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Report Covid19 Mammamia

Mi chiedo se questo post debba proporlo per la pubblicazione nella rubrica "salute", poi decido: lo metto in "cronaca". E' la testimonianza di una giornata tra Roma-Bracciano-Capranica, a braccetto con il Covid19 che mi saluta: tempo di lettura 5 minuti. MAMMAMIA...

 

Martedì 11 gennaio 2022, parto alla volta di Roma, con bastone, documentazioni mediche e la borsa con tutti i documenti necessari al viaggio, verso l'ospedale Fatebenefratelli, perché ho avuto la fortuna di una visita con il Servizio Sanitario Nazionale dal mio infortunio di distorsione della caviglia per strada, a Capranica, il 20 dicembre 2021, poco prima di partire per fare il Natale con i figli le loro famiglie e due nipotini, tutti residenti a Marsiglia.

Sul primo treno Capranica- Roma, la giovane signora addetta al controllo, con un'altra giovane collega, mi ha chiesto il biglietto, il green pass neanche ha voluto vederlo, le ho mostrato Unica, tessera con foto regionale gratuita per gli "over 70" e le ha precisato, alla collega, che il loro lettore elettronico non legge ma è gratuita: sono andate oltre.

Arrivo alla Stazione di Trastevere, una delle rare, fornitissima di ascensori per salire e scendere le scale, sorrido tra me, grata alle Ferrovie.

Il tram 8, che collega Trastevere fino a Piazza Venezia e parte dal Casaletto, è sparito dalle rotaie, e in cambio c'è un bus ma passa spesso rispetto agli altri con una media di attesa per la strada senza alcuna pensilina o sedile, di 25 minuti. Siamo intorno alle 12, non c'è traffico e neanche ressa, molte persone non hanno avuto la fortuna come me di essere avvisate dalla strada che il tram non passa e aspettano, anche perché non c'è alcun cartello di avviso. 

Arrivo a piedi, camminando per circa un km. dalla fermata all'Ospedale Fatebenefratelli, nessun controllo all'entrata, nessun rilevamento febbrile se non dopo all'interno, differentemente da quanto accadeva un anno fa. Brevi attese, poche persone, ci provo allo sportello quando mi spetta, a chiedere anche una ecografia che mi hanno dato da fare, ed è possibile per agosto, come mi avevano già detto al Cup. Faccio la visita ortopedica prenotata, mi viene richiesta subito una risonanza, anche se non ci sono fratture dalla radiografia eseguita in Francia, urgentemente. Riprovo a prenotarla sotto, nella sala prenotazioni, a marzo, oppure a pagamento tra alcuni giorni per quanto sia totalmente esente perché invalida. Dico no grazie. Chiamo mia sorella e riesce a prenotarmi per oggi 12 gennaio 2022, alla Bios di Bracciano, a pagamento.

