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Governo tecnico: scatta il totoministri

Berlusconi vuole la conferma di alcuni fedelissimi e se entra il Pd bisogna prevedere anche qualche uomo vicino a Bersani. Tutti i nomi della nuova corsa alla potrona.

Berlusconi abdica ma detta le condizioni della resa: ok ad un governo tecnico guidato da Mario Monti, ma su alcuni nomi non c'è da discutere.

In sostanza, l'obiettivo del Cavaliere è di confermare una pattuglia di fedeli non indigesti per le altri parti politiche in modo lasciarsi un percorso per un eventuale ritorno in grande stile. Così, ecco che il primo della lista che dovrà esserci in ogni caso è quello di Gianni Letta. Per lui si parla di una conferma come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Altro confermato, dovrebbe essere Nitto Palma al ministero della Giustizia, settore a cui il dimissionario Premier tiene moltissimo: anche in un momento del genere, uno 'scherzo' della magistratura potrebbe rivelarsi fatale, quindi, meglio mettere le mani avanti. Conferma in arrivo anche per Franco Frattini agli Esteri e Raffaele Fitto agli Affari regionali.

Un nome sul quale si discuterà molto, invece, è quello di Roberto Maroni, attuale titolare del ministero dell'Interno. La Lega Nord ha fatto già sapere che non ha intenzione di appoggiare un eventuale governo tecnico (eloquente Bossi: "E' bello fare l'opposizione"), anche se non si escludono colpi di scena. Bobo Maroni, dal canto suo, è da tempo in rotta con le camicie verdi e un'offerta indecente (la riconferma, in questo caso) potrebbe segnare un suo definitivo strappo. Lui può contare su una generica stima anche da parte dell'opposizione, che, soprattutto se arrivasse anche la benedizione di Napolitano, non dovrebbe avere nulla da obiettare.

Tra i nomi 'tecnici' di cui Monti potrebbe avvalersi, si parla molto di Guido Tabellini (rettore della Bocconi) e Francesco Giavazzi (columnist di punta del Corriere della Sera sulle questioni economiche e finanziarie).

Per quello che riguarda il ministero dell'Economia, i più quotati sono Giuliano Amato, Domenico Siniscalco (che sostituì Tremonti nel penultimo governo Berlusconi) e Vittorio Grilli, l'uomo che Tremonti aveva indicato per la guida di Bankitalia. Altro personaggio che potrebbe prendere parte all'esecutivo è Lorenzo Bini Smaghi, ma le recenti vicende legate al suo ruolo nella Bce potrebbero giocare a suo sfavore. Poi, se si prevede anche un appoggio del Pd al governo tecnico, sono da mettere in conto almeno due (o forse addirittura tre) uomini legati a Bersani.

Insomma, il dopo Silvio è cominciato di corsa, l'Europa preme e i mercati sono inquieti. L'esecutivo sarà necessariamente "di emergenza" e durerà poco e il raggiungimento di risultati rilevanti è tutt'altro che scontato. La cosa certa è che i prossimi mesi saranno duri da far passare, con la speranza di non uscirne fuori come cadaveri.

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