E’ nata a Milano all’alba di un giorno di fine autunno del 1957. Giornalista professionista dall’88 si occupa di web, moda, design. E, per passione,
di cinema
vedi stefania io amo la sintesi. e poi nn sono un critico cinematografico. lo ripeto tutte le volte che parlo di un film (puoi verificare, se vuoi). io scrivo xchè un film mi ha comunicato qualcosa e ho voglia di condivederlo con altri. nessuno è obbligato a leggermi, nè a seguire il filo delle mie emozioni... avere la tessera da giornalista nn significa, di defualt, essere "stronzi" :)))
ciao e grazie x la tua attenzione
è incredibile... di quello che ho scritto sei tu a non aver capito nulla. se pensi di aver delle cose da dire su un film, un libro, una piece teatrale, nessuno su AV ti impedisce di aprirti un account e scrivere.
io ho scritto solo quello che pensavo. e di solito nn mi faccio influenzare dalle recensioni: se un film mi ispira vado a vederlo e stop...
Riciard rispondo a Luigi Ruffolo citando un grande giornalista e nn me stessa. lo faccio continuamente in questi giorni quando mi chiedono xchè aderire alla protesta del 14 luglio ( lo farò solo come internauta, credo che i settimanali nn aderiranno. di solito si evolve la giornata, ma nn lo so ancora) . il giornalista è Mario Borsa. Direttore del Corsera dopo il 25 aprile. il libro da cui traggo queste righe LA LIBERTA’ DI STAMPA. per inciso borsa nn era un lobbista , io lo conoscevo bene...
"Essi ( i fascisti, ndr. ) se la prendono con i giornalisti, come se questi si agitassero per un loro privilegio di classe. Ignorano, o affettano di ignorare, che la libertà di stampa è una questione che interessa, o dovrebbe interessare, più il pubblico che i giornalisti stessi; che è inutile parlare di libertà di coscienza, di libertà di riunione, di guarentigie costituzionali, di istituzioni parlamentari, di indipendenza della magistratura, se non si mette a base di tutto ciò la libertà di stampa, cioè la libertà di pensare, di scrivere, di controllare, di criticare, di correggere e di consigliare. Se il pubblico italiano non fosse - politicamente - quello che è lo dovremmo vedere nelle piazze a protestare, insieme coi giornalisti e più dei giornalisti, contro questi attentati alla libertà di strampa...."
Pensavo si sentisse la mancaza del fascino, della seduzione... invece scopro che si sente la mancanza dei valori, di gente che ci creda, che li difenda....