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 Home page > Tribuna Libera > Roma piange, ma Bruxelles non ride: la sconfitta dei bulli

Roma piange, ma Bruxelles non ride: la sconfitta dei bulli

Finalmente è finita, è finita la” via crucis” di una trattativa Commissione/Governo italiano, che ha fatto sprofondare l'Italia nel precipizio del ridicolo e della umiliazione, ha segnato, e una vittoria della commissione che ha scritto la nostra manovra ed esautorato il parlamento.

Hanno fatto i bulli gli arroganti, e ora non hanno il coraggio di presentarsi in parlamento e al popolo a rendere conto della loro disfatta. Hanno tradito, e sono stati traditi. Pensavano di sconfiggere la Troika da soli, senza alleati con una manovra superficiale scritta sull’acqua, su promesse ed impegni irrealizzabili.

Come conigli impauriti sono scappati di fronte alle loro responsabilità, hanno abbassato la voce ed i toni per paura della loro incompetenza. Temevono e temono di non saper governare gli effetti dello spread e della procedura di infrazione.

Hanno perso, perché hanno avuto di fronte problemi più grandi di loro, perché non conoscono la politica non la sanno fare. Per questo non sono riusciti a sottrarre l'Italia al ricatto finanziario del creditore verso il debitore, derivante da una perenne situazione debitoria, in cui la politica di austerity ci tiene inchiodati. Ma se Roma piange, Bruxelles non ride.

La vittoria UE è una vittoria di Pirro, piena di incognite e di pericoli. Il tentativo di affrancare dal giogo della finanza europea, è un obiettivo giusto, che accomuna tutti i popoli europei. E se Bruxelles non lo capisce, altre rivolte come quella di Parigi ci saranno in Europa.

É un rischio che la Commissione ha avvertito e per questo, non ha tirato troppo la corda, non ha esasperato il popolo italiano. Ma è solo un palliativo, l'ammorbidimento di una posizione già rigida, e comunque insufficiente, a disinnescare la mina innestata dalla rivolta di Parigi, il pericolo di un contagio, di un effetto domino .

Non risolve la contraddizione di un’Europa non economica che si sovrappone alla sovranità popolare. Non risolve lo scontro in atto tra i popoli dei paesi europei e la UE, tra i diritti delle persone, il diritto alla salute, il diritto alla dignità e il potere finanziario che vuole distruggere tali diritti.

 

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