Nani, ballerine e clowns. Il terremoto dell’Abruzzo
Perché il giornalista aveva bisogno di “umanizzare” il suo servizio. Quello che più importa, però, (e tutti se ne curano solo a parole) è ciò che succede a telecamere spente a coloro che hanno perso tutto, casa, famiglia, amici. Rimangono solo la solitudine e il dolore. Ma per fortuna a trovare il rimedio ci pensa il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna che insieme ai politici di turno, si concede una visita-passeggiata nel campo dei nuovi disperati dichiarando: “credo che da parte delle istituzioni ci sia la dimostrazione della volontà che nessuno deve sentirsi solo. Gli abruzzesi non verranno lasciati soli né adesso né nei prossimi mesi”. Già, perché a fronte di una prevenzione nulla del disastro e di una catastrofe se non evitabile, volutamente resa esagerata per le terribili pecche dei governanti, finalmente vengono inviati medici clown, psichiatri e psicologici infantili. Se ne sentiva il bisogno dell’ennesimo palliativo che serve solo per pubblicità: con genitori a pezzi e case sventrate i bambini che dovrebbero fare? Ridere per fare contenta la ex velina?
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