Il problema di gente che in vita sua ha sempre lavorato e che si suicida per la perdita di dignità dovuta alla povertà è problema serio, che riguarda la gestione della politica italiana degli ultimi decenni, anche se i nodi sono venuti al pettine soltanto più recentemente.
Il fatto che il problema sia serio, anzi gravissimo, però non giustifica generalizzazioni e prese di posizione sceme: la Boldrini ha fatto benissimo ad andare a Civitanova, è neoeletta di un nuovo parlamento e chiarissimamente non ha alcuna colpa ma il merito di non sottovalutare il problema.
l’anonimo commentatore precedente dice cosa importante ma sbagliatissima:
"La vita di una persona non può essere legata a quanti contributi hai versato"
In quel "non può" lui mescola malamente etica e contabilità.
Se si VUOLE che chi non ha versato contributi venga assisitito, allora PER POTERLO FARE si devono fare delle scelte precise, praticabili ed esplicite, altrimenti si ruba -senza dirlo- la pensione a chi oggi lavora e versa contributi.
E non si tratta di dare o negare una piccola elemosina, si tratta di problemi grossi e seri: consideriamo i tanti lavavetri, vu’ compra’, migranti lavoranti in nero che affollano l’Italia; presumibilmente diverranno vecchi in Italia, magari con cittadinanza, certamente non hanno mai versato contributi, certamente non si può pensare di mantenerli continuando a rubare i contributi ai lavoratori regolari, e allora che fare?
Le generalizzazioni poi accecano:
il caso di quel muratore sessantaduennne perseguitato dall’INPS perchè indietro di alcuni contributi è ben diverso da quello di chi i contributi e le tasse non li ha mai pagati: lui ha onestamente contribuito quanto poteva a questo stato e, divenuto povero e anziano avrebbe avuto diritto ad un diverso trattamento: e scrivo DIRITTO, non ELEMOSINA.
GeriSteve