Manovra 2027: tasse, pensioni, energia, difesa
La Manovra fiscale per il 2027 prende forma. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e alla relazione sullo scostamento di bilancio, definendo la cornice economica entro la quale sarà costruita la prossima legge di Bilancio.
La richiesta di flessibilità avanzata dal governo alla Ue vale complessivamente circa 28 miliardi di euro: 14 miliardi per il 2027 e altrettanti per il 2028, attraverso l'utilizzo della clausola che consente maggiore flessibilità di bilancio per le spese legate a difesa ed energia.
I numeri della prossima manovra sono ora più chiari. La crescita del Pil è stimata intorno all'1% nel 2026, per poi rallentare allo 0,8% nel 2027. Il debito pubblico, invece, è previsto in aumento fino a un picco del 138,6% del Pil nel 2027, prima di iniziare a ridursi negli anni successivi. Sul fronte del deficit, il governo prevede un rapporto inferiore al 3% del Pil nel 2026, mentre nel 2027 il disavanzo salirebbe, considerando la maggiore spesa consentita dalle regole europee, sopra il 3%.
La particolarità riguarda proprio le spese per difesa ed energia: nei conteggi europei sarebbe possibile scomputare lo 0,6% del Pil complessivo, pari allo 0,3% per ciascun capitolo e per ciascuno dei due anni. In questo modo, a fronte di un deficit previsto sopra il 3%, il dato rilevante ai fini delle regole europee scenderebbe al 2,8% nel 2027 e al 2,7% nel 2028.
Questa è la cornice finanziaria entro la quale il governo dovrà ora definire le singole misure della Manovra. Le risorse disponibili dovranno essere distribuite tra riduzione della pressione fiscale, sostegno ai salari, incentivi alle imprese, casa, pensioni e interventi per giovani e famiglie.
Tra le ipotesi sul tavolo figurano l'estensione del secondo scaglione Irpef al 33% fino a 60.000 euro di reddito, una tassazione agevolata al 5% sugli incrementi salariali dei giovani, una possibile cedolare secca sugli affitti commerciali e la conferma degli incentivi per la casa e l'efficienza energetica. Si tratta, tuttavia, di misure ancora oggetto di confronto politico e finanziario e non ancora definitive.
Start tax per i giovani
La Manovra 2027 dovrebbe avere tra le sue priorità il sostegno ai giovani e alla crescita dei salari. Tra le proposte allo studio c'è la cosiddetta «start tax», cioè un'imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi del reddito da lavoro per i giovani fino a 35 anni.
L'obiettivo è rendere più conveniente l'aumento delle retribuzioni nella fase iniziale della carriera e, nelle intenzioni del governo, contribuire anche a ridurre la fuga all'estero dei giovani qualificati.
Accanto alla tassazione agevolata sugli aumenti salariali, si valuta la possibilità di prevedere incentivi per i datori di lavoro che aumentano gli stipendi dei dipendenti appartenenti a questa fascia d'età. Sul tavolo resta inoltre l'ipotesi di prorogare gli incentivi contributivi per l'assunzione degli under 35.
Un'altra idea riguarda la previdenza dei più giovani: un «libretto previdenziale alla nascita», con un contributo iniziale dello Stato che potrebbe essere successivamente alimentato da versamenti volontari dei familiari e, una volta entrato nel mondo del lavoro, dallo stesso titolare.
28 miliardi in due anni per energia e difesa
Uno dei punti centrali del Dpfp riguarda l'utilizzo della clausola di flessibilità per difesa ed energia. Il governo ha scelto un'attivazione parziale rispetto al massimo potenziale previsto.
La richiesta complessiva ammonta a 28 miliardi di euro nel biennio 2027-2028, con 7 miliardi destinati alla difesa e 7 miliardi all'energia nel 2027, e altrettanti nel 2028. Si tratta di un utilizzo inferiore rispetto ai 36 miliardi inizialmente ipotizzati.
La scelta consente di finanziare una parte delle maggiori spese senza far ricadere interamente il relativo impatto sui saldi di bilancio sottoposti alle regole europee. La maggiore flessibilità potrebbe inoltre liberare margini per altri interventi, compresi quelli destinati all'efficienza energetica delle abitazioni e delle imprese.
Sul fronte della difesa, invece, l'utilizzo della clausola consente al governo di rispettare gli impegni assunti in sede europea e nell'ambito della Nato, mantenendo al tempo stesso una certa prudenza sull'impatto complessivo della spesa sui conti pubblici.
Irpef, il 33% potrebbe arrivare fino a 60.000 euro
Il taglio dell'Irpef per il ceto medio è una delle misure fiscali centrali della prossima Manovra. Occorre però fare una precisazione rispetto al quadro attuale: l'aliquota del 33% è già stata introdotta per il secondo scaglione e si applica ai redditi fino a 50.000 euro. L'ipotesi allo studio per il 2027 è dunque quella di estendere il limite fino a 60.000 euro.
