Quale Merito >
L’avvio dell’operazione di QE è il terzo memorabile intervento finanziario promosso
da Mario DRAGHI da quando è Presidente della Bce.
Prima, a inizio 2012, ha lanciato
il piano (da oltre 1000 miliardi) di prestiti triennali agevolati per
rifinanziare le Banche dell’UE.
Dopo, a fine 2012, ha varato il piano anti-spread
(acquisto illimitato di bond) che ancora procede al ritmo di 13 miliardi al
mese.
Innegabili sono stati gli effetti positivi prodotti.
Anche per l’Italia.
Ogni
volta il nostro spread ha perso circa 180 punti.
In concreto. Anche se nel frattempo
il nostro Debito è aumentato di oltre il 7% e salvo ulteriori ribassi dello
spread, il premier RENZI “sta risparmiando” (rispetto a Monti) sui 12-14
miliardi all’anno per i minori interessi da pagare. Una cifra che, ad esempio,
supera di gran lunga la posta di bilancio dei suoi 80 euro.
Di più.
Non si può affatto
scordare la svalutazione dell’Euro (finora del 22%) a tutto vantaggio delle
nostre esportazioni.
Una volta aggiunto il taglio del prezzo del petrolio non
meraviglia che DRAGHI preveda per il PIL europeo una crescita dell’1,5% nel
2015.
Con queste premesse è evidente che ci sono tutte le condizioni di base perché
l’Italia riesca ad imboccare la via della ripresa economica.
Tutti parlano di occasione
“da non perdere”. Forse perché le “epocali” riforme di RENZI sono ancora da
attuare.
Per contro. DRAGHI ha già dimostrato di conosce valore e significato
di Parola e Merito …