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Disordinate considerazioni sull’informazione di guerra

Gli unici telegiornali che seguo sono - scusate la banalità - Tg3 e Tg La7. Sono senza dubbio i migliori telegiornali della tv generalista e ritengo siano anche i più seguiti tra quella fetta di italiani che cerca un'informazione "di qualità" e indirizzata ai grandi temi di politica interna ed internazionale.

Riporto, però, con un po' di perplessità, ma senza particolare stupore, il servizio sulla Siria di Lucia Goracci, trasmesso durante il Tg3 del 28/09. La Goracci inizia parlando dell'autobomba fatta esplodere - verosimilmente - da forze anti-Assad, durante un funerale nel quartiere a maggioranza cristiano e druso di Damasco; passa poi a parlare della carneficina, operata dalle forze regolari del regime, ad Homs e dell'esodo di massa dei profughi. Fin qui, tutto regolare e abbastanza equilibrato, per quanto sia difficile ormai distinguere - su queste vicende - la verità dalla propaganda. E la propaganda, appunto, arriva verso la fine del servizio, quando la Goracci ci ricorda che

«le altre potenze, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, non intendono intervenire; a meno che - ha ricordato il Presidente francese Hollande, ieri - Assad non compia il crimine di usare le armi chimiche. Come se i jet, gli elicotteri, l'artiglieria pesante, non bastasse, già, a provocare tutto questo.»

Qualche mese fa, invece, Chicco "Mitraglia" Mentana, fu anche più esplicito: introducendo un servizio, usò queste testuali parole, che mi appuntai, nell'intenzione di scrivere qualcosa in proposito (magari con un titolo del tipo «Ma Chicco Chicco non lo sa»):

«c'è un paese (...) in cui la situazione è ormai fuori controllo e la comunità internazionale fa finta di non accorgersene; anzi, a volte esprime preoccupazione anche fortissima ma non fa, come ad esempio è avvenuto in Libia, cioè intervenire per frenare il mattatoio»

Fra l'altro nel servizio che seguiva, se non ricordo male, si definiva l'Arabia Saudita un «alleato storico di Damasco» (?!), il che sarebbe uno strafalcione, indegno di una testata così prestigiosa.

Per Mentana, e forse anche per la Goracci, il modello libico sembra, quindi, auspicabile per risolvere la crisi siriana. Un intervento militare preparato da una serie di bufale propagandistiche, pompate dai nostri media e smontate, ad esempio, dal giornalista Rai Amedeo Ricucci, in un intervista rilasciata a Libera TV (2) e in un'ottima puntata della trasmissione La storia siamo noi dall'eloquente titolo Guerra, bugie e TV (3); madre di tutte le bufale fu quella sulle tombe del cimitero di Tripoli, spacciate per fosse comuni di oppositori e sui 10000 morti assassinati dal regime, nella fase precedente all'invasione straniera.

Sembrano dimenticare, poi, la spirale di pulizia etnica scatenata da milizie legate al CNT contro la popolazione nera (4). Su questo punto, ricordo un'altro servizio del Tg3 - al quale va però riconosciuto il merito di aver dato spazio a riflessioni scottanti su alcuni aspetti di questa guerra, come ad esempio la "provvidenzialità" della morte del colonnello Gheddafi, che da vivo rischiava di mettere in forte imbarazzo molti "capoccia" occidentali - che mostrava alcuni prigionieri neri, presentati come «presunti mercenari di Gheddafi», che sobbalzavano al rumore di una raffica di mitra, evidentemente un'esecuzione. Il commento dell'inviato, cito a memoria, suonava più o meno così: «chi non ha avuto paura di massacrare e uccidere, adesso teme per la sua vita», dando per scontato che quei "neri" fossero per forza ex-miliziani gheddafiani e criminali di guerra. (Perché si sa: le truppe regolari libiche del vecchio regime e i gheddafiani sono per forza tutti criminali e tagliagole). Forse rendendosi conto dell'opera di disinformazione di cui ci si stava rendendo responsabili, lo stesso servizio fu riproposto il giorno successivo, ma con un commento più equilibrato.

Per quel che riguarda il conflitto siriano, mi rendo conto di poter dire poco. La situazione sembra estremamente complicata ed è difficile, come si è detto, valutare le informazioni che arrivano a noi. Posso, ad esempio, far notare però il silenzio dei media occidentali sulle posizioni e sull'attività del "Comitato nazionale di coordinamento per il cambiamento democratico", la coalizione delle forze di opposizione al regime siriano contrarie all'ipotesi di un intervento militare straniero e alla settarizzazione del conflitto. (5)

 

(2) Ecco tutte le bugie che ci hanno raccontato sulla Guerra libica, Libera TV.

(3) Guerra, bugie e TV, La storia siamo noi

Sui miti diffusi dalla propaganda bellica segnalo anche: Maximilian C. Forte, La Top Ten dei Falsi Miti sulla Guerra in Libia, Peacelink, 31 agosto 2011; Pubblicato originariamente sulla testata americana online CounterPunch.org.

(4) Lorenzo Cremonesi, Incendi, terrore, caccia all'uomo. La città dei neri non esiste più, Corriere.it, 16 ottobre 2011; le notizie riportate a febbraio. Libia: il Cnt aveva dato l'ok alla caccia al neroGlobalist.it, 1 novembre 2011;

(5) Giovanni Sarubbi, Una via pacifica alla soluzione della crisi, Il Dialogo;

Sulla vicenda siriana rimando inoltre a una selezione di articoli del cronista dell'Indipendent Robert Fisk, pubblicati in italiano del Fatto Quotidiano; al sito http://www.contropiano.org/ o - con qualche cautela - al sito sibialiria.org/, forse eccessivamente orientato su posizioni alternative.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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