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Voglia di mangiare: pandemia covid code black friday

Da mesi la maggior parte della gente ha libero accesso ai supermercati e compra merce da mangiare, anche da accantonare. Sembra che mai come in questo periodo di confinamento, gatti e cani di casa siano così ingrassati, come chi li ama e ci vive insieme. Io stessa per quanto cerco di camminare e controllarmi, ho messo su parecchi chili che appesantiscono la mia fragile salute di settantenne e allora in questa mattinata piovosa con un certo disgusto leggo la notizia che a Genova a Via Prè nel centro storico, ieri hanno multato varie persone in coda, non per un black friday anticipato ma perché senza mascherina o comunque appiccicati: erano in fila per un pasto caldo, alla mensa dei poveri.

Tra le persone denunciate anche un "bugiardo" che si fingeva minorenne, tant'è che "portato all'ospedale pediatrico Gaslini dalle radiografie è emerso che era maggiorenne." Sembra siano state multate altre sei persone sempre per il mancato rispetto delle norme anti contagio.
 
Ho cercato il nome di questa mensa, li a Via Prè e ho trovato che: " La Provincia attualmente è impegnata specialmente nella pastorale sanitaria, parrocchiale, e nell’annuncio missionario del Vangelo; un servizio molto importante è quello dell’assistenza dei poveri e dei bisognosi, praticato da sempre ed oggi continuato con impegno anche attraverso le “Mense” quotidiane."
 
Un po' di storia: "Nel 1530 (circa) un primo drappello di frati, inviatovi da p. Ludovico da Fossombrone, forse su consiglio della matrona genovese Caterina Cibo, trova ospitalità presso l’Ospedale degli Incurabili in Genova, dove il Magistrato della Pia Opera assegna loro alcune stanze e la chiesa di San Colombano. Pochi anni dopo i frati vengono chiamati a prestare la loro opera presso l’Ospedale di Pammattone, con il quale mantengono un ruolo volontaristico, intensificato nei momenti di particolare emergenza (epidemie, tempi di influenza, ecc.)..." 
 
A Genova sono stata per la prima volta a luglio del 2001, portata lì da una figlia sedicenne che credeva che un altro mondo è possibile. Le nostre convinzioni vacillano ma resistiamo, figurarsi chi cerca da mangiare per sopravvivere.
 
Sono solo le 7.30 del 20 novembre e i giornali hanno battuto la cronaca di questo "evento" della legalità ligure. Mio figlio è già in piedi per andare ad insegnare l'italiano a scuola, a Marsiglia, come la sorella che insegna anche lei ma agli adulti.
 
Federico mi ha, mandato un video per dirmi buongiorno. E' un video in catalano e proprio dalla Spagna era notizia in prima pagina, a maggio del 2020, che l’aumento della povertà aveva provocato conseguenze gravissime dell’epidemia in Catalogna, la regione più ricca della Spagna,e migliaia di famiglie che avevano perso le loro fonti di reddito a causa della chiusura delle attività e della crisi economica sono state costrette a rivolgersi per la prima volta alle mense dei poveri.
E noi in Italia,viviamo alla grande? 
A te che mi leggi, passo questo video , è una piccola chiave di lettura da tenere da conto: tu tieni la chiave.
Doriana Goracci
Foto: Paolo Margari/Flickr

 

Commenti all'articolo

  • Di gilda piroddi (---.---.---.142) 20 novembre 11:28

    Doriana mi addolora pensare che dei poveretti vengano multati perchè in coda per avere un pasto caldo. Avrebbero potuto risolvere la faccenda cercando, se possibile, di far rispettare il distanziamento e fornire le mascherine perchè che senso ha multare ed umiliare ulteriormente chi dovrebbe solo essere aiutato? Che utilità ha e che esemio può essere se ogni giorno vedo inutili assembramenti e sento persone incivili che si vantano degli espedienti che hanno escogitato per non rispettare le regole?

