• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Attualità > Ambiente > L’ecomostro di Calabricata. Il depuratore

L’ecomostro di Calabricata. Il depuratore

Il cartello dice: “Vietato l’accesso a persone non autorizzate”. Si legge a metà, ma si capisce lo stesso. Come si capisce pure che neanche le persone autorizzate vi sono entrate ultimamente. Almeno da quando hanno cominciato a crescere gli alberi al suo interno. Ci riferiamo al depuratore di Calabricata, nel territorio del comune di Sellia Marina. Oggi dovrebbe essere bypassato per quello centrale, un po’ più a valle del torrente Scilotraco di Sellia in località Sena. “Dovrebbe” perché la centralina elettrica che accerta la spinta dei liquami è rotta. L’unico movimento che si nota dell’attività dell’impianto è dato non dal cigolio delle tubazioni che si danno un gran daffare per decantare le acque nere, ma dalle movenze delle rane e dei topi. Ci sguazzano dentro le vasche. Ci vivono bene. A due passi c’è l’alveo del fiume. Lì va a scaricare. Poi con le piogge i liquami vengono affidati a madre natura. Che, di solito, fa un buon lavoro, li porta lontano, al mare, che tutto nasconde e che tutto restituisce.

Lo Scilotraco di Sellia non deve godere di molta considerazione dai cittadini, non solo per la presenza del’ecomostro della depurazione. È diventato anche una discarica di rifiuti ingombranti. Dopo i temporali di questo inverno che lo ha ripulito di tutto punto, è stato riempito di nuovo. Di materassi, lavatrici, bottiglie, mobili e suppellettili che una volta facevano parte dell’inventario delle case o degli esercizi commerciali.

"Facevano" perché poi sono stati sostituiti e qualcuno ha pensato bene di abbandonarli lì, in fondo al fiume.

“Una volta - raccontano gli anziani del paese - il fiume era una delle vie di comunicazione principale con la presila catanzarese". In un batter d’occhio si arrivava a Sersale, in prossimità del Canyon delle Valli Cupe, prezioso gioiello naturalistico ammirato in tutta Europa. E, fino a poco tempo fa, le persone si recavano a Tribbisino, sempre nei pressi dello Scilotraco, per fare escursioni, improvvisare picnic e passare un po’ di tempo a diretto contatto con l’ambiente incontaminato.
Oggi, invece, tutta la zona, poco lontana dei centri abitati, è stata dimenticata, abbandonata e deturpata dall’uomo. Non c’è più niente della bellezza di un tempo.



Solo fogna e immondezza.


Sopra una delle vasche di decantazione delle acque nere e, sotto, alcune immagini che documentano lo stato di degrado in cui versa l’alveo dello Scilotraco di Sellia



Lasciare un commento




    Sostieni AgoraVox

    (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

    Attenzione: questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell'articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista... Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

    Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

    I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l'articolo nello spazio I commenti migliori

    Un codice colorato permette di riconoscere:

    • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
    • L'autore dell'aritcolo

    Se notate un bug non esitate a contattarci.








    Palmares