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Preselezione per preside, una prova da invalidare

Se lo scopo della recente prova preselettiva del discusso concorso per dirigente scolastico (svoltasi il 12 ottobre) era quello di selezionare i più validi candidati al ruolo di capo d'istituto si può affermare, senza paura di essere smentiti, che l’obiettivo è stato clamorosamente mancato.

La metodologia di selezione della classe dirigente voluta dal ministro Gelmini, nella migliore delle ipotesi, consentirà alla scuola italiana di disporre, nel prossimo futuro, di una schiera di “presidi baciati dalla fortuna”, piuttosto che di dirigenti con un solida preparazione psico-pedagogica, tecnico-organizzativa e, soprattutto, dotati di quelle qualità intellettuali e morali indispensabili per dirigere efficacemente un’istituzione in cui, oltre ai ragionieri, ai geometri e ai tecnici dell’industria, si formano pure le coscienze.

Alle difficoltà derivanti dal fatto che bisognava rispondere a 100 quesiti in 100 minuti, cercandosi le domande all’interno di un librone di circa 500 pagine che di quesiti ne conteneva quasi 6.000, si sono aggiunte quelle connesse all’obbligo di riportare la risposta considerata corretta su un foglio a lettura ottica, annerendo un cerchietto, con penna biro di colore nero, senza fuoriuscire da quest’ultimo. Per compiere queste due semplici operazioni necessitavano mediamente 40 secondi: 30 per cercare il quesito all’interno del grande libro e 10 per annerire il pallino di risposta sulla stringa a lettura ottica. Sì, è proprio così, per leggere una domanda e le quattro possibili risposte, spesso molto lunghe, rimanevano soltanto 20 secondi. Ecco allora che in tantissimi, svolti i primi 50/60 quesiti, a causa dell’assottigliarsi del tempo a disposizione, sono stati costretti ad accantonare l’odioso librone e a recitare “Ambarabà ciccì coccò…” per individuare tra A, B, C e D quale fosse il pallino da annerire. E come se non bastassero le difficoltà descritte, i quesiti errati e quelli incomprensibili, si è pensato di rendere la vita ancor più dura ai candidati predisponendo un volume contenente le domande in orizzontale e con una rilegatura strampalata che, in molti casi, impediva la lettura dei primissimi righi di domanda e di risposta: occorreva “squartare” il librone con forza per poter scorgere il testo sottostante. Inoltre, le pagine di quest’ultimo, in carta riciclata molto ruvida, risultavano difficilmente sfogliabili: individuare il quesito era veramente un’impresa.

A questo punto sorgono spontanei una serie di interrogativi che probabilmente non troveranno risposta. Come mai non si è optato per una somministrazione telematica dei quesiti? Se si considera che i candidati, prima che potessero svolgere la prova, sono stati “sequestrati” dalle otto del mattino sino a mezzogiorno c’era tutto il tempo per poterli sottoporre, a gruppi di 50/100 alla volta, a verifica computerizzata con esisto just in time. Perché si è confezionato il librone in orizzontale piuttosto che in verticale impedendo un’agevole lettura di molti quesiti? Come mai lo si è prodotto in carta riciclata di pessima qualità, determinando una notevole dilatazione dei tempi di ricerca dei quesiti? E soprattutto come mai in molte istituzioni scolastiche, specie in Calabria, tra il momento in cui sono stati distribuiti i fogli contenenti i numeri delle 100 domande sorteggiate e il momento di inizio della prova sono trascorsi circa 50/60 minuti?

Si tratta, evidentemente, di una procedura di selezione che va messa in discussione ab imis, poiché non permette di raggiungere lo scopo per il quale è stata concepita: individuare la classe dirigente del futuro, alla quale spetta il difficile compito di favorire la crescita culturale e morale della società e, quindi, traghettare finalmente il paese fuori dalla crisi economica e dal decadimento sociale e politico in cui da troppo tempo siamo costretti a vivere.