    Il video che hai postato è commovente e fa capire che la solidarietà e la comprensione umana potrebbero risolvere tante difficili situazioni. Ho però paura che questa pandemia abbia offuscato i buoni sentimenti e fatto aumentare egoismo e cattiverie.. se solo ritrovassimo un poco di buonsenso!

  • Di paolo (---.---.---.49) 21 novembre 11:21

    Doriana, come capita spesso, ci mette di fronte alle cose crude della vita e nulla è peggio della miseria. L’indigenza che mina i fabbisogni fondamentali dell’individuo fa perdere la dignità.

    Sul video ho invece qualche riserva. Non che non rappresenti la realtà sia ben chiaro, soprattutto al tempo del Covid, ma perché offre una immagine parziale di un fenomeno che è ineluttabile e che si chiama "progresso". Con tutti i punti interrogativi, anche negativi, che esso ci pone. 

    Pensiamo cosa sarebbe la vita, soprattutto di questi tempi e con le conseguenti restrizioni, se i vari e-commerce ( Amazon, ebay, gearbest ecc... ) non esistessero; cosi’ come i servizi offerti da grandi gruppi per le spese online, anche di generi primari(alimentari ma non solo). Certo se utilizzati per acquisti voluttuari o superflui è un conto, ma le cose non stanno esattamente cosi’. 

    Oltre a dare lavoro a migliaia di dipendenti, che probabilmente compensano le perdite del commercio spicciolo, offrono un servizio che proprio in questi tempi di pandemia è insostituibile, oltre che in linea con le necessarie precauzioni.

    E’ indubbio che a rimetterci è quel rapporto fatto di contatti umani diretti, che sta andando a farsi benedire, ma cosi è e bisogna prenderne atto. La società sta cambiando, con una velocità paragonabile a quella con cui evolve la tecnologia dei microchip che, secondo la legge di Moore, quadruplica ogni tre anni. Tutti i negozi sotto casa stanno pian piano sparendo, portandosi via relazioni e persino amicizie. Chiude la bottega sotto casa e quel tizio che vedevi da una vita e di cui sapevi tutto probabilmente non lo rivedrai mai più. La tecnologia che offre il mondo in un click sta aumentando la distanza tra gli esseri umani. E’ più facile avere rapporti sociali o persino culturali con una tastiera (come stiamo facendo in questo momento ) che con chi abita nella porta accanto. Che tristezza!.

    Scusa la lungaggine, ma in questo momento l’unica cosa che non difetta è il tempo.

    saluto

    • Di Doriana Goracci (---.---.---.231) 21 novembre 15:28
      Doriana Goracci

      Caro Paolo intanto grazie e davvero...Il video è solo un piccolo suggerimento a mantenere i piedi per terra, i contatti veri, anche con la bottega vicina, strangolata da tutto quello che sappiamo ed è inutile ripetere,è solo una piccola chiave di lettura della realtà, anche quella sconcertante di vigili inviati a multare gente in fila per mangiare, che ovviamente disturba altra gente e indossa magari male la mascherina, in ogni caso fa"assembramento". Io malgrado viva in un piccolo paese della Tuscia, vedo ogni giorno arrivare una quantità inverosimile di spedizioni per acquisti on line.Con questo metodo ho pagato fino ad oggi solo i voli per andare in Francia. Certo sono in pensione e ho tempo per girare i mercati i negozi i paesi vicini ma in fondo lo facevo anche quando ero giovane, ho usato sempre i mezzi pubblici,pur lavorando con due figli e un marito...non mi sono fatta mancare niente,comprese le delusioni. Forse come molti ho troppo in casa,dal cibo ai libri, dagli oggetti inutili alle piante... e troppi chili addosso e purtroppo non posso più andare in piscina ma cammino, appena c’è il sole e non piove.E’ diverso guardare con i nostri occhi, poi magari scriverne, ti fa sentire più forte. Ti abbraccio.

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