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Primarie USA | Le meravigliose mappe del New York Times sul denaro raccolto dai candidati Dem

Molto bene Sanders, ma nelle grandi aree urbane è lotta a tre con Warren e Buttigieg.

di Francesco Magni

Negli Stati Uniti c’è una consolidata prassi quando si vota, prassi molto meno diffusa in Europa: i candidati raccolgono soldi (in genere molti soldi) da donatori privati. È una cosa talmente diffusa e talmente importante che il Comitato Nazionale dei Democratici ha imposto come criterio di partecipazione al prossimo dibattito di settembre un numero minimo di 130.000 donatori.

Tenere d’occhio l’andamento del numero dei donatori e la loro diffusione geografica non è, pertanto, un mero esercizio di curiosità intellettuale ma, al contrario, una indagine fondamentale e necessaria per comprendere appieno l’andamento della politica statunitense.

Il New York Times ha pubblicato a tal proposito un articolo sulle donazioni ricevute dai (numerosissimi) candidati nelle file democratiche fino al 30 giugno 2019.

Prendendo a riferimento i soli candidati che hanno partecipato ai due dibattiti sin qui svolti, il dato incontrovertibile è che il re delle donazioni – sia per il numero di donatori che per l’ingenza dei contributi – è il Senatore Bernie Sanders: lo era già nei primi tre mesi dell’anno e ora conferma il suo primato indiscusso.

Prendiamo la prima mappa. Qui si può vedere distintamente come Sanders sia il candidato con il maggior numero di contribuenti (746.000, quasi il doppio di Elizabeth Warren che staziona in seconda posizione) e come costoro siano ben distribuiti in (quasi) ogni parte del territorio nazionale. Fanno eccezione solamente i territori particolarmente legati a un candidato specifico (Bullock è il Governatore del Montana, Klobuchar è senatrice del Minnesota, Beto O’ Rourke ha rischiato di vincere il seggio senatoriale nel feudo repubblicano del Texas ed è molto noto nel suo Stato).

I candidati dem con il maggior numero di donatori

I donatori di Bernie Sanders sono talmente diffusi che consentono al Senatore del Vermont di risultare il maggior beneficiario delle donazioni anche in territori e Stati che esprimono candidati molto noti.

Dando un’occhiata anche all’importo complessivo dei contributi ricevuti, la situazione non cambia granché e le mappe sono non a caso molto simili. Il primo è sempre Bernie Sanders e gli altri inseguono. È ad ogni modo interessante notare come Pete Buttigieg, terzo per numero di donatori, sia ampiamente al secondo posto nella classifica dell’importo delle donazioni.

I candidati dem che hanno raccolto più fondi

Sanders è l’unico tra i candidati in corsa ad aver preso parte alle precedenti primarie e si appoggia a una rete molto solida e collaudata di sostenitori. Come ha giustamente fatto notare il campaign manager di Sanders Faiz Shakir su Twitter, la contribuzione sta andando talmente bene che il New York Times ha ritenuto opportuno preparare anche una mappa senza Sanders, per consentire ai lettori di capirci qualcosa anche delle donazioni ricevute dagli altri.

I candidati dem con il maggior numero di donatori, escluso Sanders

Si nota come Elizabeth Warren, Senatrice del Massachusetts, l’altra principale progressista in corsa, è avanti in larga parte degli Stati Uniti, “segno che la sua strategia di fare affidamento su donatori di base e di astenersi dall’accettare fondi da grandi donatori sta funzionando”, come rileva lo stesso NYT. La mappa mostra anche la forza e il radicamento regionale di alcuni candidati, come l’ex vicepresidente Joe Biden, che sta andando bene nel Delaware e nella Pennsylvania nord-orientale, nonché in molti luoghi del sud-est. La senatrice Kamala Harrisdella California, principale antagonista di Biden nei primi due dibattiti, ottiene un buon risultato nel suo Stato d’origine, e Pete Buttigieg, sindaco di South Bend, nell’Indiana, ha ottenuto un forte sostegno in alcune parti del Midwest, l’area che tradì Hillary Clinton nel 2016.

Le mappe dettagliate mostrano come la lotta a tre tra Sanders, Warren e Buttigieg si ripeta anche nelle aree urbane, con qualche sporadica incursione di Harris e Biden.

I candidati dem con il maggior numero di donatori nelle aree urbane di New York, Boston, Washington, Chicago, Atlanta e San Francisco

In conclusione, è bene rammentare che mai come questa volta nella corsa per la nomination l’incertezza regna incontrastata. Anche la base democratica sembra un po’ confusa, al punto che un elettore dem su cinque finora ha elargito contribuzioni ad almeno due candidati.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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