• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Tribuna Libera > Mafalda, la ragazza del binario 63

Mafalda, la ragazza del binario 63

Nacque nel 1934, a Teano, figlia di casellante, la chiamavano la fanciulla del binario 63, per due volte l’incontro indiretto con la famiglia Savoia cambiò i destini della sua vita. Bella, occhi chiari, da ragazza divenne sartina.

Oggi, superata la soglia dei 91 anni, incontrarla, nella casa di riposo in cui vive, è come aprire un libro di memorie. Maffy, così la chiamano tutti amichevolmente, racconta di quando al nonno, agricoltore e possidente, furono espropriati i campi per poter realizzare un monumento: quello dell’incontro del Re Savoia con Garibaldi a Teano, che segnò la strada per l’unificazione d’Italia. In Terra di lavoro, quel modesto appezzamento, rappresentava la sussistenza. Ma, poi, con l’avvento della ferrovia, il padre di Mafalda, questo il suo nome, scelse un’altra strada e divenne casellante. Così la loro vita iniziò ad essere scandita dal passaggio dei convogli, dalla campanella che ne annunciava l’arrivo, dal rumore della sbarra che si abbassava. I pranzi, le cene, le riunioni davanti alla televisione, i giorni di festa, ogni momento era scandito dal passaggio dei convogli. Nella casa del casellante la famiglia crebbe e furono ben dodici i figli. Fratelli e sorelle di cui oggi Maffy conserva sempre meno la memoria che va via via affievolendosi. Una dinastia che dall’Alto Casertano si sparse in molteplici direzioni. Lei, sartina, iniziò a confezionare abiti da sposa. Ma il destino, ancora una volta, incrociò la sua vita con quella della famiglia reale sabauda. Così lontani e così diversi, eppure i Savoia sarebbero tornati nella sua vita perché il Re Umberto II destinò proprio Mafalda ad accompagnare nella vita sua figlia, la principessa Maria Pia di Savoia, ad esserle accanto come dama di compagnia. Fu scelta lei, tra le bambine nate il 24 settembre del 1930, perché nacque proprio nello stesso anno, nello stesso giorno e mese della principessa Maria Pia. Cosa sarebbe accaduto se il padre non avesse deciso di non dare il proprio assenso, non può saperlo. La vita, poi, gli avrebbe regalato una famiglia, quattro figli, di cui una disabile andata via qualche anno fa, simbolo di resilienza e impegno per il sociale. Proprio come Maffy, la ragazza del casello 63, che il destino avrebbe voluto dama ma che la vita volle che diventasse sartina.

Lasciare un commento

Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina

Se non sei registrato puoi farlo qui


Sostieni la Fondazione AgoraVox


Pubblicità




Pubblicità



Palmares

Pubblicità