Ottimo articolo, analisi terribile: e’ chiarissimo che
l’operazione e’ stata truffaldina, perche’ alla Alitalia e’ stato sottratto
qualcosa (quegli assetti) che valeva ben piu’ dei due miliardi, visto che c’era
un acquirente pronto a pagare per quel “qualcosa” due miliardi, piu’ l’accollo
di un sacco di debiti.
A occhio, si puo’ valutare che Air France avrebbe speso
almeno 3 miliardi, quindi quegli assetti dovevano valere almeno 3 miliardi e
invece sono stati svenduti a 1,2 miliardi. A parte i costi
umani e nazionali di carenza di trasporti, ci sarebbe quindi una truffa di
quasi 2 miliardi.
Non mi e’ chiaro se alla data della vendita azioni CAI all’Air
France i soci della cordata CAI avevano versato o no gli altri 600mln da dare
all’Alitalia, e cioe’ se Air France abbia acquisito quegli assetti con o senza
debiti verso l’Alitalia.
Nel secondo caso ci avrebbe lucrato anche Air France,
perche’ avrebbe comprato il 25% di
quegli assetti (l’attuale CAI) a meno di meta’ del prezzo (322mln) che era
pronta a pagare (750 mln = 25% di 3 miliardi ) e ci sarebbe anche da sospettare
che per fare questo affare Air France abbia pagato a qualcuno una tangente.
Nel primo caso invece, i soci della cordata CAI avrebbero
lucrato quasi subito sulla svendita di quegli assetti, in perfetta analogia con
la operazione- truffa di Conti.
I danneggiati sono stati i dipendenti, lo stato italiano, i creditori
e gli azionisti dell’Alitalia.
Lo stato italiano dovremmo essere tutti noi, ma essendo
rappresentato dagli artefici di questa operazione- truffa, certamente non si
rivarra’ su se stesso. Ma i creditori e gli azionisti dell’Alitalia potrebbero
denunciare la bancarotta fraudolenta e qualcuno dovrebbe rendere conto, a meno
che non venga depenalizzata anche quella.