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Palermo – Presentato “Sicilian Holiday, un sogno fatto in Sicilia”

Presentato alla stampa martedì 7 novembre alla Sala “Mattarella” del Palazzo dei Normanni “Sicilian Holiday, un sogno fatto in Sicilia” è adesso in anteprima in diverse sale italiane ed ha ricevuto feedback positivi dal pubblico. Si tratta di un film basato sui sentimenti, un viaggio alla ricerca della parte più profonda di sé, un ritorno alle origini ed alle tradizioni. Mare e tramonti da sogno regalano agli spettatori scenari da cartolina, promuovendo così, anche l’isola all’estero. Il film è stato girato principalmente a Sciacca; ma anche a Favignana, Marsala e Agrigento e prodotto da “FilmIn’Tuscany” in co-produzione con Adam Leipzig (premio Oscar per “L’attimo fuggente” e “La marcia dei pinguini”), RAI Cinema, Tramp Limited e col supporto della “Sicilia Film Commission”. Nello stile di “Io ballo da sola” e “Sabrina”, “Sicilian Holiday (“Un sogno fatto in Sicilia) è una commedia romantica ambientata in Sicilia e in particolare a Sciacca, che racconta la storia di Mia, giovane attrice dal passato tormentato, che s’innamora di Nino, uno scultore di Sciacca, ricco solo del suo talento e dei valori delle tradizioni secolari del suo paese. Protetta dal senso di comunità del piccolo borgo siciliano, dalla bellezza dei luoghi e della gente, Mia subisce una trasformazione, che la cambierà per sempre, trasformazione che sarà messa in crisi dall’arrivo di un altro personaggio: Phil, che la riconnetterà con il suo passato. La commedia romantica anglo-americana di ambientazione italiana ha da sempre rappresentato un veicolo privilegiato dei colori italiani nel mondo. Da Roman Holiday, a Eat Pray Love, passando per decine di altri titoli ‘cult’, questi film hanno da sempre creato eroine intramontabili, ed omaggiato la bellezza italiana, la maggior parte delle volte stereotipandola. Il progetto “Sicilian Holiday” è nato con la consapevolezza e con il desiderio di cavalcare un mercato di successo internazionale, avvalorando il film con i colori del vero, ovvero, magnificando gli elementi culturali e antropologici dell’Italia. In particolare, trae la sua forza da una terra ricca di civiltà antica, di tradizione popolare e letteraria, che è stata troppo spesso trascurata, a favore, invece, degli aspetti negativi, legati alle storie di mafia, di violenza, di corruzione. In inglese, il titolo suggerisce l’idea di un viaggio nella bellezza, nella passione, nei colori caldi di una Sicilia ricca di valori positivi, di bellezza, di gioia. La protagonista Mia arriva in Sicilia, terra di sogno, dove i personaggi semplici e colti al tempo stesso, sono portavoce dei grandi artisti siciliani, cui si riferiscono e rendono omaggio: da Sciascia a Quasimodo, agli artigiani delle ceramiche. Il percorso di sviluppo si è concentrato sulla ricerca, lo studio della Sicilia, passando in rassegna autori e artisti, che l’hanno segnata ed esportata nel mondo e sullo scouting, sulle interviste alla gente del luogo: per questo è stata data la possibilità agli autoctoni di entrare nella compagine produttiva come associati in produzione, possibilità colta al volo da una giovane ragazza di Bisacquino, Elena Costa, per aprire la sua casa di produzione “Sicily Entertainment”. Punto importante del progetto è stata anche Silene Mosticchio della Tilt Production che ha seguito tutta l’operazione di plot placement del “Mangia’s”, il set, l’accordo con Tramp Limited ed altri sponsor. Soddisfatta infine la regista Michela Scolari: “Sicilian Holiday, un Sogno fatto in Sicilia è stato definito una commedia romantica haute-couture; ma è stato anche scritto che non rispetta il format di genere legato alla Sicilia. Entrambe queste definizioni sono giuste. Ho iniziato a scrivere questo film tanto tempo fa quando, durante i miei anni newyorkesi, i miei racconti sull’istrionica Sicilia di Pirandello, Sciascia, Quasimodo e Verga, mi si accusava di descrivere un ideale utopistico e non la vera Sicilia, che gli americani associano, invece, alla Mafia, al mito del Godfather. Con questo film ho decisamente voluto uscire da questo format di narrazione di mafia, l’ho voluto distruggere in mille pezzi per tornare a dipingere la Sicilia dei colori del vero, come diceva Verga”.

Foti Rodrigo

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