La proposta avrebbe l'obiettivo di alleggerire il prelievo sul ceto medio. Il costo della misura dipenderà dall'ampiezza dell'intervento e dalle eventuali modalità di sterilizzazione del beneficio per i redditi più elevati.
Gli altri interventi fiscali dipenderanno soprattutto dalle risorse effettivamente disponibili.
La Lega punta da tempo a un'estensione della flat tax per gli autonomi, mentre Forza Italia sostiene tra le proprie proposte l'estensione della tassazione agevolata sugli incrementi di reddito e l'introduzione della cedolare secca per le locazioni commerciali. Tra le altre ipotesi figurano la detassazione delle tredicesime e la conferma delle agevolazioni sugli aumenti retributivi e sul lavoro straordinario. Sono tutte misure che dovranno però trovare una copertura finanziaria compatibile con la cornice del Dpfp.
Sul fronte della casa, invece, il governo valuta la conferma delle detrazioni per le ristrutturazioni e l'efficienza energetica. L'ipotesi è quella di mantenere il bonus al 50% per le prime abitazioni, con la possibilità di un innalzamento al 65% per determinati interventi, anche alla luce degli spazi di bilancio resi disponibili dalla clausola energetica.
Pensioni, la rivalutazione può costare circa 10 miliardi
Il capitolo pensioni è legato innanzitutto alla rivalutazione degli assegni in base all'inflazione. Secondo le stime elaborate sui dati disponibili, l'adeguamento delle pensioni nel 2027 potrebbe richiedere circa 10 miliardi di euro, al lordo del maggior gettito fiscale generato dagli aumenti.
La stima nasce dall'inflazione acquisita per il 2026, calcolata sulla base dei dati disponibili ad agosto, pari al 2,9%. Secondo i calcoli effettuati sui dati Inps, una rivalutazione piena avrebbe un costo superiore ai 10 miliardi, mentre applicando il meccanismo attualmente previsto per scaglioni la spesa si collocherebbe intorno ai 10 miliardi.
Il meccanismo vigente prevede infatti una rivalutazione piena fino a quattro volte il trattamento minimo, del 90% per la quota compresa tra quattro e cinque volte il minimo e del 75% per la parte superiore a cinque volte il minimo.
Resta poi sul tavolo la proposta della Lega di consentire anche ai lavoratori che hanno iniziato a versare contributi prima del 1996, e quindi rientrano nel sistema misto, di accedere alla pensione a 64 anni, a determinate condizioni e con il ricalcolo dell'assegno secondo il metodo contributivo. La misura avrebbe un costo significativo per i conti pubblici e dovrà quindi essere valutata alla luce delle risorse disponibili.
La partita della Manovra 2027 è dunque appena iniziata. Il Dpfp ha fissato la cornice dei conti, ma il confronto sulle singole misure è ancora aperto: fisco, salari, giovani, casa e pensioni saranno i principali capitoli sui quali governo e maggioranza dovranno trovare un equilibrio tra le richieste politiche e i vincoli della finanza pubblica.
Il Calendario della Legge di Bilancio 2027
La Legge di Bilancio 2027 segue otto tappe fissate dalla Costituzione, dalla legge di contabilità pubblica, dal regolamento europeo sul calendario di bilancio comune e, per il DPFP, dalle risoluzioni parlamentari.
| Scadenza | Atto e riferimento normativo |
|---|---|
| Entro il 2 ottobre 2026 | Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) approvato dal Consiglio dei ministri e trasmesso alle Camere in luogo della NADEF, come richiesto dalla risoluzione n. 7-00414 della Commissione Bilancio della Camera dei deputati e dall’analoga risoluzione della Commissione Bilancio del Senato |
| 13 ottobre 2026 | Voto delle Camere sul DPFP e sulla relazione per lo scostamento, che richiede la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera ai sensi dell’art. 6, comma 3, della L. n. 243/2012 |
| Entro il 15 ottobre 2026 | Documento programmatico di bilancio (DPB) approvato dal Consiglio dei ministri e trasmesso alla Commissione europea e all’Eurogruppo, ai sensi dell’art. 6, par. 1, del Regolamento (UE) n. 473/2013 |
| Entro il 20 ottobre 2026 | Disegno di legge di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Economia e delle finanze e presentato alle Camere, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lett. d), e comma 3, della L. n. 196/2009 |
| Entro il 30 novembre 2026 | Parere della Commissione europea sul Documento programmatico di bilancio, ai sensi dell’art. 7, par. 1, del Regolamento (UE) n. 473/2013 |
| Entro il 31 dicembre 2026 | Approvazione definitiva della legge di bilancio, che l’art. 81, quarto comma, della Costituzione affida ogni anno alle Camere, e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro il termine fissato dall’art. 4, par. 3, del Regolamento (UE) n. 473/2013 |
| 1° gennaio 2027 | Entrata in vigore della legge di bilancio, salvo decorrenze diverse fissate dai singoli commi |
| Entro gennaio 2027 | Eventuali disegni di legge collegati alla manovra, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lett. f), della L. n. 196/2009 |
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