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Mondiali: le cifre (false) della prostituzione

Lo scorso martedì è stata lanciata la campagna “Play For Life, Report Trafficking”, un'iniziativa portata avanti dal Vaticano, di cui suor Gabriella Bottani si è fatta portavoce. La campagna, nello specifico, mira a combattare l'aumento della prostituzione infantile in vista dei prossimi Mondiali di calcio in Brasile.

Secondo suor Gabriella, il rischio dell'aumento della prostituzione è un problema reale, che potrebbe portare ad un incremento del turismo sessuale pari al 30 o 40 per cento, cifre che sarebbero già state registrate durante gli scorsi Mondiali in Germania nel 2006 e in Sud Africa nel 2010. “Se le persone non vengono sensibilizzate, e se non si agisce insieme in favore della dignità e dei diritti umani, i Mondiali di calcio potrebbero trasformarsi in un terribile spettacolo, anziché essere una festa per l'umanità”, dice suor Carmen Sammut, presidente dell'Unione Internazionale delle Superiori Generali.


Fatto sta che la stampa, le ricerche dello IOM (International Organization for Migration), e gli studi raccolti in un rapporto dell'Unione Europea non confermano questi dati. Infatti, benché la polemica sia scoppiata in occasione dei Mondiali del 2006, non è stato riscontrato un'effettivo aumento del turismo sessuale né prima né durante i giorni in cui si sono svolti i match, come conferma un articolo del New York Times.

In una mini-inchiesta apparsa su Slate apprendiamo che i media hanno pubblicato gli stessi identici dati per parlare dell'incremento del tasso di prostituzione durante Mondiali del 2006 come in quelli del 2010: si parla sempre di 40000 lavoratrici del sesso pronte a sbarcare nel paese che avrebbe ospitato l'evento.

La coincidenza suona davvero strana, tanto che il magazine Spiked non perse tempo a prendersi gioco 

delle cifre sparate a destra e manca dai media: “Immagino che dovremmo essere felici delle cifre modeste riportate dai media, siamo rimasti sulle 40mila invece che raddoppiare alle 80mila”, scriveva Brendan O'Neill, fondatore del giornale.

Il messaggio comunque è chiaro: le cifre sono allarmiste e per nulla veritiere, il che va solo a danno di chi nel mondo della prostituzione vive e soffre con o senza i Mondiali. Se cercare di sensibilizzare il pubblico a questa problematica è un'ottima idea e se lo si fa in occasione di un evento di così grande rilevanza come i Mondiali di calcio è ancora meglio, d'altro canto farlo con dati falsi, percentuali inventate e cifre fantasiose annulla la purezza dello scopo ultimo.

 

Crediti immagine: Amnesty International

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