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Commento di Marina Serafini

su Immigrazione o umanità in fuga? Cosa si nasconde realmente dietro tale fenomeno? I bambini le uniche vittime


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Marina Serafini Marina Serafini 15 luglio 07:43

La questione non sta nel non voler accogliere, ma nel farlo in maniera tale da tutelare anche chi l’accoglienza la fa. Interessante l’articolo linkato, ed espressivo della Vera problematica: ogni fare implica - e deve farlo - un pensare, un progettare, un valutare. Ossia: l’azione deve essere preceduta dalla valutazione di un obbiettivo chiaro. Ad oggi non si fa che spostare il dito su chi é egoista perché vuole mantenere per se’ le proprie risorse e sui poveracci indigenti che ne chiedono anche per se’. Mi sembra davvero troppo banale. Non si tiene conto dell’architettura della politica e degli obbiettivi veri messi in gioco. Il traffico di esseri umani - perché di questo si tratta - e l’invasione in massa dei territori, sono espressione di una modalità bellica diversa d quella cui siano abituati visivamente, quella con cannoni e fucili, per intenderci. Da sempre le migrazioni di massa sono state usate come strumento politico per indebolire un paese. Immaginate una migrazione di massa doppia o tripla rispetto a quanto accade normalmente. Avremo modo di gestirla? Che accadrebbe? Non é il problema dell’accoglienza, ma di come questa viene gestita. Gli esseri umani sono risorse, e come tali andrebbero gestiti, quindi é necessario riflettere sul come accoglierli, distribuirli, formarli e finalmente - fatti questi primissimi passi necessari- integrarli. Si perché non ditemi che l’integrazione corrisponde a quanto accade oggi: far convivere culture diverse in uno stesso posto fisico in modo forzoso, senza alcun intervento di mediazione che consente una reale interazione basata sul reciproco rispetto e orientata al dialogo. Oggi non esiste integrazione. Assistiamo solo alla convivenza, tutt’altro che pacifica nella maggior parte dei casi, di individui che si guardano con sospetto e che si criticano a vicenda. E per forza, dato che abbiamo a che fare con culture davvero molto diverse. "Aiutamoli a casa loro" é una espressione controversa: non la intendo come un "tornassero a casa loro" - nel senso in cui i piú facinorosi ignoranti vogliono intenderla, ma nel senso più strutturale di "organizziamo una politica che consenta un modo per loro differente di vivere e di muoversi. Gli accordi politici - dove c’è interesse, si fanno. Si fanno e sono stati fatti anche con i delinquenti della peggior specie. Tutto scritto, tutto documentato. Tutto stranoto. Ma il traffico di umani, ahinoi, fa girare un certo tipo di economia e di politica. E quindi si lascia che accada questo scempio cui assistiamo ogni giorno; si condisce con un bel po’ di demagogia, si dà una spintarella tramite i media affinché le persone si distraggono con dibattiti inutili e inascoltati, e si abbassa il livello della problematica su un terreno di non intervento. E questo perché, torno a ripetere, l’intervento non ha senso nel mondo dei poveracci-e-gli egoisti, tra buone ong e cattivi salviniani, tra nazionalisti e umanisti...Queste sono baggianate alimentate per gettare fumo negli occhi per non far vedere cosa accade in altri saloni, quelli della politica e degli accordi internazionali. Non é difficile da capire, é sotto gli occhi di tutti, accade in tanti settori, eppure ci fa talmente schifo che ci ostiniamo a volerci credere. E lì a discutere e a puntare il dito. Siamo sciocchi, siamo idealisti...E facciamo il loro gioco. Un brutto, bruttissimo gioco,mascherato con zuccherini e fiorellini. E intanto, non potendo fare di meglio, i buonisti li accolgono chiudendosi dentro ai lager..... Una gran bella soluzione!!!!


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