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 Home page > Tribuna Libera > La prostata del diavolo e la sanità in Abruzzo

La prostata del diavolo e la sanità in Abruzzo

Non legittimare le tesi diffamatorie dei professionisti del discredito sui conti della sanità abruzzese è un dovere civico ancora prima di un esercizio di stile.

Malgrado il pareggio nei rendiconto, i detrattori sono riusciti lo stesso a ricamare appunti sul tavolo di monitoraggio interministeriale, che ha certificato, per l'anno 2011, un avanzo di bilancio pari a 61 milioni di euro. Per la prima volta, nella storia della Regione, la contabilità del settore chiude in attivo. Il più duro è Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell'Idv, che denuncia la mancanza di trasparenza, alludendo alla possibilità che nelle pieghe del bilancio si nascondano artifici contabili.

Questi gli equilibrismi verbali dei politici. Passiamo ai fatti.


“Poche operazioni e urologia perde 2,5 milioni di euro”, una locandina sventolata in edicola. A leggerla tutta, si scopre che anche la prostata ha un prezzo. Chissà se c'è in giro qualcuno disposto a finire sotto i ferri per creare reddito a una azienda?! Meglio trattenerla di notte la pipì, per non dare nell'occhio. Non si sa mai. E bene fanno quelli che scappano ad Ancona.

Poche centinaia di km non sono la fine del mondo se si pensa ai clown al Salesi, che si prendono cura dei bambini e poi alle Torrette; è lì che quando un primario chiede scusa per avere fatto aspettare un paziente ci si rende conto che da quelle parti è proprio un altro mondo. In Abruzzo, “regione canaglia” divenuta virtuosa, li devi inseguire nei corridoi dei reparti e se li catturi si gonfiano come l'omino della Michelin a sottolineare la differenza tra un povero cristo e un luminare spento di modestia e in molti casi nominato da un politico.

Marche, Lazio, Emilia Romagna e Lombardia sono le regioni più frequentate dagli abruzzesi che hanno bisogno di ricoveri per prestazioni mediche e chirurgiche d'eccellenza. Lontano da analisi scambiate nei laboratori a illudere ammalati inconsapevoli e precipitarne altri nella paranoia, fra termometri sballati e turni incompleti a causa di budget insufficienti. Colecistectomia laparotomica, degenza totale: la media nazionale, 10 giorni. In Abruzzo, 11. Per la colecistectomia laparoscopica, degenza totale: media nazionale 4 giorni, in Abruzzo 8. Proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post‐operatoria entro 4 giorni: media nazionale 56.2%. In provincia di Pescara 0.76, in quella dell'Aquila 0.62. Infarto miocardico acuto senza esecuzione di PTCA, mortalità a 30 giorni dal ricovero: media nazionale 18.4%. Abruzzo, Teramo 40.55%. Ictus, mortalità a 30 giorni dal ricovero: media nazionale 9.94%. In provincia di Pescara 1.96%, a Teramo 21.79%. 

Se X sta per pareggio, la sua prospettiva geometrica non è vincente... †

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