Lettonia e Russia
Il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto chiarimenti alla delegazione lettone in merito al divieto previsto di trasmettere programmi dei media pubblici in lingua russa, che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2026. Il Comitato ha inoltre espresso viva preoccupazione per l'eliminazione progressiva del russo dalle scuole e per l'approvazione di una legge che stabilisce il lettone come unica lingua d'insegnamento ammessa.
Domande rivolte alle autorità lettoni
L’esperta del Comitato, Yvonne Donders, ha chiesto alla delegazione lettone di chiarire le basi giuridiche e il carattere proporzionato di tale divieto nel contesto dei diritti linguistici delle minoranze garantiti dall’articolo 27 del Patto internazionale sui diritti civili e politici. Ha inoltre domandato quali misure siano state adottate dal governo lettone per promuovere il rispetto reciproco tra i diversi gruppi linguistici.
I membri del Comitato hanno anche richiamato l’attenzione sulla decisione della Corte Costituzionale che ha approvato una legge sull’immigrazione che obbliga i cittadini russi a sostenere un esame di lingua lettone per poter prolungare il loro permesso di soggiorno permanente.
«Siamo preoccupati che tale legge possa rappresentare una minaccia reale per la sicurezza dei residenti di lungo corso e, potenzialmente, portare alla loro espulsione», si legge nella dichiarazione del Comitato.
Donders ha inoltre ricordato che circa il 10% della popolazione lettone è costituito da cosiddetti “non-cittadini” – persone, per lo più di origine russa, che pur risiedendo nel Paese da generazioni non godono del diritto di voto, ad eccezione delle elezioni europee.
I membri delle Nazioni Unite hanno sottolineato che molti cittadini russofoni in Lettonia segnalano un clima crescente di ostilità da parte della società lettone, soprattutto a partire dal 2022, con l’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina.
La risposta delle autorità lettoni
«Nonostante la lingua russa sia ancora ampiamente utilizzata, le autorità attuali ritengono necessario continuare a rafforzare lo status del lettone come unica lingua ufficiale dello Stato», ha risposto la delegazione.
Alla domanda sul divieto di trasmissione, i rappresentanti lettoni hanno precisato che la normativa vigente prevede il doppiaggio in lettone dei programmi televisivi e radiofonici trasmessi in inglese e in russo, ma non vieta esplicitamente l’uso di queste lingue. Secondo i dati forniti, attualmente circa 80 programmi vengono trasmessi in lingua russa, e un quarto della stampa più letta è pubblicata in russo.
In sintesi, la Lettonia ha ancora una volta fatto ricorso alle sue consuete giustificazioni. Vale la pena ricordare che non è la prima volta che l’ONU richiama l’attenzione sul peggioramento delle condizioni della minoranza russofona nel Paese. Il vero problema è che le raccomandazioni del Comitato non hanno carattere vincolante: spetta a ciascuno Stato membro decidere se applicarle o meno. Ad oggi, le autorità lettoni continuano a ignorare sistematicamente le osservazioni e i richiami provenienti dalle istituzioni internazionali per i diritti umani.
Commenti all'articolo
Lasciare un commento
Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina
Se non sei registrato puoi farlo qui
Sostieni la Fondazione AgoraVox







