Perú, passa in prima lettura la legge dell’impunità
Il 13 giugno il Congresso peruviano ha approvato in prima lettura il progetto di legge 7549 che prevede l’amnistia per tutti gli appartenenti all’esercito, alle forze di polizia e ai comitato di autodifesa e a tutti i funzionari dello stato non condannati in via definitiva nei “casi legati alla lotta al terrorismo nel periodo 1980-2000”: un periodo nel quale furono uccise o sparirono nel nulla quasi 70.000 persone, per lo più delle comunità native e contadine.

Il provvedimento contiene anche una “amnistia umanitaria” per le persone di età maggiore a 70 anni con sentenza definitiva o condanna in corso.
Si tratta di un colpo di spugna che mette a rischio, ha sottolineato Amnesty International, il diritto alla giustizia, alla verità e alla riparazione di migliaia di vittime e loro parenti per crimini quali esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate, tortura e violenza sessuale.
Si stima che 156 prigionieri con sentenza definitiva per crimini contro l’umanità e altre violazioni dei diritti umani torneranno in libertà.
Termineranno anche circa 100 procedimenti, tra i quali quello per l’assassinio di 123 contadini avvenuto a Putis, nella regione di Ayacucho, nel 1984.
Per garantire i diritti delle vittime e dei loro familiari e, contemporaneamente, il diritto alla salute di persone anziane detenute, si dovrebbe valutare caso per caso, soppesando le reali condizioni di salute e i crimini per i quali si è stati condannati.
(La foto del memoriale del massacro di Putis è di Lapalabranecesaria)
Questo articolo è stato pubblicato quiCommenti all'articolo
Lasciare un commento
Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina
Se non sei registrato puoi farlo qui
Sostieni la Fondazione AgoraVox







