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Carlo Vulpio: "Più che un inviato, un sorvegliato speciale"

Di Roberto Calabrò (---.---.---.130) 21 gennaio 2009 15:56

Quest’intervista è bellissima da un lato (complimenti, Elia!) e terrificante dall’altro.
Da un lato ci informa, ci fa conoscere e capire certe pericolose dinamiche in atto nel nostro Paese.
Dall’altro, proprio perchè ci rende edotti, atterrisce per la gravità della situazione e per il muro di gomma creato attorno ai pochi giornalisti liberi e ai magistrati che ancora rispettano la Costituzione.


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