Rifiuti Napoli: un’altra serata di proteste e blocchi. E di miracoli neanche l’ombra
Questa non è altro che l’ennesima cronaca dell’ennesima rivolta che si è consumata a Napoli in questi ultimi giorni.
“Il popolo è stanco” è il leit motiv della serata. Mario, che vive proprio a due passi da lì lo ripete come un mantra. Due macchine della polizia delimitano l’area, in attesa dei camion che dovrebbero ripulire tutto. Ma questa arteria è bloccata. La gente protesta, fa inversione e va via. Qualcuno prova a passare sui marciapiedi e si becca gli improperi dei manifestanti e qualche sacchetto sull’auto, i motorini sfrecciano tra i sacchetti. Una fila di autobus di linea è parcheggiata in fila indiana: sono spenti, morti. Gli autisti si guardano e chiedono lumi sul da farsi: “Per ora aspettiamo” dicono sconsolati. Ogni tanto qualcuno sale sui cumuli di immondizia e getta qualche sacchetto per strada. Non esistono guanti né mascherine, l’unico strumento sono le mani nude e i sacchetti. I bambini, nel frattempo, continuano a urlare e qualcuno imita i grandi, in posa su una panchina ormai nascosta dai sacchetti.
Telecamere e flash si sprecano e sono lo strumento usato dai residenti per gridare la propria rabbia. Nasce qualche tensione che muore dopo poco. Il contendere è sempre quello, la politica. “Destra, sinistra, nun ce ne fotte niente, so’ tutti uguali”, dicono, ma le fazioni sono diverse, c’è chi se la prende con la Iervolino e chi gli ricorda che da un anno è la Regione, governata dal centrodestra con Caldoro, a essere responsabile della spazzatura.






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