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Il Rinascimento europeo

Il RINASCIMENTO EUROPEO è l’unica prospettiva ampia e feconda aperta ai nostri figli e nipoti. 

Vogliamo forse passare alla storia come la generazione europea mediamente privilegiata, ma egoisticamente volta a preservare il proprio benessere materiale a discapito del futuro dei nostri figli e nipoti (talvolta “furbescamente”, eludendo tasse ma “in compenso” chiedendo più servizi per gli over 60) ?

O vogliamo piuttosto sfruttare la nostra avanzata piattaforma economica, sociale e civile (ora un po’ bloccata da visioni ristrette e interessi particolari) ..... per innestare una marcia in più, favorendo e determinando la nascita di un vero e proprio RINASCIMENTO EUROPEO che ci consenta di conquistare la leadership mondiale in termini di economia, politica, ricerca e innovazione... dopo che abbiamo già conquistato il podio in quanto l’Europa è la più vasta economia sociale di mercato basata anche su solidarietà e tolleranza, libertà (di opinione, informazione, religione, circolazione di persone, beni e capitali, ecc.), parità di diritti (salute, istruzione, opportunità di lavoro), parità di genere e di razza? Non è poca cosa se pensiamo alla non democrazia in Cina, alla ridotta libertà d’informazione in Russia e alla scarsa solidarietà sociale/sanitaria in USA .

L’Europa ha perso terreno sul piano economico nel corso dell’ultimo secolo dato che ai primi del 1900 rappresentava il 35% del PIL mondiale mentre ora siamo al 15 %; ma la nostra “base di partenza” è tuttora invidiabile in quanto :

- abbiamo ottime risorse culturali e buone risorse scientifiche (il CERN è leader mondiale in diversi campi) .... ma purtroppo siamo in ritardo sull’Intelligenza Artificiale (sia rispetto a USA che Cina)

- abbiamo un patrimonio sociale unico al mondo : la “previdenza sociale” è stata “inventata” in Europa e siamo tuttora leader in termini di redistribuzione sociale e di solidarietà civica con vari sussidi contro disoccupazione, povertà, emarginazione (provvidenze “poco di moda” negli USA di oggi !)

- siamo ben avviati su temi cruciali ed epocali quali la protezione ambientale (trattato di Paris, ora “abbandonato” dal prode Trump !) e lo sviluppo sostenibile (quantomeno “poco praticato” in Cina e India !)

- abbiamo un mercato unico e libero di 500 milioni di consumatori la cui dimensione e qualità giustifica anche investimenti e iniziative molto innovative e costose ..... ma forse propedeutiche a innovazioni tecnologiche rivoluzionarie

- abbiamo un’organizzazione istituzionale europea vasta, rodata e competente (virtù oggi poco di moda !) ..... ma non abbastanza focalizzata (troppe attività non essenziali), né sufficientemente potente (troppe decisioni europee sono ancora legate a mercanteggiamenti fra i Paesi e a votazioni all’unanimità).

Un deciso e chiaro RINASCIMENTO EUROPEO può però scaturire solo da un

gruppo di una dozzina di Paesi dell’Eurozona caratterizzati da interessi, visioni e obiettivi non troppo dissimili e che vogliano sinceramente rafforzare legami e congiungere risorse per :

- intensificare e coordinare le attività di ricerca e innovazione, raddoppiando il relativo budget europeo, con l’obiettivo di conseguire la leadership mondiale p.e. nel campo fondamentale dell’intelligenza artificiale (magari con una struttura potente e efficiente come il CERN) e dell’esplorazione spaziale (ESA vs. NASA); attività altamente strategiche che, il CERN insegna, possono raggiungere l’eccellenza solo unendo investimenti e risorse, in modo da costituire masse di manovra ben al di là delle disponibilità di singoli Paesi, sebbene grandi quanto la Germania

- raddoppiare le risorse dell’UE tramite una tassazione adeguata sulle multinazionali del settore ITC

- attuare una politica estera più coordinata (più poteri all’attuale “Alto Rappresentante per gli affari esteri”) con l’obiettivo di “ereditare” a tempo debito il seggio permanente all’ONU oggi ricoperto dalla Francia

- creare un corpo d’intervento militare con comando unificato (corpo sussidiario alla Nato, dalla quale peraltro Trump vuole disimpegnarsi progressivamente) e consolidare sempre più la progettazione e creazione di strumenti di difesa unificati e conseguentemente più efficaci e meno dispendiosi (aerei, navi, cari armati, ecc.)

- rafforzare la sicurezza esterna creando una “polizia di frontiera” (tipo INTERPOL), con comando unificato e comuni regole di filtraggio, accoglienza e asilo, decise a maggioranza e quindi imposte anche ai recalcitranti

- sviluppare un “Piano per l’Africa” con massicci investimenti pubblici/privati nel Nord del continente, finalizzati a creare infrastrutture, alla formazione professionale, a modernizzare l’agricoltura, ecc. Iniziative che creerebbero occupazione, sia subito che a medio-lungo termine grazie appunto alle infrastrutture create ..... e last but not least frenerebbero le tendenze migratorie

- focalizzare le attività del Parlamento e della Commissione sui temi strategici e su quelli meglio gestibili a livello centrale (lasciando gli altri ai singoli Paesi) con conseguente alleggerimento e riorientamento delle strutture interne

- sviluppare ulteriormente le tante buone iniziative già attuate che hanno dimostrato concretamente la loro utilità : Erasmus (5 milioni di beneficiari), Fondo Sociale Europeo (10 miliardi all’Italia nel 2014-2020), Fondo Europeo Sviluppo Regionale (21 m. all’Italia), Fondo Europeo Sviluppo Rurale Sostenibile (10 m. all’Italia), normative a tutela dei consumatori ..... e by-the-way a protezione anche delle imprese europee

Mi fermo qui per brevità e anche perché il campo è già sin troppo affollato di apprezzabili “piani e manifesti per il rilancio dell’Europa” ; non serve allungarne la lista dato che toccherà alle istituzioni che scaturiranno dalle elezioni di maggio elaborare un programma , presumibilmente derivandolo in parte dalle proposte conosciute.

Ciò che conta ora è decidere se si vuole che l’Europa poco a poco si disgreghi, nel qual caso basta lasciar fare gli attuali parlamentari nazionali (quasi 5.000 in Europa !) che vogliono sopratutto, ma non lo confessano, preservare il loro potere e quindi non vogliono, per esempio, un Parlamento Europeo di 500/1000 membri che ridimensioni quelli nazionali decidendo per tutti i Paesi su alcune materie esclusive, ma puntano anzi a sottrarre poteri alle varie istituzioni europee per meglio giustificare il loro ruolo e le loro troppe poltrone.

P.S. : ritiene più appropriato guardare al futuro dell’Europa piuttosto che alle percentuali che otterrano Salvini e Di Maio i quali, comunque sia, conteranno ben poco a Bruxelles !

Se invece si desidera rilanciarla occorre favorire le formazioni, i partiti e i Paesi che vogliono sinceramente e credibilmente

Più Europa, con meno compiti non strategici... ma più poteri

 

 

 

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