Bandiera Palestinese e Targa sulla Massa del Turlo, Luogo Simbolo della Resistenza
La Valsesia alza lo sguardo e punta l'attenzione sul dramma di Gaza e di tutti i popoli oppressi. Domenica 26 ottobre, un gruppo di amici e amanti della montagna ha compiuto un gesto simbolico di grande impatto civico, salendo fino alla Massa del Turlo (1.960 m s.l.m), per issare una grande bandiera palestinese e apporre una targa con un potente messaggio universale di pace e solidarietà.

L'iniziativa, nata dalla volontà di sei persone – Chiara Guglielmina, Luca Marchina, Marianna Corte, Olimpia Baruffi, Paolo Dalla Valentina e Rosella Giuliani – unisce l'amore per la montagna ai valori di pace e libertà.
"L’iniziativa vuole essere un gesto simbolico di solidarietà verso tutte le persone che soffrono nel mondo e un appello alla responsabilità dei governi nel garantire i diritti fondamentali ai propri cittadini," spiegano i promotori.
La decisione è maturata a seguito degli eventi in Palestina. Il gruppo ha percorso oltre due ore di cammino dal versante valsesiano per raggiungere la vetta, situata tra la Valsesia e la Valle Strona, sulle Alpi Pennine.
Il luogo scelto non è casuale, ma carico di un profondo valore storico e simbolico. La Massa del Turlo è stata infatti uno dei luoghi cruciali della Resistenza valsesiana durante la Seconda Guerra Mondiale. La sua posizione strategica la rendeva via di collegamento essenziale verso la Val d’Ossola e la Svizzera, garantendo la salvezza a prigionieri alleati, ebrei in fuga dal nazi-fascismo e partigiani.
Un "filo rosso" unisce, quindi, il cammino di libertà percorso 80 anni fa dalle donne e dagli uomini della Resistenza, e l'impegno odierno verso il popolo palestinese e chiunque lotti per i propri diritti.

Portare la bandiera su una vetta, accessibile a tutti, simboleggia anche la fatica per il raggiungimento di una prospettiva più ampia: "È da lì che si può avere una panoramica vasta e arrivare a riflessioni profonde, altre dalla quotidianità," spiegano gli alpinisti. La bandiera palestinese viene intesa come un simbolo che trascende la cronaca, rappresentando il diritto universale a vivere in sicurezza e libertà, estendendosi ai molti Paesi vittime di guerre dimenticate.
Il messaggio scolpito sulla targa apposta sulla vetta riflette questa visione universale e di non-odio:
«Sulle montagne di casa, portiamo un grido di pace e una speranza condivisa: al di sopra delle parti, sosteniamo il diritto di chiunque, nel mondo, ad avere casa, dignità e sicurezza. Non celebriamo frontiere che dividono, ma rivendichiamo la responsabilità dei governi che tradiscono i loro cittadini. Siamo al fianco di chi soffre, senza odio verso l'altro, perché la giustizia non è vendetta e la pace non è resa. Che questo gesto nelle nostre valli ricordi: la libertà e la dignità sono per tutti».
Il gesto degli alpinisti valsesiani è un richiamo esplicito alla responsabilità dei governi e un monito a non distogliere lo sguardo dal dramma in corso, anche in presenza di un dichiarato cessate il fuoco, per un popolo che da 70 anni cerca di vivere in sicurezza.
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