziali tecnologie alternative per migliorare la vita nel mondo;

       riscrivere la Storia per informare meglio il popolo su alcune dinamiche che hanno interessato gli eventi principali del mondo per meglio affrontare il futuro ( e con più consapevolezza);

       limitare la cultura spazzatura, concetto collegato all’educazione e al ruolo dei mass media nell’influenzare l’opinione pubblica, perché le persone stupide non sanno pensare ( penso ci voglia comunque un intrattenimento banale qualche volta);

       norme più severe per i tutori dell’ordine che saranno(oltre ad essere stati) il braccio del Potere;

       informare l’opinione pubblica sui veri progetti geopoliticimilitari delle grandi potenze;
      e finisco.
      Non é utopia questa. Se uno riflette puo’ benissimo accettare (visto che da sempre é stato cosi’). Quello che non puo’ pretendere é che non ci siano persone che per contestare questo "modo di fare" , non ricorreranno alla violenza perchè allergici a questo sistema.
      Quando i politici faranno veramente i politici allora si potrà cominciare a discutere e a portare proposte concrete.
      E ti ricordo: in questo spazio si voleva semplicemente mettere in discussione questo entusiasmo nei confronti dell’elezione di un presidente.
      Neanche alla base siamo d’accordo. Se neanche si arriva ad avere una base comune come si fa a portare risposte concrete? Come si fa a votare Veltroni? Per quanto lo detesti mi sembra molto più ovvio che in Italia ci sia una persona come Berlusconi. Il livello é talmente basso nella nostra politica che parlarne non ha neanche senso.
       

    • Di (---.---.---.140) 10 novembre 2008 12:25

      Si. Solo quelli come me hanno capito. Non é arriganza. Quando Clinton ha vinto c’era quasi lo stesso entusiasmo di adesso. E cosa é cambiato? La situazione in Amerivca é peggiorata, e non sicuramente solo per colpa di Bush. E ti ricordo che chi ha votato Obama è la maggior parte degli elettori, non degli americani. Forse, democraticamente parlando avrei più io la maggioranza che Obama.
      E ripeto: non sostengo la lotta armata. Penso che si possa arrivare a una situazione di violenza naturale da parte della gente comune in una ipotetica situazione limite. Che creerebbe il caos.
      Il mondo gira? Chi ti ha detto che sta girando dalla parte giusta?

    • Di (---.---.---.140) 10 novembre 2008 12:27

      Ci sono altri protagonisti al potere, non solo i politici di facciata. Questo é il concetto basilare se si vuole cominciare a cambiare le cose.

  • Di Kayser Sose (---.---.---.89) 10 novembre 2008 00:03

    Nella società dello spettacolo tutto ciò che dicono i politici è una recita e per sentire parlare di politica bisogna andare dai comici. Così Berlusca fa avanspettacolo, Obama recita da primadonna e Grillo fa politica.
    Quindi domandarsi cosa cambia con l’elezione di Obama è come chiedersi cosa cambia in un film quando si sostituisce l’attore protagonista. Nel film ci possono essere cambiamenti sostanziali, nel mondo reale non cambia praticamente niente. I comitati d’affari continueranno a decidere le guerre ed i presidenti. Nel frattempo l’israeliano Rahm Emanuel è stato nominato dai sionisti come capo di gabinetto di Obama.
     

    • Di cafenoir (---.---.---.193) 10 novembre 2008 13:27

      Come supponevo, trovo tante idee e per la maggior parte confuse...situazione di violenza naturale... boh non mi sembra una cosa da agognare, certo i politici andrebbero rivoltati come dei calzini e cambiati (ti sembra strano? peccato su questo sono daccordo) ma attenzione non dimentichiamoci che la democrazia è un concetto di cui molti parlano e che in pochi sanno attuare, qui si incita a qualcosa che non so in quanti conoscano sul serio e confusa con altro che di democratico non ha proprio nulla.Mi affianco a rocco nella sua ultima affermazione.

    • Di (---.---.---.140) 10 novembre 2008 14:10

      C’é qualcuno forse che non ha le idee confuse? Io direi di leggere meglio gli scritti prima di commentare, di guardare in faccia la realtà e non continuare a riferirsi a questo equilibrio di dubbio valore.
      Non ne abbiamo abbastanza. Aspetta aspetta e vedrai...

    • Di DD (---.---.---.140) 10 novembre 2008 15:13

      Cavolo, quello che voglio dire non é che aspiro a una situazione di guerra sociale. Dico che sarà necessaria.

    • Di DD (---.---.---.140) 10 novembre 2008 16:03

      Vorrei aggiungere questo articolo come esempio. Oltre a leggere libri di saggistica e di storia e parlare con le persone, consulto spesso il sito di Grillo. Anche la rivista Nexus é ottima (nexus.it).
      Questo é dal blog di Grillo.



