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Referendum | Gratteri: «Sul Csm ci propongono una truffa, non un sorteggio»

Il procuratore di Napoli a Radio 24 smonta la riforma: due Csm e un'Alta Corte costeranno 141 milioni. E sulle accuse dei giornali: «Sono pronto a cause civili, ho già vinto 70mila euro per due volte»

«Quello che ci propongono è una truffa, non un sorteggio». Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, non usa mezzi termini. Ospite di 24 Mattino su Radio 24, intervistato da Simone Spetia, ha spiegato punto per punto le ragioni che lo porteranno a votare no al referendum confermativo di domenica 22 e lunedì 23 marzo.

Il nodo centrale è la composizione del nuovo Csm. «I componenti — ha spiegato Gratteri — saranno sì sorteggiati, ma i dieci posti assegnati dal Parlamento usciranno da un elenco di nomi indicati dalla politica, in proporzione al peso di ogni gruppo parlamentare. Nell'urna metteranno nomi scelti da loro: questo è un sorteggio temperato, e chi esce risponderà sempre alle logiche della politica».

Sul piano economico, i conti non tornano. «Oggi il Csm costa 47 milioni di euro — ha ricordato il procuratore —. Con la riforma avremo due Csm più un'Alta Corte: significa moltiplicare quella cifra per tre. Dove si prenderanno i soldi? Non vorrei che si tagliassero i fondi per le intercettazioni o si bloccassero le assunzioni dei cancellieri, ricordando che gli stipendi dei dipendenti del Ministero della giustizia sono già i più bassi in assoluto».

Sul fronte della separazione delle carriere, Gratteri ha difeso il modello attuale: «Vogliamo un pubblico ministero che continui a ragionare da giudice, che cerchi prove a favore dell'indagato e non punti a portarlo in giudizio ad ogni costo. Un pm sereno, non schiacciato dall'angoscia di essere messo sotto accusa». Quanto ai modelli stranieri spesso citati dai fautori del sì, il procuratore li ha bocciati uno ad uno: «Chi vota sì porta ad esempio il sistema americano, dove il pm non è di carriera. Non vogliamo quello. E il modello francese? Pensate che stiano processando Sarkozy per fatti che si sapevano già quando era presidente: vale come due di coppe a briscola. Dopo la strage di Duisburg, il magistrato tedesco venne da me a pregarmi di non far tenere il processo in Germania perché non erano in grado di gestirlo. E noi guardiamo ai modelli stranieri?»

Spazio anche alla polemica con alcuni quotidiani, in particolare Il Foglio, che aveva interpretato come un'intimidazione alcune sue dichiarazioni. «La mia non era una minaccia — ha precisato Gratteri —. Dicevo solo che valuterò se ci sono gli estremi per cause civili o penali contro chi mi diffama sistematicamente da quando ho annunciato il mio no. Ho già vinto cause simili: 70mila euro per due volte, fondi che ho poi devoluto in beneficenza». E sulle accuse di essere un «voltagabbana» per aver cambiato posizione sul sorteggio: «Tre anni fa ero favorevole al sorteggio del Csm. Ma quello che propone questa riforma non è un sorteggio. Eppure continuano a raccontare bugie: non è normale».

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