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Disoccupazione in Abruzzo: pane e cioccolata a merenda tra compagni

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Marinella Sclocco
Foto tratta dal sito PrimaDaNoi.it

"Pane e cioccolata", un film del 1973, di Franco Brusati. Uno dei pochi autori che allora affrontarono l'onta dei migrati italiani assai scomoda al potere di quei tempi.

Marinella Sclocco, assessore regionale all'Istruzione in Abruzzo, ha preso penna e calamaio per scrivere e congratularsi con coloro i quali hanno conseguito la maturità scolastica.

Restate in Abruzzo, qui ci sono tante occasioni...

Vediamo quali sono e dove sono le "occasioni" della Sclocco:

Domenica 17 luglio 2016, l'editoriale del direttore de "il Centro" riporta l'annuncio del presidente della Regione Luciano D'Alfonso sulla creazione di 60 mila nuovi posti di lavoro e una nuova primavera per l’economia.

Lettera agli studenti

Va ricordato che dal 2012 a oggi i disoccupati sono aumentati di oltre 22 mila unità. Inoltre, il direttore del quotidiano locale, Tedeschini, fa notare che creando 60 mila posti, l’Abruzzo diventerebbe un caso mondiale. Con gli attuali 70 mila senza lavoro e il day after dei 60 mila posti di lavoro buttati come i dadi dal governatore in carica il tasso di disoccupazione scenderebbe al 2%. Meglio della Germania.

Più del 10% degli abruzzesi è povero (dati ISTAT). Una percentuale sempre in aumento. La Confartigianato Abruzzo ha denunciato la perdita di circa 12.000 posti di lavoro nel primo trimestre del 2016.

Il totale degli occupati scende dalle 490.000 unità del primo trimestre 2015, alle 480.000 unità dei primi tre mesi di quest’anno. 

Il tasso di occupazione è del 55,18%.

Ancora peggio se si scorrono i numeri dal 2012 al 2015. Gli occupati in Abruzzo sono passati da 500.000 a 480.000

20.000 posti di lavoro in meno.

Neanche la Caritas s'impietosisce dinanzi al 38% degli abruzzesi a rischio povertà. 

Entro in punta di piedi nella tua quotidianità, ma sarà un'incursione breve, per illustrarti le opportunità che hai in Abruzzo nel caso dovessi decidere di proseguire gli studi oppure entrare nel mondo del lavoro. (Marinella Sclocco)

A parte il clientelismo e il nepotismo imperanti in queste dimenticate lande sociali abruzzesi, Nino Manfredi ha interpretato negli anni settanta una figura non retorica, che potrebbe essere e fare da psicopompo a tanti giovani, piuttosto che leggere epistole imbarazzanti come quelle di un anonimo assessore di una regione molto arretrata.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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