      Appoggio l’orecchio al terreno e sento un rumore. Sempre più vicino. Un brontolio, una carica, un tuono. Sono milioni di nuovi disoccupati. Quanti saranno in più tra un anno? Due milioni? Tre milioni? Senza più niente da perdere. I manganelli non potranno fermarli. Travolgeranno tutto e tutti e non faranno sconti. Chi si troverà sul loro percorso verrà cancellato. Sindacati collusi, giornalisti servi, partiti autoreferenziali. Il loft di Topo Gigio e le ville sarde dello psiconano. Travolti. L’Onda degli studenti li ha anticipati. Dopo l’Onda verrà lo Tsunami del lavoro. Non ne parla nessuno. Tutti i giorni chiudono decine di aziende grandi e piccole. Posti di lavoro perduti per sempre. Un padre di famiglia senza lavoro, senza TFR, senza un c...o, che alternative ha? Torna a casa e guarda i figli e nulla ha più importanza per lui. L’esercito dovrà presidiare i supermercati prima e le sedi dei partiti subito dopo.
      Da oggi raccolgo le testimonianze del "Lavoro perduto", inizio con la Motorola di Torino che andrò presto a trovare. Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

      "Caro Beppe,
      grazie per aver citato Motorola. Come hai detto te siamo tra gli apriporta di questa crisi che sta investendo il mondo e che presto travolgerà anche il nostro Paese. Tutto è successo così improvvisamente. Giovedì mattina stavamo ancora sgobbando per mamma Motorola, molti di noi lavoravano anche nel weekend, per fare in modo che la produzione si concludesse on-time. Tutti sforzi inutili visto che con un semplice annuncio il presidente della sezione Mobile ha dichiarato la cessazione immediata della piattaforma su cui stavamo lavorando. Subito dopo una mail comunica un riunione per lunedì mattina con il responsabile motorola per la regione EMEA. Molti caddero nello sconforto. Mentre molti erano ancora ottimisti. Il peggio è successo tra venerdì e lunedì quando Motorola insieme ai dirigenti ci ha letteralmente lasciato soli in balia della stampa : "Motorola, sogno finito a rischio 300 ricercatori - Alla Motorola rischiano in trecento", leggo dalla stampa sabato mattina alle tre di notte. Per poi arrivare a lunedì mattina dove riassumendo ci hanno dato il ben servito dopo aver detto che eravamo tra i migliori, che eravamo un centro di eccellenza, ma che non servivamo più...e tanti saluti e arrivederci. Ma noi intanto l’avevamo saputo prima dalla stampa. Che tra l’altro ci ha fatto passare come dei ladri dicendo che Motorola aveva tolto tutti gli scatoloni dal palazzo per evitare furti. E tante e tante altre cazzate scritte da giornalisti bugiardi che dovrebbero stare a spazzare le strade di Torino...
      Morale della favola siamo 370 ingegneri + un centinaio di consulenti, tutti a spasso... senza ammortizzatori sociali...senza nulla. Molti hanno famiglie... Ora visto che siamo soli mi chiedevo se tu Beppe potevi venire a farci visita... a incoraggiarci... sono certo che ti accoglieremo a braccia aperte...Cari saluti" Marco

      Non voglio di certo uscire dall’argomento Obama, ma tutto é collegato le riflessioni sono importanti fino a un certo punto.
      Chiedo scusa a cafenoir per qualche mia parola pesante. Sono fatto cosi’, brusco ma terribilmente buono.
      Tra l’altro c’é anche l’intervista appena uscita anche qua su Niki A. Gatti. Purtroppo siamo in un bivio. Vedo con difficoltà una strada diplomatica.

  • Di reza (---.---.---.88) 10 novembre 2008 17:59

    Alle recenti elezioni presidenziali americane, l’Iran ha fatto il tifo per Barack Obama, nella speranza che quest’ultimo, una volta eletto, avrebbe adottato una politica differente nei confronti di Teheran rispetto a quella intransigente seguita dal presidente George W. Bush. Tuttavia, il futuro dei rapporti fra Washington e Teheran non dipenderà soltanto dagli orientamenti del nuovo presidente americano – sostiene l’analista egiziano Mustafa el-Labbad – ma anche dalle lobby che ne influenzeranno la politica estera

    Fra tutti i paesi del mondo, l’Iran era forse quello che con più ansia attendeva l’esito delle elezioni presidenziali americane. Gli iraniani, senza dubbio, hanno pregato per la sconfitta del candidato repubblicano John McCain, e per la disfatta delle politiche e delle ideologie che egli appoggiava. Per Teheran, McCain era soltanto un altro falco neocon che voleva porre fine al programma nucleare iraniano, ed intralciare le ambizioni regionali della Repubblica islamica. La vittoria di Obama potrebbe portare invece ad una politica USA più realistica – forse perfino a dei negoziati che rafforzino il ruolo regionale dell’Iran.

    La preferenza iraniana per un candidato democratico è una novità. Fino alle elezioni presidenziali americane del 2000, Teheran aveva appoggiato i presidenti repubblicani, che sono noti per i loro stretti legami con la lobby petrolifera.

