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 Home page > Attualità > Politica > Un altro ventennio che se ne va…

Un altro ventennio che se ne va…

Il Senato ha votato la decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi e, con lui, se ne va anche questo ventennio di dominazione berlusconiana. 

Lo hanno combattuto tanto, fino al punto di modificarsi nel tempo; prima da PCI, poi come PDS Partito Democratico della Sinistra, a seguire si sono trasformati in DS Democratici di Sinistra, infine hanno unito le forze con il PD, attuale Partito Democratico, che ha sancito la fusione fra DS e Margherita.

Tutto per sconfiggere il solito Berlusconi, ma nemmeno ieri sono riusciti a farlo. Chi lo ha fatto è un Senato dove tutti sono contro tutti e da un Parlamento dove a comandare non si sa bene chi sia: se Napolitano o i parlamentari nominati dai partiti.

Berlusconi è stato escluso dal Parlamento in un momento dove la politica è più debole e devastata che mai, da rancori e lotte intestine, da inimicizie e demagogia, da correnti e avversità, da corruzione e disonestà. Nessuno è immune dai problemi interni, per questo la decadenza di Berlusconi arriva solo grazie (o a causa di…) al MoVimento 5 Stelle. Se loro non avessero votato compatti la decadenza, Berlusconi si sarebbe comunque salvato.

Ora c’è chi esulta e chi si dispera, fatto sta che l’Italia è rimasta senza un vero leader politico di livello. C’è Monti, Casini, Epifani o Renzi o Cuperlo, Maroni o Bossi, Vendola o Grillo. Direi che abbiamo gran poca cosa.

Di Berlusconi tutto si può dire, anche il peggio del peggio, ma è pur sempre un leader politico italiano dei più forti e influenti, tanto da vincere un’elezione completamente da solo. E’ anche il responsabile del peggior ventennio di sempre, colpa o causa del solito Berlusconi, ma solo perché è sempre rimasto lui l’uomo da battere, l’unico forte per eccellenza, mentre gli altri hanno mancato l’obiettivo di far crescere una vera e propria alternativa credibile.

Per combatterlo ad armi pari, con dignità e forza, senza dubbi e in trasparenza, gli avversari dovevano mettere in campo un altrettanto leader forte e influente, ma non è stato così. Per cui questa è davvero la sconfitta della democrazia e, nel contempo, la vittoria della demenza politica italiana.

Sono comunque felice che ora si cambi registro, che si guardi altrove, e spero tanto che questo fatto comporti una nuova fase politica nel paese, magari solo per il fatto che “la necessità aguzza l’ingegno”.

Mi auguro solo di non dover mai pensare che… “si stava meglio quando si stava peggio"

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.70) 29 novembre 2013 18:30

    A prescindere >

    Per non subire l’onda mediatica serve esaminare i fatti tralasciando il nome dei protagonisti.

    Primo. Il Senato è stato chiamato ad esprimersi sulla “compatibilità” o meno con il ruolo di “rappresentante” della nazione di un soggetto condannato penalmente in via definitiva. Questo in base al dettato della Legge Severino varata col favore del 75% dell’Aula.
    Una Legge che ha come “presupposto” la condanna penale in quanto tale.
    Non può essere “ancorata” al principio di “irretroattività” della pena perché perderebbe efficacia.
    Se così fosse, visti i tempi della nostra giustizia, per diversi anni a venire potrebbero far parte del Parlamento soggetti condannati, dopo il dicembre del 2012, per uno o più gravi reati penali commessi prima di tale data.

    Secondo. Scopo di detta Legge è di concorrere ad evitare che il Parlamento sia “composto” da soggetti non in possesso dei requisiti (“onorabilità” in primis) che qualificano le cariche elettive.
    Da qui la “immediatezza” delle procedure applicative e la previsione di un “divieto” non inferiore alla normale durata di una legislatura.
    Qui sta la ragion d’essere di tale Legge.

    E questi sono i temi su cui porre l’attenzione e riflettere.
    Appendice.
    Certa “personalizzazione” dei fatti mira a proiettare Riflessi e Riflessioni calibrate su quanti sono sensibili alla fascinazione

  • Di (---.---.---.90) 29 novembre 2013 20:51

    Si parla tanto di ventennio di Berlusconi ma durante questi venti anni, si sono succeduti diversi governi di sinistra che hanno affossato l’economia italiana e non hanno permesso al Presidente Berlusconi di varare quelle Leggi ( magistratura ) che sono indispensabili per la Vita del popolo italiano.


    Tutti i posti chiave dello Stato sono occupati dai signori della sinistra comunista coadiuvati dai 5 stelle che sono una costola del partito comunista.

    Se le cose non cambiano faremo la fine della Grecia.
  • Di Carlo Santi (---.---.---.61) 30 novembre 2013 11:58
    Carlo Santi

    Sono d’accordo, tutti si devono prendere le responsabilità del ventennio. L’articolo voleva solo evidenziare che Berlusconi, nel bene e nel male, è un personaggio che rappresenta qualcosa per davvero, e lo ha dimostrato. 

    Per questo dico che doveva essere trovata una soluzione "politica" per escluderlo dal Parlamento, battendolo sulle idee. Questa esclusione mi lascia l’amaro in bocca perchè sarà sempre lui il leader indiscusso, ora più di prima.

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