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#Centonovantaquattro: il diritto di scelta è delle donne

#Centonovantaquattro è un blog e un progetto (ancora in costruzione) che mira a combattere l'avanzata dell'obiezione di coscienza sui contraccettivi di emergenza e sull'interruzione di gravidanza.

Nel nostro paese l’aborto è regolato dalla legge 194 del 1978 che “riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio” e permette l’aborto entro i primi 90 giorni. Al di là di questa data l'interruzione della gravidanza è possibile solo “quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna” oppure “quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna”.

Ciononostante, anche per le donne che si muovono entro il limite dei 90 giorni, spesso l'Igv è difficile a causa del fatto che oggi molti medici sono obiettori di coscienza e possono quindi rifiutarsi di praticare l'aborto. 

Un piccolo passo in avanti è stato fatto con la distribuzione del farmaco RU486, concesso solo nel 2009, ma ancora poco diffuso nei nostri ospedali. La maggior parte delle IVG è praticata mediante il metodo tradizionale, ma che si scelga la via classica o meno, un grave ostacolo all’interruzione volontaria della gravidanza è rappresentata soprattutto dall’obiezione di coscienza.

In particolare in Italia il maggior numero di ginecologi obiettori si trova al Sud (76,9%), con la punta più alta in Molise (85%). Nel nostro Paese continua a diminuire il numero di aborti volontari. Nel 2011 ne sono stati effettuati 109.538. Il decremento è stato del 5,6% rispetto al 2010.

Questo dato però non tiene in conto un altro aumento: quello degli aborti clandestini, che sono calcolati a 20mila secondo alcuni, e a 40mila, secondo altri. Questi aborti vengono spesso registrati come "aborti spontanei" perché le donne si recano al Pronto Soccorso dopo aver subito questi interventi in ambulatori "di emergenza". 

Per quanto riguarda la contraccezione di emergenza, invece, la situazione non è migliore. In molti Paesi questa fornisce alla donna un criterio di scelta, un’opportunità di poter essere padrona della propria vita.

In Francia, la contraccezione d’emergenza (la pillola del giorno dopo) è disponibile nelle farmacie senza la necessità di prescrizione medica; stessa cosa in Gran Bretagna. Negli Usa è addirittura venduta nei supermercati. In Spagna invece,dal 2009, la pillola del giorno dopo è acquistabile in tutte le farmacie senza ricetta, anche dalle minorenni. 

E in Italia? È necessaria una ricetta, che può qualsiasi o medico o, più spesso, una guardia medica (visto che di solito ci si ritrova ad averne bisogno ad orari "non da ambulatorio"). E anche qui sono sempre di più gli obiettori di coscienza. 

Ed è qui che si inserisce il blog #Centonovantaquattro, un progetto ancora in costruzione che mira a combattere l'avanzata dell'obiezione di coscienza sui contraccettivi di emergenza e sull'interruzione di gravidanza.

Come spesso gli stessi medici affermano, la prevenzione parte dall’informazione, per questo iniziamo a diffondere l’hashtag #Centonovantaquattro su Facebook e Twitter.

 

Foto logo: Gaelx/Flickr

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