    I rapporti fra gli USA e l’Iran sono stati instabili negli ultimi cinque o sei decenni. Il periodo fra il golpe del 1953 e la rivoluzione del 1979 rappresentò una fase di stretta cooperazione. Ma dopo la rivoluzione, i rapporti fra i due paesi hanno oscillato fra la dura acrimonia e l’aperta ostilità, con gli americani che avevano marchiato l’Iran come membro del cosiddetto ‘asse del male’, e gli iraniani che continuavano a scagliarsi contro il ‘Grande Satana’ americano.

    Malgrado tutte le differenze ideologiche, gli interessi di Washington e Teheran convergono su diverse questioni cruciali. Eppure le relazioni fra i due paesi si guastarono dopo il 1979, in gran parte a causa di Israele. L’Iran si è vigorosamente opposto agli sforzi di pace tra i paesi arabi ed Israele, ritenendo la nascita di un Medio Oriente guidato da Israele come una minaccia al suo ruolo regionale. Allo stesso modo, Israele ha fatto naufragare ogni tentativo di riavvicinamento fra Teheran e Washington, ancor più vigorosamente dopo l’invasione dell’Iraq.

    Con Menachem Begin, Israele aveva cercato la cooperazione con i paesi situati ai margini del mondo arabo, come l’Iran, la Turchia e l’Etiopia. Ora, Israele sta cercando di portare l’India dalla sua parte nel tentativo di accerchiare l’Iran, che si è dimostrato più caparbio, nella sua opposizione alle politiche israeliane, rispetto a molti paesi arabi. Teheran, nel frattempo, sta chiamando a raccolta l’opposizione al Grande Medio Oriente, dall’Iraq alla Palestina. Il successo della linea intransigente dell’Iran – sostengono alcuni – potrebbe alla fine obbligare Washington a cercare qualche formula di intesa con Teheran.

    Gli americani, dal canto loro, hanno solo due opzioni: colpire militarmente l’Iran, o aprire un dialogo. Ogni speranza – che Washington può aver coltivato finora – di giungere ad un rovesciamento del regime iraniano dall’interno sembra ormai essere svanita. I gruppi dell’opposizione iraniana sono semplicemente incapaci di sfruttare la situazione regionale ed internazionale per scalzare il regime. E con George Bush ormai sul punto di lasciare il proprio incarico, le speranze di un doppio contenimento dell’Iraq e dell’Iran stanno svanendo.

    Polverizzando i Talebani, e poi rovesciando Saddam, Washington ha reso più potente il regime iraniano. Per la prima volta dall’indipendenza irachena, i sostenitori dell’Iran siedono in forze nel parlamento iracheno. Semmai, ciò dovrebbe fornire agli americani una ragione ulteriore per dialogare con Teheran. E gli iraniani non possono aspettare. La loro opposizione ideologica nei confronti di Washington è solo un modo per alzare la posta in un gioco di rivalità geopolitiche.

    Gli sforzi volti a determinare un riavvicinamento nelle relazioni irano-americane sono già in corso. La lobby petrolifera all’interno degli Stati Uniti è un importante sponsor dell’American-Iranian Republican Council, un gruppo guidato da espatriati iraniani che hanno stretti legami con il regime, ma anche con responsabili dell’attuale e delle precedenti amministrazioni USA. Fin dalla sua fondazione nel 1997, questo gruppo ha lavorato a varie iniziative per promuovere la cooperazione fra i due paesi.

    In qualsiasi futuro dialogo, gli americani esorteranno l’Iran ad adottare una posizione più morbida nei confronti di Israele. All’Iran verrà chiesto di moderare la propria retorica, probabilmente ad un livello analogo a quello adottato dal Pakistan o dalla Malaysia. In altre parole, ci si aspetterà che Teheran possa criticare Israele in qualche occasione, ma che in generale eviti di contrapporsi apertamente allo stato ebraico, o di aizzare gruppi alleati contro di esso. Se un compromesso di questo genere dovesse essere raggiunto, è probabile che l’Iran giungerebbe ad una ridefinizione della propria sicurezza nazionale, concentrandosi sul Golfo e sul Mar Caspio piuttosto che sull’intero Medio Oriente.

    Attualmente, l’ostacolo principale ad un compromesso politico fra Washington e Teheran è rappresentato da Israele e dai suoi sostenitori all’interno del complesso industriale e militare americano, mentre i principali fautori di un riavvicinamento sono i membri della lobby petrolifera americana. Gli iraniani hanno fatto il tifo per Obama, ma il futuro dei loro rapporti con Washington non dipenderà soltanto dal presidente, ma dai gruppi di pressione che influenzano la sua opinione in politica estera.

    Mustafa el-Labbad è un analista politico egiziano, esperto di questioni iraniane; é direttore dell’ East Center for Regional and Strategic Studies, con sede al Cairo

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