Commenti all'articolo

  • Di Giuseppe D’Urso (---.---.---.137) 18 ottobre 2011 13:07

    Viene da chiedersi il perchè di così tanta indignazione e di tale sorpresa.
    Uno Stato che per mezzo dei suoi rappresentanti ha la faccia tosta di produrre leggi incostituzionali per eliminare l’efficacia delle sentenze di annullamento del concorso e mantiene in vigore una graduatoria insesistente, essendo essa fondata su un atto annullato dalla magistratura, non può certamente preoccuparsi più di tanto di qualche "piccolo intoppo" nella procedura di selezione della nuova classe dirigente.

    Viene da chiedersi per pura ipotesi quale efficacia avrebbe questa prova preselettiva se a superarla fossero 30 mila sui 32 mila partecipanti. Infatti, la procedura non prevede alcun limite se non quello del superamento degli ottanta quesiti su cento. In questo caso avremmo perso solo tempo, danaro sprecato solo per eliminare una esigua parte di concorrenti.
    Ipotesi certamente fantasiosa, ma possibile anche se improbabile.
    Staremo a vedere. Comunque prendila con filosofia se non altro hai fatto un giorno di vacanza.

    • Di Giuseppe Iaconis (---.---.---.111) 18 ottobre 2011 13:28
      Giuseppe Iaconis

      Forse hai ragione: è meglio prenderla con filosofia. Ma rode il fatto che, tranne qualche eccezione, verso la quale va tutto il mio rispetto, a superare una prova del genere sono i più fortunati, o i più abili a sfogliare un libro insfogliabile o a leggere sotto la rilegatura, e non chi possiede le conoscenze e le competenze richieste.

  • Di Giuseppe D’Urso (---.---.---.137) 18 ottobre 2011 15:10

    Pensa tu che nel concorso del 2004, alcuni sono divenuti dirigenti senza la valutazione dell’elaborato, se si può ritenere valutazione quella effettuata in un paio di minuti.Qui almeno siamo solo nella fase "preparatoria".
    Che squallore, però, una grande quantità di persone pagate profumatamente per redigere questionari risultati in parte errati!
    La cosa grave è che lo Stato non è in grado di assicurare la giustizia in simili questioni. 
    I soggetti, infatti, che pur non avendone i requisiti sono stati ammessi alla prova, visto il danno grave ed irreparabile che ha legittimato il provvedimento cautelare emesso dal Tar, hanno la certezza che se supereranno le prove (ed è facile che ciò accada) pur carenti di legittimazione saranno sanati dalla solita leggina che sponsorizzerà il Bersani di turno.
    La prossima volta mi voglio candidare al concorso per un posto nella clinica di chirurgia di urgenza del Policlinico Gemelli, poco importa se non sono laureato in medicina e non ho alcuna specializzazione, farò ricorso, otterrò la sospensiva e, poi, attendero la solita leggina in sanatoria che il buon Bersani è solito non negare mai ad alcuno.
    Cosa vuoi farci, così è la vita.

  • Di (---.---.---.148) 29 ottobre 2011 12:20

    prova invio

  • Di (---.---.---.148) 29 ottobre 2011 12:29

    .. . un mio amico simpatico (psichiatra) nel vedere questa preselezione mi ha detto: "Questo è un concorso per autisti ... ma non quelli dei TIR. Questo concorso lo può superare solo un ’Rain man’". 
    Ma com’è? Tanta brava gente che si batteva il petto per quello del 2004 anche stavolta ha fatto cilecca?

    Con la solita cordialità
    carlo

  • Di Giuseppe Iaconis (---.---.---.2) 30 ottobre 2011 16:34
    Giuseppe Iaconis

    ahahahah!
    Simpaticissimo

    PS
    Non figura tra quelli che si battevano il petto nel 2004

  • Di (---.---.---.97) 30 ottobre 2011 20:13

    ... e poi .... per essere un po’ seri ... io sono stato un convinto assertore di una preselezione a quiz, ma mai avrei pensato che avrebbero fatto un tale schifo … ora ci tocca, in Italia, vergognarci anche di questo.  

    A voglia, Crozza,  di rappresentare il PdR nascosto sotto il tavolo … che non gli basta la faccia nemmeno di mostrarsi …

    Saluti,

    carlo

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