• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Attualità > Economia > Vamos Bine. Buon primo maggio

Vamos Bine. Buon primo maggio



Leggete qua sotto.

Non andavamo così bene da 9 anni.
Vamos Bine. Buon primo maggio
"Nel 2009 le società entrate in procedura fallimentare sono risultate esattamente 11.477, con una crescita del 26,6% rispetto all’anno precedente" e non solo "Professionisti: inizio d’anno nella morsa della crisi. Nel primo trimestre 2010 si stima un calo del fatturato del 37%, con il 19% degli studi a rischio chiusura. Stiamo parlando di circa 2 milioni di persone, di cui il 50% autonomi e l’altro 50% impiegato con contratti vari: a tempo indeterminato, determinato, a progetto, di c.co.co..". 
(da Il sole 24 ore)

Andiamo bene, vamos bien.



"ROMA - Gli occupati nella media 2009 sono diminuiti di 380 mila unita’ rispetto alla media 2008. Lo comunica l’Istat, sottolineando che si tratta del primo calo annuale dal 1995. Il tasso di disoccupazione medio e’ salito al 7,8% dal 6,8% della media del 2008. (...)

IV TRIM 2009 DISOCCUPAZIONE 8,6%, TOP DA 2001 - Il tasso disoccupazione nel IV trimestre 2009 è salito all’8,6% (dato non destagionalizzato), il livello più alto dal 2001. Lo rileva l’Istat, sottolineando che i senza lavoro hanno raggiunto quota 2,145 milioni di unità, 369mila in più rispetto allo stesso periodo 2008.
 
IV TRIMESTRE 2009 - 428MILA OCCUPATI - Nel quarto trimestre 2009 gli occupati in Italia sono diminuiti di 428mila unità rispetto allo stesso periodo 2008. Lo rivela l’Istat sottolineando che si tratta di un calo dell’1,8% e che, nel periodo, erano al lavoro, 22,922 milioni di persone".

"ROMA - Il tasso di disoccupazione a marzo è schizzato all’8,8%, rispetto all’8,6% di febbraio. Lo comunica l’Istat nella stima preliminare mensile, sottolineando che si tratta del dato peggiore dal secondo trimestre 2002. A marzo il tasso di disoccupazione è aumentato dello 0,2% su base mensile e dell’1% su base annua.

Il numero di inattivi di età compresa tra i 15 e i 64 anni - comunica ancora l’Istat - è pari a marzo a 14,9 milioni di unità".
(fonte Ansa)

Andiamo bene, vamos bien.
Mi viene in mente la frase che di continuo sentivo pronunciare in Grecia, quando ero piccolo: italiani-greci, stessa faccia, stessa razza, stesso cervello.

A vedere come si son messe le cose per loro dico solo: speriamo di no.
Tuttavia in molti ci spiegano che mandare a casa questo governo è il suicidio, poiché le agenzie di rating declasserebbero l’Italia, producendo una situazione simile a quella ellenica.

Ed è per questo che il caro premier, passando tra la folla, ha voluto commentare i dati Istat così:

Lasciare un commento

Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina

Se non sei registrato puoi farlo qui


Sostieni la Fondazione AgoraVox

Autore

Riciard

Riciard

Da più di tre anni gestisco un piccolo blog dalle "ampie pretese", Riciard’s. Mi piace vederlo come spazio di condivisione, discussione e crescita. Parlo spesso di politica, ma buono spazio trovano anche cultura, arte, ed altre tematiche. Isciriviti al feed di Riciard’s: http://feeds.feedburner.com/Riciards

Sito: Riciard's


Profilo personale

Scrivi su AgoraVox !


Ultimi articoli dell’autore

Tutti gli articoli dell’autore

Articoli correlati

Economia
Tutti gli articoli di questa rubrica



Palmares


Articoli più letti

  1. Educare alla pace è un dovere costituzionale: la scuola contro la subcultura della guerra nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione
  2. Le manifestazioni di questi ultimi giorni non sono un fenomeno passeggero di protesta
  3. Ridurre le tasse aumentando le tasse
  4. Pensioni, Fornero ancora in campo. Adesso il Governo Meloni deve mantenere le promesse del 2022.
  5. Il nuovo mondo digitale e la tecnofobia
  6. Il funzionario devoto
  7. Storica vittoria di Lula in Brasile
  8. Gli studenti chiedono più scuola, Guerini parla di più armi: chi decide le priorità dell’Italia?
  9. La sintesi della vita di Kant di un giovane filosofo italiano
  10. Tel Aviv: manifestazione per chiedere il dialogo con i partiti arabi