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Per gli insegnanti restano gli scatti di anzianità, purtroppo

Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di riforma della scuola.

Diversi sono i cambiamenti previsti. Ma, diversamente, da quanto previsto inizialmente, agli insegnanti si continuerà a corrispondere gli scatti di anzianità. Di cosa si tratta? Agli insegnanti – sono rimasti gli unici dipendenti pubblici a godere di questo trattamento – vengono aumentati gli stipendi anche in modo automatico, con il passare degli anni di lavoro.

Tale prerogativa doveva essere eliminata, in modo tale che gli aumenti degli stipendi degli insegnanti dovessero dipendere solo dall’applicazione dei contratti e dal merito, in quest’ultimo caso cioè dalle valutazioni sulla qualità del loro operato.

E invece niente. Il governo ha fatto marcia indietro. Evidentemente temeva che l’abolizione degli scatti di anzianità, quindi di aumenti retributivi automatici e validi per tutti, avrebbe provocato le proteste degli insegnanti.

Quindi l’importanza del merito, delle valutazioni sulla qualità dell’operato degli insegnanti, è stata oggettivamente ridotta, rispetto all’impostazione iniziale della riforma.

Infatti con l’abolizione degli scatti di anzianità sarebbe state maggiori le risorse finanziarie a disposizione per premiare il merito.

Certo valutare l’operato degli insegnanti non è facile, è più difficile di quanto lo possa essere per altre categorie di dipendenti pubblici. Peraltro, spesso, anche la parte della retribuzione che dovrebbe premiare il merito, per i dipendenti pubblici per i quali è prevista, viene corrisposta, in realtà, senza tenere in considerazione i risultati effettivamente raggiunti.

Però, non eliminare un trattamento, che non può non essere considerato privilegiato, per gli insegnanti, dimostra che anche questo governo non ha il coraggio di realizzare alcune riforme che si traducano in notevoli cambiamenti della situazione esistente, come avvenuto in altri casi.

Un caso piuttosto eclatante è stato rappresentato dall’incapacità, fino ad ora dimostrata dal governo Renzi, di attuare un’efficace politica di spending review, di revisione della spesa pubblica cioè, volta ad eliminare, o quanto meno a ridurre considerevolmente, i notevoli sprechi che contraddistinguono le spese delle pubbliche amministrazioni italiane.

Io spero che, poiché è possibile che il Parlamento modifichi i contenuti del disegno di legge governativo di riforma della scuola, i deputati e i senatori eliminino gli scatti di anzianità per gli insegnanti. Sarebbe infatti un segnale importante della volontà di cambiare davvero, in misura non marginale, la situazione attuale della scuola italiana.

Foto: Bibliotheque Archive/Flickr

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.29) 17 marzo 2015 11:49

    Non sono un insegnante, ma non sono gli scatti di anzianità che mi preoccupano. 


    Personalmente, sono 2 le questioni che da subito, non posso digerire.

    PRIMA
    "Sarà il preside a scegliere gli insegnanti da un Albo, individuando senza automatismi la persona più adatta".
    Non sono d’accordo. Temo questo accentramento nelle decisioni.

    Le scuole migliori sceglieranno per prime i docenti con i curricula migliori e le altre si dovranno accontentare.
    Dovranno accontentarsi di ciò che è rimasto in quel famoso Albo a disposizione dei Presidi.

    Davvero Renzi non ha previsto che tutta questa discrezionalità favorirà forme di clientelismo, raccomandazioni ed altro ancora?
    Se un Dirigente scolastico potrà scegliere tra un professore amico ed un altro che non conosce, secondo voi chi chiamerà ad insegnare nella sua scuola?

    Chi potrà mettere in discussione quella discrezionalità che Renzi gli ha regalato?

    SECONDA
    Le spese per l’iscrizione dei propri figli alle scuole paritarie, si potranno detrarre da quando frequentano il nido sino alla scuola media.
    Ciò significa, altri soldi seppur sotto forma di detrazioni, a vantaggio delle scuole private che per gran parte sono scuole cattoliche.

    Altro boccone amaro per chi come il sottoscritto, insiste per devolvere ogni aiuto possibile alla scuola pubblica.

    Una scuola pubblica che rimane l’unica scelta possibile per quelle famiglie che hanno redditi modesti.
    Una scuola pubblica che è l’unica garantita dalla ns Costituzione, mentre la privata non dovrebbe prevedere oneri per lo Stato.
    Una scuola pubblica sempre più trascurata ed impoverita.

    Una scuola privata che invece gode di finanziamenti costanti che tolgono ossigeno alla scuola pubblica, rendendola più appetibile.

    Ecco una parte di questi stanziamenti.


                                                                

    La legge n. 62/2000 ha stabilito che le scuole paritarie private fanno parte a pieno titolo del sistema di istruzione nazionale, e devono pertanto essere finanziate. Lo stanziamento totale da erogare per il 2014 ammonta a circa 500 milioni. 

    Poiché circa il 65% delle scuole paritarie italiane sono cattoliche o si ispirano alla morale cattolica, la stima del contributo a loro favore è stimata in 325 milioni.

    Renzi, con la sua "BUONA SCUOLA" ha voluto fare un regalo in più... 

                                       DANILO  TOSARELLI  MILANO

  • Di (---.---.---.93) 7 aprile 2015 23:50

    Scusi, ma lei che vuole togliere gli scatti di anzianità ha pensato che gli insegnanti sono dottori in biologia, in storia dell’arte , dottori in matematica, in astrofisica, fisica, potrei continuare. Sono persone, cioè, che come i medici , gli avvocati, i commercialisti , hanno studiato duramente . Perché dovrebbero essere paragonati agli impiegati che, con tutto il rispetto sono ragionieri, liceali, periti ecc, non laureati? Comunque una persona che fa un lavoro da 30 anni vale nel suo lavoro come uno che lo svolge da 1? Lei si farebbe operare da un medico che svolge con esperienza e serietà il suo lavoro da 30 anni o da un dottore appena laureato? Pensiamoci bene e smettiamo di maltrattare gli insegnanti che ogni giorno affrontano il loro lavoro con passione e serietà, perché l’insegnante si fa per passione non di certo per i soldi, perché, mi creda , sono i meno pagati d’Europa


  • Di emidio (---.---.---.176) 23 febbraio 2016 23:09

    Vorrei aggiungere che le scuole private sono:

    1 diplomifici per somari che mai altrimenti riuscirebbero ad ottenere un pezzo di carta 
    2 dei luoghi in cui avviene uno schifoso sfruttamento di lavoratori (insegnanti precari) che per ottenere punteggio accettano di insegnare GRATIS 
     perchè nessuno controlla? dove sono i sindacati???????????????
    e dove sono gli ispettori scolastici?????????????

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