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Hanno saccheggiato una sala di preghiera musulmana e tentato di bruciare il Corano. Siamo in Francia, nel 2015

Una manifestazione il giorno di Natale è "degenerata" in un attacco a una sala di preghiera musulmana con il tentativo di bruciare alcuni esemplari del Corano.

Siamo ad Ajacco, in Corsica. Circa 600 manifestanti (dati della Prefettura) si sono ritrovati ieri di fronte alla prefettura di polizia nel pomeriggio per protestare dopo l'aggressione di due pompieri e di un poliziotto il pomeriggio del 24 dicembre. 

Il giorno precedente, infatti, un incendio nei Jardins de l’Empereur ha richiesto l'intervento dei pompieri che, una volta arrivati, sono stati attaccatti. Il prefetto, François Lalanne, ha definito l'evento un "guet-apens", un'imboscata. Un poliziotto, intervenuto successivamente, è stato lievemente ferito. 

La manifestazione si è spostata nel quartiere dove, il giorno prima, si erano tenuti gli scontri. In poco tempo il corteo è diventato una spedizione punitiva partita al grido di "Arabi fora" (che se per un francese non è chiaro, per noi risuona tanto lombardo) e "siamo a casa nostra". 

I manifestanti hanno cercato di trovare i responsabili dell'aggressione del giorno precendente, mentre gli abitanti del quartiere si sono chiusi in casa: vetrine, cassette delle lettere e autombili sono stati danneggiati. 

Nonostante la polizia presente (che pare abbia cercato di contenere la folla) una sala di preghiera è stata saccheggiata e alcuni hanno cercato di bruciare diverse copie (50, secondo il prefetto) del Corano. Le nostre migliori memorie vengono così a galla. 

Alle 9 di sera è tornata una calma relativa. 

Il sindaco di Ajacco, Laurent Marcangeli, ha confermato che la calma è tornata ma che non era sorpreso: "Sentivo la tensione salire da mesi". Il Governo socialista francese ha condannato sia l'aggressione subita dalle forze dell'ordine, sia quella nel quartire. 

La Francia è il Paese con la più grande comunità musulmana in Europa. Nei primi sei mesi del 2015 sono stati recensiti 274 atti definiti "anti-musulmani" con un aumento del 281% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso quando ne erano stati registrati solo 72. Nei giorni successivi agli attacchi del 13 novembre scorso se ne erano registarti già divesi, solo 50 nei giorni successivi all'attacco a Charlie Hebdo. 

I dati vengono dall'Osservatorio nazionale contro l'islamofobia (Onci). 

 

 

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