Erano ormai le 14, e trovandomi nel Ghetto, Portico d'Ottavia, entro in una tavola calda e mi siedo per mangiare due supplì che non trovo dalle mie parti e rinfrancarmi, nessuno mi chiede il green pass e siamo in tanti, in piedi e seduti. Riprendo il bus 8 ex tram e dei ragazzi usciti da scuola, mi danno generosamente due mani per salire il gradino-marciapiede di attesa del bus. L'autobus è pieno di giovani studenti delle medie superiori, dei licei... al semaforo la conduttrice si ferma e con voce forte invita i ragazzi senza mascherina a metterla, e a indossare la Fp2. C'è chi grida tra loro "eh MAMMAMIA e parti"... lei riparte, assolutamente impotente, fra loro si raccontano che non hanno neanche il biglietto, che se li fermano dicono di avere "la cacarella..." Scendo nella favolosa piazza della Stazione di Trastevere, dove non esiste un passaggio pedonale, capolinea di autobus dove il marciapiede è una trincea di buche e dissesti, sto più che mai attenta. Riesco a prendere il primo treno che mi avvicina a Capranica e fa capolinea a Bracciano. Arrivo, scendo, c'è un a tormenta di vento gelato e vado al bar, camminando tra transenne e lavori in corso da anni, nessuno al bar mi chiede niente se non i soldi per il ginseng, e sono l'unica avventrice. Li capisco, difficile pensare di me a una no vax (sono vaccinata 3 volte, anche per influenza e polmonite). Aspetto venti minuti su una sola misera panchina senza pensilina, perché dove c'è una pensilina non ci sono i sedili e viceversa: arriva il treno delle 16, per Capranica, destinazione Viterbo. Una signora, addetta al controllo, mi vede con molta difficoltà provare a salire: ho sempre borsa, quella per i documenti e il bastone, domani comprerò il tutore come da prescrizione dell'ortopedico. Non ce la fa lei e tantomeno io, a farmi salire, lo scalino è altissimo. Butto tutto a terra e mi metto in ginocchio, lei mi aiuta a rialzarmi, piango per rabbia e mortificazione. Nessuno guarda o ha visto niente. Quando arrivo a casa, mia figlia mi manda un messaggio e mi dice che il risultato del test molecolare, le comunica che era stata positiva, verso Natale, quando siamo state insieme per 7 giorni ed eravamo negative all'antigenico...Ora è negativa. Ecco perché la sua tosse secca febbre mal di gola e la spossatezza. Lei era l'unica a temere il vaccino perché in pieno allattamento tra il secondo e terzo mese, compagno, figlio, compagna e altro piccolo...tutti contenti e vaccinati, e così anche lei avrà una medaglia ricordo di questa pandemia. Avverto di quanto mi capita, devo fare un'ecografia e cure terapiche che sono solo a pagamento. Dal 20, a Marsiglia ho già una prenotazione...con la tessera europea pagherò qualcosa meno che in Italia, riconsoliamoci così. Viceversa la stampa mi informa che in Italia ci sono stati in 24 ore 220.532 contagi, in Francia 368.149 casi.

I Media scrivono che " il sistema è messo a dura prova".

Doriana Goracci

Commenti all'articolo

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.183) 12 gennaio 16:58
    Doriana Goracci

    invece l’ Ansa ha deciso di mettere nella rubrica salute e benessere, la storia di Laura: "Da 9 mesi aspetto l’intervento per un tumore". E’ una paziente oncologica di Agrigento: "Io e la mia famiglia viviamo nell’ansia e nella paura di quello che mi può succedere"

    “Da 9 mesi aspetto l’intervento per un tumore. Io e la mia famiglia viviamo nell’ansia e nella paura di quello che mi può succedere”. A dirlo è Laura, 54 anni, impiegata in un ufficio del ministero della Giustizia di Agrigento, che sta vivendo sulla propria pelle il dramma delle liste di attesa che si allungano, anche per i pazienti oncologici, a causa del Covid. 

    Anziché essere operata nei tempi stretti previsti dai protocolli, la donna sta aspettando ormai da mesi una chiamata dall’ospedale. All’Ansa racconta:

    “Al Policlinico di Catania i medici mi hanno spiegato che mi avrebbero asportato la tiroide per un nodulo a rischio 30% di carcinoma, verificato con l’ago aspirato. Era aprile del 2021. Avrei dovuto essere operata massimo alla fine di settembre”.

    Sono migliaia i pazienti in lista d’attesa. Medici e infermieri vengono dirottati nei reparti Covid e gli interventi chirurgici vengono rimandati. Quello a cui Laura dovrebbe essere sottoposta, scrive l’Ansa, ”è un cosiddetto intervento di elezione, mentre quelli d’urgenza riguardano per esempio le emorragie o le occlusioni intestinali”.

    A tale riguardo Francesco Cognetti, presidente della Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi commenta: “Le liste d’attesa per gli interventi chirurgici non d’urgenza includono anche le operazioni dei tumori, da quello della mammella, allo stomaco, al colon. Sono interventi che vanno fatti entro 15-20 giorni e non certo dopo tre mesi e oltre, perché ne va della vita delle persone”.

    https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2022/01/11/ansa-la-storialaurada-9mesi-aspetto-intervento-per-tumore_bbbd566b-fe6c-4e14-b4af-1c717b76c590.html

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